Louis Vuitton approda a New York con la mostra “200 TRUNKS, 200 VISIONARIES”
Tutto sulla mostra di Vuitton dedicata ai bauli logati della Maison
New York segna la quarta e ultima tappa della mostra 200 TRUNKS, 200 VISIONARIES: THE EXHIBITION, un evento itinerante nato per celebrare Louis Vuitton in occasione del suo bicentenario. Il progetto è stato presentato per la prima volta ad Asnières-sur-Seine, in Francia, poi a Marina Bay a Singapore e successivamente a Los Angeles e si chiude con New York (fino al 31 dicembre 2022) città in cui la mostra si arricchisce di nuovi spazi e iniziative che immergono il visitatore in 200 bauli reinterpretati da altrettanti creativi provenienti da mondi diversi. Non solo una semplice mostra, ma un’iniziativa ambiziosa in cui l'oggetto emblematico della casa di moda - ovvero il baule - incontra altrettante visioni creative ed espressive di artisti. Non a caso prima di fondare il proprio brand, Louis Vuitton, all’epoca sedicenne, aveva iniziato come “trunk maker” presso l’atelier parigino di Monsieur Maréchal nel 1837. Questo innata capacità lo ha portato nel 1859 il suo primo atelier in Asnières. E per rendere omaggio al suo fondatore la grande mostra di New York è allestita in un luogo speciale, nel leggendario palazzo che ospitava Barneys, iconico department store sulla Madison Avenue. Un display davvero unico disposto organizzato su più piani per presentare una serie di bauli realizzati in collaborazione con stilisti, architetti, make up artist, creativi legati al mondo della cultura pop, della scienza e dell'arte. A tutti loro è stato chiesto di personalizzare, come fosse una metaforica tela bianca, un baule simile all’originale Vuitton del 1850. Così sono nate una serie di nuovi lavori che rappresentano un tributo non solo all’heritage, ma anche allo spirito innovativo di Louis Vuitton. Hanno partecipato a questo progetto il gruppo musicale coreano BTS, la make-up artist Pat McGrath, l’astrologa Susan Miller e lo scienziato Scott Barry Kaufman, senza contare altri numerosi talenti come Willo Perron, Francesca Sorrenti, Refik Anadol e Francky Zapata. Sono inoltre presenti anche diverse installazioni ed esperienze interattive che raccontano la storia del brand. Un totale di 200 bauli persnalizzati ad hoc da personaggi come Marc Jacobs, Gloria Steinem, Brooklyn Balloons e frutto di collaborazioni con altri brand come Supreme, Lego e i Simpson. Tra le curiosità l’architetto Peter Marino che ha reso omaggio alla famosa relazione tra Vuitton e il mago Harry Houdini (chi può dimenticare il momento in cui il designer sfidò Houdini a scappare da un baule Vuitton chiuso a chiave?) che ha dichiarato di aver creato un baule da cui nemmeno lo stess Houdini potrebbe uscire.
La mostra si configura come un vero luogo esperienziale, dove è stato previsto anche uno spazio "The Residency" in cui sono organizzati workshop, conferenze, eventi educativi, fino alla riapertura di FREDS (ristorante storico all’interno di Barney’s) che grazie alla mostra rivive con un temporary restaurant FREDS x LOUIS. Un’esperienza creativa e sensoriale da non perdere.