Joan Thiele ci racconta la sua visione del tempo
Due brani nati da un sogno lucido, quasi reale. Joan Thiele, cantautrice e producer di origini metà italiane e metà svizzero-colombiane ( se non la conoscete già, prendere nota, perchè ne sentiremo parlare) ha lanciato lo scorso 12 febbraio due canzoni che costituiscono il primo atto di un nuovissimo progetto: per raccontare i suoi pensieri, la Thiele ha infatti deciso di suddividere la sua musica in atti, come se ci trovassimo al cinema, o, ancora meglio, a teatro. Il primo atto, dedicato al tempo, è composto da due brani nati dalla collaborazione con artisti e produttori tra i più influenti sulla scena italiana: Mace e Venerus nella traccia "Cinema" e Ceri in "Futuro wow".
"Ho capito che il tempo non mi è nemico, è memoria del mio futuro. È ricordare i possibili futuri che ho progettato e cercare, nel presente, di realizzare scenari migliori. Il tempo mi ha segnata, come graffi che mi porto dietro. Ma le cicatrici che mi ha lasciato non limitano affatto i miei occhi. Anzi, mi permettono di guardare con più consapevolezza a quello che verrà, di immaginare miliardi di cose, di essere leggera, e di ballare in un cinema vuoto. Molte cose le ho desiderate e sono successe, altre rimangono nel sogno, altre saranno diverse, ma è questo il bello. Comunque eccoci, finalmente ricomincia il viaggio!" ha dichiaro Joan Thiele.