Hommes

Dario Argento, il regista del terrore, compie 83 anni

Da “Suspiria” e “Phenomena” fino ad arrivare a “Profondo Rosso” e “L’uccello dalle piume di cristallo". Con i suoi film horror e gialli ha incantanto il pubblico nazionale e internazionale. Oggi compie 83 anni, e per l'occasione ripercorriamo la carriera del regista italiano che ci ha fatto vivere le paure più temute con i suoi film.

Il ritratto Dario Argento (Getty Images)
Il ritratto Dario Argento (Getty Images)

Dario Argento festeggia il suo compleanno spegnendo 83 candeline. Nato a Roma  il 7 settembre 1940, il regista e sceneggiatore italiano ha lasciato un'impronta indelebile nel mondo del cinema grazie al suo stile cinematografico che ha contribuito all’innovazione del cinema horror ma anche per le sue trame intricate ed avvincenti. Nel giorno del suo compleanno abbiamo ripercorso la carriera di Dario Argento, il regista che ha plasmato il genere horror cavalcando quelle che sono state le innovazioni cinematografiche che hanno rivoluzionato il cinema dell’orrore.

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Dario Argento sul set (Getty Images)

GLI INIZI DI DARIO ARGENTO


Sebbene tutti pensano che la carriera cinematografica di Dario Argento sia iniziata con la direzione dei film, in realtà la  sua carriera è iniziata come critico e sceneggiatore. Tuttavia, è nel ruolo di regista che si afferma come uno dei maestri del cinema dell'orrore italiano. Nel 1970, dirige il suo primo lungometraggio intitolato “L'uccello dalle piume di cristallo", che dà il via a una serie di film noti come "Trilogia degli animali", caratterizzati da trame ben strutturate, omicidi elaborati e la colonna sonora iconica di Ennio Morricone.

Nel corso degli anni '70 e '80, Dario Argento continua a sfornare film di successo, tra cui "Il gatto a nove code" (1971), "Profondo Rosso" (1975), "Suspiria" (1977) e "Inferno" (1980). Questi film si distinguono per l'uso del colore, le sequenze oniriche e le incalzanti colonne sonore realizzate da Goblin che creano un'esperienza visiva e sonora unica per gli spettatori delle sale cinematografiche. 

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Dario Argento (Getty Images)

IL SUO MONOLOGO SULLA PAURA 


La paura è un sentimento che gode di cattiva fama, eppure certe paure possono far bene. Io ho capito che la paura non è sempre uguale e può dipendere dai tempi, io sono cresciuto nell’Italia degli anni Sessanta, e la paura era il declino, cosa potevano temere gli uomini e le donne sopravvissute dopo ben due conflitti mondiali. L’Italia era un paese di grande boom industriale, la gente stava bene e pagava tre mila lire per andare al cinema per guardare un film dell’orrore. Se ci pensate bene era assurdo, ma pagava per spaventarsi. E spaventarvi non era affatto semplice, ho dovuto inventare e scrivere storie complicate delitti efferati, congreghe di streghe, infanzie traumatiche, ho dovuto studiare nel dettaglio luci, inquadrature, movimenti di macchina. Ed è cosi che sono nati “L’uccello dalle piume di cristallo”, “Suspiria” “Tenebre” e molti altri... una fatica per portare le persone al cinema e fargli provare paura. Invece oggi la gente ha paura nella vita di tutti i giorni, ma sono paure diverse: la paura di prendere l’aereo, del lattosio, la paura del glutine, di perdere il lavoro, e prima ancora la paura di non trovarlo. […] invece del “Profondo rosso” oggi la paura è il nero, e i registi del moderno terrore non lavorano al cinema, sfruttano la paura in modo semplice ed economico, per sbancare il botteghino elettorale. Si chiama meccanismo della suspanse e come spiegò Alfred Hitchcock in una famosa intervista:  consiste nell'indurre un effetto ansiogeno nello spettatore. [...] Insomma oggi crei il terrore non con un serial killer, una strega o un entità sovrannaturale, ma crei il terrore dicendo che quello che è diverso da te è pericoloso. Ma di questa paura non voglio esserne il maestro. Io non ho mai avuto paura delle persone differenti da me, perchè mai dovrei averla? Anche io sono stato sempre differente da tutti e questa è stata la mia fortuna, come può essere una fortuna di tutti. La paura vera arriva quando ci scopriamo tutti uguali, e fatevelo dire da uno che di paura ne sa qualcosa".
Dario Argento 

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Il monologo di Dario Argento

LE ATTRICI DI DARIO ARGENTO 

Argento è anche noto per aver collaborato con attrici iconiche come Jessica Harper, Jennifer Connelly (cover star de L'Officiel Italia) e Daria Nicolodi, quest'ultima è stata anche la sua nota compagna per molti anni. La coppia ha lavorato insieme a diversi progetti, tra cui "Suspiria" e "Tenebre".

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Dario Argento e Daria Nicolodi (Getty Image)

IL CONTINUO DELLA CARRIERA CINEMATOGRAFICA

Negli anni '90 e 2000, la carriera di Argento ha subito alti e bassi, ma ha continuato a dirigere film di genere. Alcuni dei suoi lavori di questo periodo includono "La sindrome di Stendhal" (1996), "Il cartaio" (2004) e "Giallo" (2009). Sebbene tutti lo etichettano come il Re del genere horror, per l’utilizzo di elementi sovrannaturali e atmosfere cupe, Dario Argento è anche associato al genere giallo, caratterizzato da mistero, omicidi, e suspense. La carriera di Dario Argento ha ispirato numerosi registi contemporanei lasciando la sua impronta pioneristica nella storia del cinema horror.

MSGM la sfialta autunno inverno 2020-21 ispirata a Dario Argento

IL LEGAME CON LA MODA 

Ancora oggi Dario Argento rimane un grande riferimento per il fashion system. Il magazine Dust aveva dedicato una copertina a Dario Argento e numerosi stilisti e designer hanno profanato i suoi celebri film utilizzandoli come ispirazioni per le loro collezioni. Uno tra questi MSGM che per la sfilata autunno inverno 2020-21 si era ispirato ai suoi capolavori cinematografici: «Dario è un uomo così speciale, pieno di gentilezza e con una grande passione per i colori e per la bellezza sia maschile sia femminile» aveva spiegato Massimo Giorgetti in occasione della sfilata a L'Officiel: «Ho scelto di inserire diverse donne nelle sfilata proprio perché lui mi ha detto che ci deve sempre essere la presenza meravigliosa di una donna. Mi ha dato le locandine originali di alcuni suoi film tra cui Il gatto a nove code del 1971, Profondo rosso del 1975 e Suspiria del 1977 e sul finale dello show ho messo una serie di look che sono un chiaro riferimento alle sue opere». 

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