Jean Paul Gaultier Couture Spring 2022 by Glenn Martens
Il Direttore Creativo di Y/Project Glenn Martens è il secondo guest designer della Maison per la collezione couture dopo Chitose Abe di Sacai. Quando l'unione di due visioni creative funziona è un piacere visivo sensoriale. Tutto parte della rielaborazione del corsetto, uno degli stilemi chiave di entrambe le Maison
Dopo la liason con Chitose Abe di Sacai per la Jean-Paul Gualtier Fall 2021, oggi è il turno dello stilista belga Glenn Martens di interpretare lo stile dell'enfant terrible della moda per la collezione Couture Jean Paul Gautier 2022. Martens, una superstar delle passerelle parigine fin dal 2014, da ottobre 2020 Martens è anche Direttore Creativo di Diesel. Jean-Paul Gaultier, invece ha interrotto le collezioni di prêt-à-porter nel 2015, concludendo la sua carriera firmando un'ultima collezione Haute Couture nel gennaio 2020, presentata durante una sfilata sensazionale al Théâtre du Châtelet.
La collezione "Gaultier Paris by Glenn Martens from Y/Project" è andata in scena nel quartier generale della Maison, in uno svolazzare di veli neri e una musica sacrale. Un ritorno alle origini per Glenn Martens, che viene accolto a casa Gaultier ben 15 anni dopo la sua esperienza da stagiaire proprio sotto la guida di Jean- Paul e subito dopo il diploma conseguito alla Royal Academy of Fine Arts di Anversa. “Raramente abbiamo la possibilità di mettere insieme silhoette così elaborate. Per me, couture significa pura bellezza ed eleganza. Qualcosa che non ha niente a che fare con lo stile street" spiega Glenn Martens.
Uno studio sul corsetto che si ingloba al pantalone sagomando i fianchi ritagliati nella tipica forma a "V" tanto cara a Martens, lunghi abiti scivolati, rouches architettoniche, le righe si fanno psichedeliche e hanno un che di Blade Runner, sembra di vedere una moderna Rachel con tailleur dalle giacche puntute, gonne a matita leggermente svasate sul fondo che accentuano la figura, e tacchi platform. In alternanza ci sono le mega gown da sera, gli abiti a ruota in taffetà con incrostazioni, e lo svolazzare etereo degli abiti trompe-l'oleil che riecheggiano le collezioni 90's di Gualtier e che trasformano le modelle in statue.
Si capisce perfettamente dove inizia una citazione a Jean-Paul e quando arriva l'idea di Glenn, che rende la collezione più attuale e la scolpisce con la sua estetica. Come la marinière che appare in strati consecutivi di tulle o più fili di allacciatura di velluto. Anche un semplice tubino in maglia, brilla per matericità e costruzione, accessori maxi. Campeggiano tessuti Belle Époque, tonalità vittoriane, lunghe sottovesti di velluto in stile medievale, con girocolli di perline, coralli ricamati in argento o granato, cristalli patchwork e antiche spille intrecciate. L'erede della Maison è davvero arrivato, e ci si augura non sia solo una collab di una stagione.
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