The Now Hustlers: Matt DiGiacomo
Matt DiGiacomo racconta Los Angels sotto una nuova luce. Le sue illustrazioni - ironiche e divertenti - raccontano un lato delle città nascosto ai più. Artista visivo e concettuale, si racconta in questa intervista
Photography/Director RICARDO GOMES
Styling RITA MELSSEN & JORDAN JAMAAL
È un giovane artista di Los Angeles noto per le illustrazioni ironiche su oggetti inaspettati, passato da murales pieni di grinta a tele e mezzi più concettuali. L’arte di Matt DiGiacomo è una narrazione visiva, affronta questioni sociali con uno stile distinto, che si fonde perfettamente con la cultura dei design di Chrome Hearts le cui collezioni, one and done, spesso in quantità limitate stanno rapidamente diventando richiestissime a livello internazionale.
L’OFFICIEL HOMMES ITALIA: Raccontaci di te.
MATT DIGIACOMO: La mia famiglia è italiana mentre io sono americano, nato e cresciuto a Los Angeles. Infanzia e adolescenza a Malibù, in California, facendo surf, skateboard, crescendo vicino alla spiaggia, con la salsedine sulla pelle, tutti elementi necessari per essere considerato un local, un “California boy”.
LOHI: Qual è per te la definizione di hustler nel 2022?
MD: Il termine “hustler” non è più visto negativamente dalla mia generazione, anzi, essere un hustler è positivo, significa essere capaci di tutto pur di portare fino in fondo un’idea, che sia sartoriale, artistica, concettuale: mai mollare a metà, la pensi, la persegui, la disegni, la sviluppi, e poi cerchi di realizzarla e di venderla, devi arrivare fino in fondo, siamo stufi di sentirci frustrati e basta. Ogni progetto su cui ho lavorato, ogni dipinto che ho fatto, qualsiasi cosa abbia intrapreso, so che se non la finisco sono un fallito, perché ci sarà senz’altro qualcuno altro disposto a prendere il mio posto e realizzare il “progetto”.
LOHI: Come hai sviluppato il tuo stile?
MD: Sono cresciuto ascoltando hardcore punk rock anni ’80, Black Flag, Circle Jerks, Reagan Youth, Wasted Youth, X, quindi il concetto del do it yourself era pressoché naturale, parte integrante del mio DNA. A quei tempi ho cominciato a fare pezzi unici, prendevo una giacca, la tagliavo, ci cucivo delle toppe, non ancora con una idea “artistica” tutto mio, mi limitavo a usare vecchie toppe di gruppi punk, cazzilli e bandiere americane che trovavo-compravo nei negozi dell’usato, mi piaceva disegnarci sopra, usando altri stampi. Poi ho capito che i pezzi che facevo, ognuno diverso dall’altro, erano pezzi unici, e allora ho capito il valore del one-and-done. Lavoravo per un concept store a Malibu chiamato Salvation, e siccome avevano un’enorme stampante Brother ho cominciato a stampare scarpe, giacche e molte t-shirt punk che regalavamo perché nessuno le comprava. Finché un giorno entra Laurie Stark, proprietaria di Chrome Hearts, che conoscevo perché sono cresciuto con sua figlia, e mi ha chiesto, “cosa stai facendo? Vieni a lavorare per me”, così ho iniziato a lavorare per lei e Jesse Jo, anche lei designer e collaboratrice nell’azienda di famiglia, mi ha appoggiato completamente. Mi ha sostenuto dal primo giorno, anche prima che mi sviluppassi come artista, facevo questi piccoli schizzi e lavoravo come assistente per il marchio. Mi ha incoraggiato, finché un giorno ho preso una giacca, l’ho tagliata, cucito delle toppe con la mia arte, e l’ho mostrata a Richard e Laurie; ne sono rimasti favorevolmente impressionati al punto che hanno incorporato dei miei pezzi nella loro collezione destinata allo show di Parigi.
LOHI: Parlaci di Chrome Hearts’
MD: Pezzi che andarono esauriti in poche ore. Pezzi fatti a mano, unici. Poi ne feci una seconda, stesso risultato. Una terza, e anche quella fu sold out, tutto esaurito senza quasi sapere chi fossi. Poi nel 2013 feci dei pezzi per Jared Leto, pezzi che furono visti nel circuito giusto e subito dopo il mio nome era sulla bocca di tutti, i miei jeans, giacche erano ricercatissime. È stata questa crescita organica che mi ha fatto sbocciare, lavoravo senza che nessuno mi dicesse cosa e come fare, e per questo devo ancora ringraziare Chrome Hearts che mi ha permesso di crescere creativamente con loro, mentre ancora stavo imparando il mestiere.
Prossimamente su L'Officiel Hommes Italia n° 28
TEAM CREDITS:
HAIR: Andy Lecompte;
MAKE UP: Wendi Miyake;
TAILOR: Shirlee Idzakovich;
PHOTO ASSISTANT: Brandon Minton;
HAIR ASSISTANT: Axel Rojas;
MAKE UP ASSISTANTS: Jordann Aguon e Ty Sanderson using MAC COSMETICS;
STYLING ASSISTANT: Elliott Soriano.