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Arriva al cinema: "Il male non esiste", Orso d'Oro a Berlino 2020

L'Iran di oggi secondo Mohammad Rasoulof, raccontato in 4 episodi che vedono i protagonisti confrontarsi con il dilemma di Antigone

La locandina del film
La locandina del film

Mohammad Rasoulof, il regista de "Il male non esiste" premiato come miglior film al Festival di Berlino 2020,  vincitore come miglior regista nel 2013 e  per il miglior film nel 2017 nella sezione Un Certain Regard a Cannes, ha visto bandita la proiezione dei propri film in Iran, il suo paese natale, già nel 2005. Nel 2010 è stato arrestato sul set in cui lavorava con Jafar Panahi ed è stato condannato a 6 anni di reclusione, anche se poi la pena è stata ridotta a un anno ed è stato rilasciato su cauzione. Nel 2017, al ritorno da Cannes, gli è stato vietato, con un verdetto ancora in vigore, di lasciare l'Iran, per non comprometterne la "sicurezza nazionale" diffondendo "propaganda contro il governo", ed è stato condannato a un anno di reclusione. Nonostante questo, Rasolouf è sceneggiatore, regista e produttore de "Il male non esiste".

Quattro episodi incentrati sul conflitto tra le richieste di uno stato coercitivo e la coscienza individuale, dando vita a un dilemma che è quello dell'Antigone di Sofocle. La domanda di partenza del regista è: «in che modo i governanti autocratici riescono a trasformare le persone in semplici ingranaggi delle loro macchine autocratiche?» Nelle fattispecie, quello che lo stato richiede ai suoi nell'Iran stabilmente al primo posto per numero di esecuzioni capitali, è di diventare boia di altri uomini. E' un boia il protagonista del primo episodio, pure figlio, marito, padre e vicino di casa esemplare, si rifiuta di diventarlo, arrivando a fuggire dalla caserma proprio mentre sta scortando al patibolo un condannato, il giovanissimo protagonista del secondo. Accetta di diventarlo, per avere 3 giorni di licenza in cui chiedere alla sua ragazza di sposarlo, il soldato protagonista del terzo atto. Meglio non spoilerare il segreto che verrà rivelato nel quarto.  

Il film è patrocinato da Amnesty International, che ricorda che, "escludendo la Cina, che non fornisce dati ufficiali sulle condanne a morte eseguite, l’Iran è il primo stato al mondo per numero di esecuzioni capitali: almeno 246 nel 2020 e oltre 250 nel 2021. Solo nel gennaio 2022 sono state almeno 46. Secondo l’organizzazione non governativa Iran Human Rights, partner di Amnesty International, dal 2010 sono stati messi a morte oltre 6400 prigionieri. Numeri al ribasso, perchè non tutte le esecuzioni vengono comunicate ufficialmente. Quasi tutte riguardano condannati per omicidio o reati di droga ma, negli ultimi anni, sono stati messi a morte attivisti politici ed esponenti di minoranze etniche, quali i baluci e i curdi. I processi sono sommari, talvolta basati su confessioni estorte con la tortura. L’Iran resta l’unico stato al mondo a mettere a morte minorenni al momento del reato".

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Alcuni frame del film del film "Il male non esiste", Orso d'Oro a Berlino 2020
Alcuni frame del film "Il male non esiste", Orso d'Oro a Berlino 2020

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