L'Officiel Art

La magia del Monsieur Man Ray

Due mostre, a Marsiglia e Torino, raccontano la fotografia avanguardista e la speciale visione delle donne e della moda di questo geniale artista francese
human person art drawing

Fotografo straordinario, artista d’avanguardia tra Dadaismo e Surrealismo, ritrattista privilegiato della scena artistico / intellettuale / mondana della Parigi anni ʼ20 e ’30, mentore di due altre fotografe d’eccezione, Berenice Abbott e Lee Miller, Man Ray è il protagonista di due importanti retrospettive, a Marsiglia, al Musée Cantini (“Man Ray photographe de mode”, fino all’8 marzo 2020) e a Torino, a Camera-Centro Italiano per la Fotografia (“WO/MAN RAY. Le seduzioni della fotografia”, fino al 19 gennaio 2020). È il 1921 quando Emmanuel Radnitzky – questo il suo vero nome – lascia New York per Parigi su consiglio di Marcel Duchamp, che lo introduce nel circuito Dada. La sua fotografia, costantemente innovati- va nella tecnica – rayogrammi, solarizzazioni – come nella composizione e nella scelta del soggetto, conserverà sempre la dimensione sperimentale di questa matrice surrealista. “L’uomo dalla testa di lanterna magica”, come lo definiva Breton, ha creato ritratti che sono entrati nell’immaginario collettivo e sono i primi a venire in mente evocando l’élite dell’epoca, da Duchamp e Tzara a Marie-Laure de Noailles, Peggy Guggenheim, Nancy Cunard, la marchesa Casati, Meret Oppenheim e Consuelo de Saint-Exupéry, la mondanissima moglie dell’autore de “Il piccolo principe”. È Gabrièle Picabia, musicista e moglie del pittore superstar all’epoca, catalizzatrice della scena avanguardista parigina, a presentare Man Ray a Paul Poiret, il primo couturier ad aver voluto raccontare i suoi abiti non solo attraverso l’illustrazione, ma anche con l’immagine fotografica di Edward Steichen. Il momento è favorevole, da qualche anno Vogue sta utilizzando Adolf de Meyer, e quando quest’ultimo passa a Harper’s Bazaar nel ’23, Man Ray diventa un collaboratore regolare delle edizioni francese, inglese e americana della rivista. Nel ’25 Man Ray fotografa il Padiglione dell’Eleganza, dove espongono tutti i couturiers francesi, all’Expo che consacrerà l’Art Déco. Se interpreta magistralmente i modelli di tutti, è con Elsa Schiaparelli che “clicca” incondizionatamente, per la similarità di vision e cultura. Nel ‘29 gira “Mystères du chateau de Dé” nella villa de Noailles a Hyeres, nel ’34 inizia a lavorare per Harper’s Bazaar, allora all’apice della creatività con Carmel Snow direttore e Alexey Brodovitch art director. Se i percorsi delle due mostre sono per molti aspetti simili, la particolarità di Marsiglia è che alle immagini, inclusa la celebre serie “Larmes”, assunta a emblema della fotografia surrealista ma nata come pubblicità cosmetica, si accompagnano, in una mostra parallela allo Château Borély (sede del Musée des Arts Décoratifs, de la Faïence et de la Mode), gli abiti documentati da Man Ray. Creazioni di Worth, Callot Soeurs, Schiaparelli, Patou, Lanvin, Paquin, Chanel, Vionnet, Poiret...“La mode au temps de Man Ray” verrà poi riallestita (in una versione modificata) a Parigi, al Musée du Luxembourg, il prossimo aprile.

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Elsa Schiaparelli 1933
Resurrection des Mannequins
Anna de Noailles 1928
Elsa Schiaparelli 1934
Foto di moda 1935

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