New Frontiers: l'intervista a Eszter Áron di AERON
La Founder e Creative Director di AERON racconta l'innovativa linea ZERO, la collezione primavera estate 2023 e il suo punto di vista che valorizza il womenswear e le donne.
Nella descrizione dell'account Instagram ufficiale traspare già la visione di AERON: "In celebration of all women". Fondato a Budapest dalla Founder e Creative Director Eszter Áron, il marchio è approdato per la prima volta alla Copenhagen Fashion Week con la sfilata primavera estate 2023, per poi tornare a presentare la collezione nella capitale ungherese durante la Budapest Central Europen Fashion Week. Un approccio contemporaneo, sperimentale e con una visione personale che valorizza le persone restando al passo con il tempo e le innovazioni. Perchè come dice Eszter Áron: «Vogliamo creare un guardaroba stabile e responsabile per i nostri clienti. E dev’essere creato con i migliori tessuti, materiali e quella visione che supporta le nostre donne».
L’OFFICIEL ITALIA: Quando hai realizzato che eri interessata al fashion system?
ESZTER ÁRON: In tenera età non ero sicura di quello che avrei fatto, ma sapevo di voler inseguire qualcosa di visuale o qualcosa che era in comunque fosse in connessione con la moda. Mio padre era un sarto e mia madre gestiva un'attività commerciale nel settore tessile, quindi la moda ha sempre giocato un ruolo importante nella mia vita sin da subito. Ero sempre circondata da tessuti e mia mamma ne era ossessionata, viaggiava molto e portava a casa pezzi speciali che avevano un appel differente, si divertiva a giocare molto con se stessa per scoprire che cosa gli stava meglio. Poi nel mio percorso di studi volevo studiare fashion design e mia mamma contrariata perchè credeva che non fosse la direzione giusta per la mia carriera, mi ricordo che mi diceva: “Dovresti fare l’avvocato o studiare business” ed io non volevo assolutamente, ma poi ho ceduto e ho studiato marketing, poi fashion design e parallelamente ho frequentato business. Ed è stata la combo perfetta perchè sono riuscita a mantenere la creatività in maniera realistica e quando ho finito gli studi ho iniziato a lavorare per compagnie ungheresi dove ho appreso parecchio per poi fondare AERON nel 2012. È stata un’esigenza e la conseguente ragione del mio percorso.
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LOI: AERON è conosciuto particolarmente anche per la maglieria e per la tua collezione ZERO, quando hai capito che c’era attenzione per questa categoria di prodotto?
EÁ: Anche la maglieria è qualcosa che è arrivata dalla mia famiglia, mia mamma la adorava. Dopo la pandemia abbiamo realizzato che volevamo produrre con un approccio differente e il knitwear, è stato come se fosse una piattaforma o un perfetto formato per sperimentare con le nuove tecnologie e l'innovazione. Questa è stata la ragione per cui abbiamo deciso di intraprendere questa direzione per elaborare i capi nel migliore dei modi in termini di sostenibilità e qualità. Abbiamo trovato la macchina Shima Seiki con cui abbiamo prodotto la nostra linea ZERO. Questa macchina, che funziona con una programmazione digitale, ci consente di svolgere un processo per un intero capo tridimensionale senza ulteriori cuciture e con zero scarti. Il knitwear è anche una categoria di prodotto che performa particolarmente bene è il nostro core business e compone il 70% della nostra intera collezione.
LOI: Parliamo della collezione primavera estate 2023...
EÁ: Abbiamo cominciato a lavorarci ad aprile, arrivavamo dalla pandemia e dai periodi difficili collegati ad essa quindi non vedevamo l’ora di celebrare la felicità dell’estate, di colore, di essere in spiaggia e di viaggiare. Questo sentimento che stavamo cercando ci ha dato la spinta e l’ispirazione per la collezione. Abbiamo giocato molto con i colori, molto più del solito, ed è stato divertente combinare le nostre sfumature di beige ad altri colori o a dei dettagli interessanti ed eravamo particolarmente gioiosi mentre stavamo lavorando alla collezione. Abbiamo lavorato molto sull’estetica di Aeron, sulla sartorialità per i completi, sulle metallerie come le fibbie e i bottoni con la A del marchio, sui pajama in FSC-certified Ecovero Viscose e sulla pelletteria producendo capi timeless e durevoli in pelle vera, che viene ricavata dagli scarti delle industrie delle carni. Prestiamo molta attenzione al processo dei nostri capi, perché vogliamo creare un guardaroba responsabile per i nostri clienti e dev’essere creato con i migliori tessuti riciclati oppure con materiali certificati. Abbiamo mostrato prima la collezione durante la Copenaghen Fashion Week nel nuovo Padiglione Fritz Hansen nei giardini del Danish Design Museum e poi ci siamo ricongiunti con la nostra città alla Budapest Central European Fashion Week. È stato semplicemente un momento di entusiasmo per una collezione che parla di entusiasmo.
LOI: Quanto è importante la comunicazione per il tuo marchio?
EÁ: La nostra comunicazione è fondamentale per le nostre donne che sono sempre in prima linea. Avviamo vere e proprie conversazioni con le nostre donne: le ascoltiamo e cerchiamo di spiegare come lavoriamo con la nostra trasparenza. Credo fortemente che bisogna accettare se stessi perché prima di tutto bisogna amarsi. Non è importante come si appare perché noi non crediamo che esista solo una tipologia univoca di bellezza, ma ci sono tantissime bellezze, ecco perché il nostro cast della sfilata abbraccia le tematiche legate alla diversity in termini di carattere, size e anche attitude. Questa connessione con la nostra community è essenziale per AERON.
“Non penso mai a me stessa quando progetto i miei capi, se dovessi indossarlo o come mi sentirei io ad indossarlo, penso sempre alle donne. Questo è il mio approccio personale.”
LOI: Se dovessi pensare ad una designer donna, chi citeresti?
EÁ: Sono innamorata del lavoro di Phoebe Philo e del modo in cui disegna collezioni per donne vere. In qualche modo vorrei portare avanti il suo percorso in un modo differente, basando le mie collezioni sulla funzionalità per supportare le donne e dare loro sicurezza ed empowerment.
LOI: Quanto sono importanti per te i materiali?
EÁ: Tantissimo, amo ricercare i materiali che utilizzo per le mie collezioni e trovo questa fase entusiasmante. Bisogna selezionare con responsabilità ma anche tessuti che hanno una struttura interessante, che performano bene e soprattutto con un’ottima qualità. Se fai capi con un approccio minimalista, non puoi non tenere in conto di questi pilastri. Partecipo sempre alle fiere dei tessuti come Première Vision Paris o Pitti Firenze. Mi piace avere tanti materiali nelle collezioni, mi serve avere materiali satinati, ma anche la lana per i capi sartoriali, ho bisogno del knitwear, di texture e della pelle. È come fare un viaggio, mi piace combinare i materiali per avere contrasti interessanti, soprattutto con lo styling.
LOI: Quali saranno i tuoi futuri obiettivi?
EÁ: Rafforzarsi ancora di più nelle nostre categorie principali, sento che bisogna immergersi ancora di più sperimentando e tirando fuori cose nuove rispetto alle nostre idee. È fondamentale lavorare sodo perché credo che abbiamo solamente cominciato con questa nuova direzione. Come ad esempio è successo con la linea ZERO, penso che ci siano altrettante cose interessanti intorno a noi.
LOI: C'è qualche messaggio che vorresti comunicare con questa intervista?
EÁ: Vogliamo comunicare quanto la diversità sia un tema importante per noi o per il nostro sistema, ma vorremmo visualizzare e mostrare in quanti modi possiamo parlare delle bellezze differenti. C’è molto più lavoro, e non si tratta solamente di occuparsi come sta un capo su una ragazza che indossa la extra small. Bisogna solamente aprirsi di più al sistema, lasciarsi andare, e probabilmente ottieni un risultato che è differente; ma quelle differenze sono le più belle, perchè parlano di noi. Perciò siate coraggiosi.