Maserati Winter Tales
Lo scenario, maestoso in questi tempi strani, tra divieti di sciare e hotel a mezzo servizio, con vallate e montagne che paiono di panna montata a neve, le cime immacolate come sopra torte lievitate, poche auto in giro, e un sole magnifico, già caldo e appena timoroso di sciogliere, con un soffio di un dispettoso Ghibli, una promessa così solenne di eternità, è quello della panoramica statale 301 che si srotola da Bormio a Livigno scavallando il Passo del Foscagno. È qui che Maserati ha ambientato, lungo un percorso ideale per tirare fuori il meglio da vetture e piloti, il nuovo capitolo della sua Winter Experience, un appuntamento che si rinnova puntuale, e quest’anno - tra driving experiences e coinvolgenti attività sulla sled dog - si intitola “Winter Tales” e pare trarre ispirazione, nel segno dell’audacia, più dalla fortunata serie fantasy di George R.R. Martin che dai racconti invernali di Karen Blixen.
Sono giorni di Ice and Fire, nervi saldi e coraggio, e niente è meglio che affidarsi per un test drive a una gamma già collaudata, e ora riproposta con orgoglio in nuove varianti che ne implementano estetica, affidabilità e comfort. Maserati Levante ci attende nel parking, calandra aggressiva e muso allungato come di un purosangue di razza che morde il freno, il lato B con un filo meno di carattere, quasi fosse timorosa d'apparire troppo sexy per una bella signora: pulsante di Start, cambio automatico in Drive e siamo subito in sella al volante della versione V6, avvolti nel sedile riscaldato, seta e pelle in partnership con Ermenegildo Zegna, lo sguardo dalla strada al display multi-touch da 10,1 pollici. Il sound del motore è il battito animale ideale per sciogliere il ghiaccio, la sensazione di stabilità è appagante, come un basso continuo sul quale viene voglia di arpeggiare in sicurezza, ricamare le curve, tagliare in leggerezza i tornanti con un dito, lasciare andare le ruote sugli schuss diritti che infilano le gallerie, passare in manuale, dopo aver inserito la modalità di guida più sportiva, per sciorinare le marce con i paddles in carbonio.
Passi alla V8 GTS con motore Turbo V8 a benzina 3.8 da 530 cavalli ma non ti abbandona la sensazione di essere a bordo di una vettura poderosa e al contempo leggera, spada e piuma. Niente posizioni di guida alla Fast&Furious, schiena dritta, braccia ripiegate ad angolo (la linea delle portiere è abbastanza alta e nei tornanti più secchi puoi confidare nel sistema di bordo che lavora in magica sintonia con la trazione integrale, ma anche mettere alla prova “l’istinto naturale che c’è in te” e pennellare in scioltezza): anche se la strada sale e aumenta l’insidia dell’asfalto in ombra, la Levante resta ben piantata con tutti i suoi muscoli, un drago che scioglie col fuoco ogni residuo timore.
Le sorprese non sono finite, perchè dopo una pausa relax&simpatia all’Huski Village in Valdidentro, raggiunta una Livigno inondata di sole, al Ghiacciodromo ci attende Giorgio Rocca a spadroneggiare scodando in pista, con la classe cristallina dello slalomista puro a suo agio tra le gicanes come tra i paletti, sulla Levante Trofeo: un SUV che è gia una Supercar, adrenalina a 580 cv, accelerazione da 0 a 100 in 4,1 secondi, una velocità di punta dichiarata di 302 km/h, senza nulla perdere in signorilità: due cappe di estrazione del calore sul cofano, teste dei cilindri rosse nel motore, cerchi da 21” forgiati in alluminio, splitter anteriore in fibra di carbonio, griglia con finitura in Black Piano, minigonne laterali, tre prese d’aria bordate di rosso e l’araldica con lo stemma del Tridente sui fianchi con una saetta rossa, il tricolore sul montante centrale e l’emblema Trofeo a rendere la blasonatura inconfondibile su strada.
Fine di ogni chiacchiera sull’audacia. È il momento di mettersi in gioco, tirare fuori il coraggio e fare sul serio. Il sistema IVC (Integrated Vehicle Control) previene la perdita di controllo, ma adesso bisogna trovare il feeling, la giusta misura tra gas e freno, essere controintuitivi con lo sterzo, anticipare le curve di quel nulla che è tanta roba, per non farsi sorprendere dal drifting:una lezione di guida che è anche una lezione di vita.
È il momento di passare dalla cronaca all’epica, del ghiaccio e del fuoco.