L'enfant prodige Louis Partridge, da uomo Prada a star di "Disclaimer"
Bello, giovane, con una fanbase in crescita esponenziale. Una combo vincente per l’attore britannico Louis Partridge pronto a conquistare il pubblico con “Disclaimer”, la nuova serie thriller su Apple TV+ con Cate Blanchett.
Text by SIMONE VERTUA
Photography CARLA GULER
Styling GIORGIA CANTARINI
Sul set arriva Louis Partridge freschissimo e quando guarda i look da scattare posizionati sulla rella, si concentra sulla vestaglia di cortesia dello studio fotografico: «Oh wow, questo è il mio look preferito! Cominciamo da questo!». L’umore è perfetto e l’entusiasmo ad alti livelli. Mentre ironizza sulle cuffie ideate da Miuccia Prada e Raf Simons, rimbalza da una parte all’altra del set e ogni tanto tira fuori la sua macchina fotografica analogica. Indossa un paio di denim grigi e una t-shirt dei Sex Pistols, quasi a ricordare la sua interpretazione di Sid Vicious nella miniserie “Pistol” del 2022. La sua notorietà è cresciuta grazie al personaggio di Lord Tewkesbury nel film Netflix “Enola Holmes”, in cui affiancava Millie Bobby Brown nel ruolo di Enola, sorella minore del mitico Sherlock Holmes. Partridge mantiene un certo riserbo sulla sua relazione con la cantante statunitense Olivia Rodrigo – i fan pensano che la canzone “So American” sia dedicata a lui – anche se i due si sono presentati mano nella mano al Festival di Venezia. Ha sfilato sulla passerella di Prada autunno inverno 2022-23 e dopo aver scattato l’editoriale ammette che si è sentito: «Brillante e sul filo del rasoio allo stesso tempo, ma immagino che sia proprio questo il divertimento».
L'OFFICIEL HOMMES: Come ti sei avvicinato alla recitazione?
LOUIS PARTRIDGE: Facendo una recita in quarta elementare, interpretavo il ruolo femminile di Lady Marian, in Robin Hood. Mi sono divertito sul palco, con le parrucche e la messa in scena, mi piace farmi prendere in giro dagli altri ed essere al centro dell’attenzione. La madre di un amico aveva notato la mia attitudine e mi ha consigliato di fare un’audizione per il National Theatre di Londra. Ci ho provato, e sono diventato una comparsa in una produzione di “Emil and the Detective”, da quel momento ho sviluppato una vera dipendenza per la recitazione. Amo l’adrenalina, il lavoro della troupe e l’atmosfera che si respira.
LOH: Quest’anno ti abbiamo visto al Festival del Cinema di Venezia…
LP: Venezia l’ho amata! Penso che sia magica, quando la descrivi a qualcuno sembra un luogo da favola, ed è esattamente così. Ho trascorso un momento speciale, il festival è glamour e sexy, sono grato di essere stato su quel red carpet gigante.
LOH: Parliamo del tuo ruolo nella prossima serie tv “Disclaimer”. Chi è Jonathan Brigstocke?
LP: Lui è tante cose differenti, è difficile inquadrarlo perché il suo ruolo dipende da chi lo sta giudicando e da chi lo guarda, quindi è una persona diversa per sua madre rispetto a Catherine, la protagonista della serie. Io pensavo sempre ad un giovane ragazzo sull’orlo dell’età adulta, che sperimenta la sua libertà per la prima volta. È spontaneo, molto pertinente e in fondo un bravo ragazzo. Un po’ timido in alcuni momenti, ma disposto a provare cose nuove.
LOH: Hai trovato dei punti in comune con il tuo personaggio?
LP: Sono abbastanza goffo e impacciato. Spesso dico cose che non dovrei, sono leggermente fuori luogo, interrompo le conversazioni dovendo poi scusarmi. Credo che faccia parte del mio modo di essere. Jonathan ha sicuramente un mix di tutto questo e al regista piaceva che accentuassi il più possibile queste mie inclinazioni caratteriali. Ora mi trovo un po’ nella stessa fase del mio ultimo ruolo e senza farlo apposta ho persino indossato i pantaloncini che avevo nella serie per viaggiare due mesi in Thailandia con una macchina fotografica sempre in mano, proprio come negli episodi. A volte è labile il confine che separa l’arte e la vita reale.
State of mind? «Se non puoi controllarlo, non preoccuparti». Louis Partridge
LOH: Segui un metodo di recitazione specifico per entrare nella parte?
LP: Non ho trovato un metodo infallibile e credo che non esista una ricetta precisa come quando fai una torta. È importante avere un’idea di chi stai interpretando, anticipare i comportamenti, fidarsi del regista e lasciarsi andare al divertimento. Nel processo di immedesimazione c’è spazio per dubbi e paure, soprattutto quando ti confronti con persone che fanno di tutto per entrare nel ruolo. Noi attori siamo un ingranaggio di un sistema, a volte basta solamente stare al proprio posto e dire la propria battuta senza emozioni.
LOH: A proposito, com’è stato lavorare con il cast di “Disclaimer”?
LP: C’erano alcuni dei miei eroi in quel progetto: Cate Blanchett, Lesley Manville e Sacha Baron Cohen. Purtroppo non ho condiviso molto tempo sul set con loro, ma ho lavorato tanto con Leila George D’Onofrio che è stata brillante. Abbiamo condiviso scene molto intense insieme, quindi avevamo bisogno di molta fiducia reciproca e professionalità.
LOH: E com’è stato lavorare con Alfonso Cuarón?
LP: Impegnativo, perché ha un’idea molto precisa di ciò che vuole vedere sullo schermo e possiede una visione molto peculiare. È stato gratificante, perché quando chiudevamo le scene lo vedevamo entusiasmarsi come un bambino. Spesso il processo per arrivarci è stato complicato, ma ci siamo anche divertiti. Il risultato è migliore quando si è sotto pressione o fuori dalla propria comfort zone perché sei spinto in una direzione in cui non andresti. Lavorare con qualcuno che ha una visione così chiara del risultato non lascia spazio ai dubbi. Mi sentivo in buone mani, lui è una leggenda del cinema e “Y tu mamá también” è nella mia top five dei film preferiti.
LOH: Chi sono i registi con cui ti piacerebbe lavorare in futuro?
LP: Denis Villeneuve, i fratelli Coen, Paul Thomas Anderson e Greta Gerwig.
LOH: Quali sono i tuoi attori preferiti?
LP: Per un po’ di tempo non ero sicuro di cosa rendesse un attore davvero bravo. Guardavo gli attori e sentivo persone dire: “È così bravo”, e dentro di me pensavo: “ok, non riconosco la bravura”. Apprezzo Jesse Plemons, perché in ogni ruolo rischia portando con sé la sua spontaneità. Recentemente ho visto un film chiamato “Sing Sing” realizzato da attori non professionisti, ed erano incredibili. Sai, alcuni attori vogliono fare quello che vogliono: catturare la luce in un determinato modo, girarsi e dire la battuta mentre giocano con le loro espressioni e possono essere vanitosi e costruiti. Li puoi vedere entrare sul set con il loro nome altisonante e le intenzioni predefinite. Io sono un amante di quelli che riescono a dissolversi nella parte, mi viene in mente la fantastica Lesley Manville.
LOH: C'è un genere con cui ti piacerebbe sperimentare?
LP: Mi piacerebbe fare commedie, penso di essere una persona abbastanza divertente, non so se questo traspare sufficientemente nei ruoli che interpreto. Mi piace ridere e alcuni dei miei attori preferiti sono comici. Penso che Steve Coogan sia uno dei migliori attori in circolazione, è stato fenomenale nel ruolo di Alan Partridge.
LOH: Ci sarà un “Enola Holmes 3”?
LP: Non sono sicuro abbiano piani per un terzo film, ma devo ammettere che mi piacerebbe tornare nel personaggio. Quel ruolo è anche un po’ di comedy e mi sono divertito molto a interpretarlo.
LOH: Cosa fai nel tuo tempo libero?
LP: Suono la chitarra, sono un grande appassionato di musica blues, delta blues e il primo jazz. Mi rilassa fare crochet perché è veloce da realizzare ed è un ottimo modo per svuotare la mente. Musica e crochet sono una combinazione perfetta. Amo anche il jiu-jitsu per fare esercizio fisico.
LOH: Qual è la tua più grande soddisfazione nella vita?
LP: Non ricordo di aver mai indugiato troppo a lungo su una soddisfazione. Quando ho fatto i miei GCSE, degli esami a scuola, è stata la prima volta che un insegnante mi ha detto: “Se fallisci è completamente colpa tua. Hai la possibilità di renderti orgoglioso e di guadagnarti qualcosa”. Quell’estate, mi sono sentito il peso della responsabilità, ho lavorato duramente e, quando ho ottenuto buoni risultati, mi sono sentito orgoglioso e riconoscente. Forse dovrei lavorare sulla gratitudine, come pratica finale.
LOH: Il tuo state of mind?
LP: Se non puoi controllarlo, non preoccuparti.
GROOMING: Brady Lea @ PREMIER HAIR AND MAKE UP
STYLING ASSISTANT: Klara Sladkova
SPECIAL THANKS: Gertie Lowe at Public Eye Communications