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Miart 2025, il programma completo e cosa vedere in città durante la Milano Art Week

Torna la settimana dell’arte milanese con un ricco programma di appuntamenti, insieme alla nuova edizione di Miart. Coinvolti i principali musei e spazi d’arte della città. Ecco la guida alle mostre e agli eventi da non perdere.

Bob and Roberta Smith, Art is your human right, 2024 (Courtesy l’artista e MAAB Gallery, Milano)
Bob and Roberta Smith, Art is your human right, 2024 (Courtesy l’artista e MAAB Gallery, Milano)

La Milano Art Week torna dall’1 al 6 aprile e, con essa, anche Miart, la fiera internazionale d’arte moderna e contemporanea che giunge alla sua 29esima edizione sotto la direzione artistica di Nicola Ricciardi. Un appuntamento consolidato che si conferma al centro del calendario culturale milanese, contribuendo a dare forma alla settimana dedicata all’arte in tutte le sue espressioni. 

Sol Calero, Ventana del Pabellón Criollo, 2024 (Courtesy l'artista e Francesca Minini, Milano; Foto Andrea Rossetti)
Sol Calero, Ventana del Pabellón Criollo, 2024 (Courtesy l'artista e Francesca Minini, Milano; Foto Andrea Rossetti)

Il tema che guiderà Miart 2025 sarà l’amicizia, intesa come legame «paritario, reciproco, duraturo e autenticamente solidale».

Un concetto che dà forma anche al titolo di questa 29ª edizione, "Among Friends", ispirato all’omonima retrospettiva dedicata a Robert Rauschenberg, figura centrale della Pop Art e padre del movimento New Dada, cui viene reso omaggio nel centenario della nascita. Negli spazi della Fiera di Milano al Portello, la rassegna accoglie 179 gallerie provenienti da 31 Paesi, articolate in tre sezioni principali.

Aronne Pleuteri,
"Horror Vacui", 2023
thebackstudio,
"Assemblage n.5",
Eva Gold, "Open Til Late", 2024
Aronne Pleuteri,
"Horror Vacui", 2023 (Courtesy the artist and ArtNoble Gallery). thebackstudio,
"Assemblage n.5", 2021 (Courtesy MATTA, Credits Luisa Porta). Eva Gold, "Open Til Late", 2024 (Courtesy the artist and Rose Easton, London; Photography by Jack Elliot Edwards)

Emergent, a cura di Attilia Fattori Franchini, riunisce 25 gallerie che esplorano le pratiche artistiche più sperimentali del panorama contemporaneo. Portal, curata da Alessio Antonioli e strettamente legata al tema "Among Friends", propone 10 progetti espositivi che mettono in discussione i concetti tradizionali di geografia, linguaggio e tempo. Infine, Established rappresenta la sezione più ampia, dedicata ai grandi maestri dell’arte moderna e contemporanea, offrendo una visione ampia e consolidata del mercato e della storia dell’arte.

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SoiL Thornton What Is Sexuality, Is The Scale Infinite Similar To A Line (new modes of press and chromakey), 2020 (Courtesy of the artist and Maxwell Graham, New York). Nathalie Du Pasquier, Untitled, 2021 (Courtesy the Artist and APALAZZOGALLERY)

La Milano Art Week 2025

Milano Art Week 2025 – giunta alla sua nona edizione – è la settimana dell’arte promossa dal Comune di Milano, in collaborazione con Miart e le principali istituzioni culturali pubbliche e private della città. L’iniziativa è coordinata dall’Associazione Arte Totale, che riunisce ArtsFor, Artshell e MAC – Milano Art Community. Una miscellanea che spazia da mostre sull'arte antica degli Etruschi alle novità dell'arte ultra contemporanea (qui il link al programma completo) che si prefigge l’obiettivo di esplorare le dinamiche del mondo dell'arte, ponendosi come piattaforma aperta alla riflessione critica e all’espressione artistica, capace di stimolare domande sul presente e sul futuro. Un progetto che incoraggia il dialogo interculturale, la partecipazione attiva e il confronto tra linguaggi, generazioni e visioni del mondo.

Le 6 mostre da vedere in città durante la Milano Art Week 2025

dipinto di Robert Rauschenberg, «Able Was I Ere I Saw Elba»
Robert Rauschenberg, «Able Was I Ere I Saw Elba», 1983 (Robert Rauschenberg Foundation/Ars, New York, 2025. Galerie Thaddaeus Ropac, London. Foto: Ulrich Ghezzi)

In occasione del centenario della nascita di Robert Rauschenberg , il Museo del Novecento di Milano celebra uno dei protagonisti più influenti dell’arte del XX secolo.

La mostra crea un dialogo inedito tra le opere dell’artista americano, figura chiave del New Dada, e alcuni tra i capolavori più rappresentativi della collezione permanente del museo. Un percorso che intreccia la visione sperimentale di Rauschenberg con i nuovi allestimenti degli spazi museali, in un gioco di risonanze visive e concettuali. Curata da Gianfranco Maraniello e Nicola Ricciardi, con la collaborazione di Viviana Bertanzetti e il supporto della Robert Rauschenberg Foundation, l’esposizione presenta otto opere realizzate tra gli anni Settanta e Ottanta, selezionate per affinità tematiche, formali e simboliche, e distribuite lungo il percorso del museo per stimolare connessioni trasversali tra linguaggi e generazioni.

Dal 5 aprile al 29 giugno 2025

Typologien fondazione prada fotografia bianco e nero
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Bernd and Hilla Becher, Water Towers, 1966–1986 (Courtesy of Estate Bernd & Hilla Becher, represented by Max Becher, courtesy Die Photographische Sammlung/SK Stiftung Kultur – Bernd and Hilla Becher Archive, Cologne, 2025). Thomas Struth, Musée du Louvre IV, Paris, 1989, (Courtesy of Thomas Struth / ZKM | Center for Art and Media Karlsruhe, Karlsruhe)

La Fondazione Prada inaugura negli spazi di Largo Isarco in Scalo Romana due mostre contemporanee: NADA e Typologien. Fotografia nella Germania del XX secolo.

La Fondazione Prada inaugura negli spazi di Largo Isarco in Scalo Romana due mostre contemporanee: NADA e Typologien. Fotografia nella Germania del XX secolo. NADA, visitabile dal 3 aprile al 29 settembre negli spazi della Cisterna, riunisce dieci dipinti di grande formato appartenenti all’omonima serie, in cui l’artista belga Thierry De Cordier indaga il concetto di annullamento dell’immagine sacra – in particolare quella del Cristo in croce – attraverso un linguaggio astratto, materico e radicale. Le opere si configurano come meditazioni visive sul vuoto, sull’assenza e sul limite della rappresentazione. Contemporaneamente, il Podium ospita Typologien. Fotografia nella Germania del XX secolo, aperta dal 3 aprile al 14 luglio e curata da Susanne Pfeffer, direttrice del Museum MMK für Moderne Kunst di Francoforte sul Meno. La mostra propone un’analisi approfondita della fotografia tedesca del Novecento attraverso il filtro del concetto di tipologia, mutuato dalla botanica e applicato all’immagine come strumento di classificazione. Un percorso visivo che mette in dialogo generazioni di artisti, tra affinità stilistiche e visioni individuali, offrendo una riflessione critica sul linguaggio fotografico e sulla sua evoluzione storica.

NADA, dal 3 aprile al 29 settembre
Typologien. Fotografia nella Germania del XX secolo, dal 3 aprile al 14 luglio

Nico Vascellari, Pastorale, 2025
Nico Vascellari, Pastorale, 2025 (Courtesy Studio Nico Vascellari/Palazzo Reale Milano. Fotografia di Melania Dalle Grave-DSL Studio)

Nico Vascellari presenta una mostra personale concepita come un grande progetto site-specific all'interno della Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale. 

Pastorale, questo il nome della mostra, trae ispirazione dalla storia stessa dello spazio espositivo, gravemente danneggiato durante i bombardamenti del 1943, che causarono il crollo del soffitto e la distruzione delle statue che ne decoravano le pareti. Questa memoria storica diventa materia viva e attuale, evocata in una contemporaneità che, pur segnata da ferite, custodisce un’inesauribile possibilità di rinascita: un tema centrale nella visione poetica e concettuale di Vascellari. A Palazzo Reale sono visitabili anche le mostre Intorno al 1925. Il trionfo dell’Art Déco, Leonor Fini: lo sguardo della sfinge, George Hoyningen-Huene. Glamour e avanguardia, Casorati, Da Cindy Sherman a Francesco Vezzoli. 80 artisti contemporanei, Collezione Iannaccone. 

Dal 1 aprile al 3 giugno 2025

Shirin Neshat, Rebellious Silence, 1994  fotografia in bianco e nero di donna iraniana con versi in arabo
Shirin Neshat, Rebellious Silence, 1994 (Courtesy of Shirin Neshat / Gladstone Gallery)

ll PAC - Padiglione d'Arte Contemporanea di Milano ospita la prima grande retrospettiva italiana dedicata all'artista iraniana Shirin Neshat.

La mostra attraversa oltre trent’anni di ricerca visiva, con quasi duecento opere fotografiche e una decina di video-installazioni provenienti dalle più importanti collezioni museali del mondo. Artista poliedrica e profondamente impegnata, Shirin Neshat ha sperimentato con fotografia, video, cinema e teatro, dando vita a narrazioni intense e liriche, ma anche a opere profondamente politiche. Il suo lavoro indaga i rapporti tra potere e religione, identità e appartenenza, mettendo in discussione le dinamiche tra Oriente e Occidente, passato e presente, individuo e collettività.


Dal 28 marzo all'8 giugno 2025

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Veduta della mostra "ICARUS" (Courtesy of Pirelli HangarBicocca)

Pirelli HangarBicocca ospita ICARUS, la prima grande antologica europea dedicata all’opera di Yukinori Yanagi.

In mostra un’ampia selezione di lavori realizzati tra gli anni Novanta e Duemila, affiancati da opere più recenti. Il percorso espositivo invita i visitatori a seguire le traiettorie imprevedibili tracciate dalla ricerca dell’artista giapponese (nato a Fukuoka nel 1959), che ricontestualizza alcune delle sue installazioni più significative e monumentali all’interno degli spazi ex industriali di HangarBicocca. Ne emerge una riflessione profonda e attualissima su temi come il nazionalismo, le dinamiche del potere e i paradossi delle società contemporanee.

Dal 27 marzo al 27 luglio 2025

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Veduta della mostra “Jasper Morrison. The Lightness of Things”, a cura di Alberto Salvadori (Courtesy of Fondazione ICA Milano e dell’artista. Crediti fotografici: Andrea Rossetti e Tiziano Ercoli)

Alberto Salvadori cura a Fondazione ICA Milano Jasper Morrison. The Lightness of Things, la mostra dedicata al celebre designer britannico.

L’esposizione celebra l’estetica essenziale e discreta che ha reso iconico il suo approccio al design contemporaneo. Per l’occasione, Morrison ha concepito un’installazione site-specific che unisce dodici sedie sospese nello spazio espositivo a dodici composizioni fotografiche a parete, raffiguranti oggetti archetipici. L’ambiente è completato da un paesaggio sonoro minimalista, realizzato dal compositore Anthony Moore, che intreccia suoni non umani con estratti tratti dai saggi di Morrison. Coerente con la sua filosofia progettuale, la mostra esplora l’idea che gli oggetti non debbano imporsi, ma integrarsi con naturalezza nel quotidiano, rivelando la loro qualità proprio nella leggerezza con cui si rendono indispensabili.


Dal 27 marzo all'11 luglio 2025

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