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Le ricercatrici donne che stanno cambiando la storia

La scienza è un gioco da ragazze! Lo dimostrano queste ricercatrici donne che hanno cambiato la storia

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"Lo scienziato non è l’uomo che fornisce le vere risposte, è quello che pone le vere domande" così diceva Claude Lévi-Strauss ma, per quanto non ci si possa che trovare d'accordo con quest'affermazione, leggendola con gli occhi di oggi c'è qualcosa che non va. Perché sicuramente Lévi-Strauss non l'ha fatto intenzionalmente, ma è vero anche che in queste parole "donna" non compare. E in un'epoca come la nostra, di nuovo femminismo, è doveroso ricordare che le ricercatrici donne ci sono, eccome se ci sono, e non hanno nulla da invidiare ai loro colleghi uomini. Orgoglio tutto italiano è la fisica Fabiola Gianotti, ora direttore generale del CERN, prima donna a ricevere questo titolo. Tra tutto ciò che è riconducibile al suo talento scientifico c'è soprattutto l'essere parte del team dell'esperimento ATLAS, l'acceleratore di particelle costruito al CERN: insieme a lei, oltre a una vastissima squadra, altre due donne ricercatrici contemporanee, Donatella Cavalli e Alessandra Ciocio

Le storie delle ricercatrici donne contemporanee, da Fabiola Gianotti a Ilaria Capua

L'esempio a cui molte donne di scienza s'ispirano è, senza dubbio, la biologa statunitense Carol Greider. Specializzata in biologia molecolare, attualmente lavota all'Università Johns Hopkins. Rivoluzionaria la sua ricerca in cui si studia il mondo in cui i cromosomi sono protetti dai telomeri e dall'enzima telomerasi e, proprio per questo, nel 2009 ha vinto il Premio Nobel insieme ai ricercatori Elizabeth H. Blackburn e Jack W. Szostak. Ma, tornando in Italia, non si può non nominare Ilaria Capua, virologa romana definita dalla rivista Seed come "mente rivoluzionaria". famosa per i suoi studi sui virus influenzali, è stata ancge deputata durante nella  XVII legislatura con Scelta Civica.

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Ma non è per le sue prodezze politiche che tasta definita così rivoluzionaria quanto, piuttosto, per i suoi studi. Era il 2006 quando il suo nome ebbe risonanza mondiale: decise, infatti, di rendere pubblica la sequenza genica del virus dell'aviaria, dando così il via alla scienza open-source e promuovendo una campagna internazionale a favore del libero accesso ai dati sui virus influenzali. Per questo motivo è stata inserita da Scientific American tra i 50 scienziati migliori al mondo. La scienza, signore e signori, è un gioco da ragazze.

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