International Watch Review

Connessi allo score

Con Edoardo Molinari abbiamo messo alla prova del campo il Tag Heuer Connected Golf
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Se avevamo già introdotto il nuovo Connected di Tag Heuer su queste pagine, non potevamo dire di averlo provato sul campo. E qui di campo da golf si parla, perché il meglio della collezione Connected è il Golf Edition. Fuoriclasse di tecnologia, testato per noi da un fuoriclasse di tecnica golfistica come Edoardo Molinari, che ci ha ospitati sullo spettacolare scenario del Royal Park I Roveri di Torino, dove gestisce l’Academy che porta il suo nome, una delle scuole golf più qualificate d’Italia. Se osservare lo swing di Edoardo da vicino può distrarre da ogni altra contemplazione, è stato interessante vedere il Connected Golf alla prova. Molinari ne ha sottolineato la leggerezza al polso (di soli 86 grammi, grazie alla cassa da 45mm in titanio grado 2, lunetta in ceramica e cinturino in caucciù) e l’efficienza come ausilio al gioco, a partire dalle 18 buche indicate sulla lunetta. In effetti è molto intuitivo muoversi attraverso il percorso grazie alla app dedicata - e sviluppata internamente da una squadra di esperti capitanata dallo Chief Stratetgy e Digital Offcier di Tag Heuer Frédéric Arnault - con la maneggevole corona di carica che funge da gamepad,  osservando le esatte distanze che separano la nostra palla da ostacoli e buca. Dodo si è appena esibito in un drive alla 1 che ha mandato indietro le lancette dei nostri orologi meccanici di qualche ora, ma il Golf Edition è subito pronto a segnalare l’esatta posizione della pallina – in centro fareway – grazie ai sensori di bussola, accelerometro e giroscopio. Il campione di Ryder se ne serve per scegliere il ferro successivo e attaccare il green per un apparentemente agile birdie. Molinari conosce il campo disegnato da Trent Jones Sr. come il proprio giardino di casa, ma le mappe interattive del Golf Edition - di eccezionale resa grafica già sul quadrante dell’orologio grazie al display OLED, benché consultabili anche sullo smartphone - restano strumento utilissimo per avere contezza esatta di ciò che aspetta il giocatore. Il software, in costante aggiornamento, dispone di quasi tutti i percorsi ufficiali presenti sul pianeta. Ma per i cultori di orologeria sportiva un accenno finale va all’hardware, ovvero al segnatempo in sé. Bello quasi come un cronografo Tag Heuer Carrera, da cui riprende cassa e quadranti interattivi, regala un piacevole tocco multimediale senza perdere la propria genia espressiva squisitamente meccanica, mentre i riferimenti cromatici dedicati al golf, come le impunture verdi a contrasto, lo rendono immediatamente identificabile. Un oggetto che può far giocare e vincere in coppia il conoscitore di bella orologeria imbranato sulle app con l’esperto di tecnologia connessa un po’ nerd nella scelta degli accessori. Anche il prezzo - di 2.400 euro – è corretto e certo ben accetto per il golfista medio, che spende la stessa cifra in mazze fatte a pezzi durante una normale stagione di imprecazioni. 

 

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