Fashion

The New Wave of Womenswear: Jezabelle Cormio

Se le multinazionali del lusso rimangono restie a nominare le donne al timone creativo dei loro brand, sono tanti i marchi fondati da creative sempre più rilevanti nel panorama della moda internazionale. Alcune sono giovanissime, altre hanno maturato una esperienza di anni in vari brand. Con stili ed estrazioni differenti, tutte portano avanti un discorso femminista con focus importanti su sostenibilità e l'upcyding.

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Ritratto di Jezabelle Cormio, foto di Pavel Golik.

Jezabelle Cormio emerge come artista simbolo della new wave, intrecciando passato e presente in un unico linguaggio. Il suo primo approccio con l'estetica si sviluppa nella Roma degli Anni '90. «La mia passione nasce il primo giorno di scuola materna, quando i miei genitori mi vestirono in un modo che non capivo e che non mi rappresentava, questo mi mandò in crisi. È come se non mi fossi mai posta veramente la domanda se volessi fare moda o no. Ho sempre avuto fisse e crisi rispetto agli oggetti e i vestiti». Dopo i suoi studi presso la prestigiosa Royal Academy of Fine Arts di Anversa, nel 2019 Cormio fonda il suo brand. Il suo periodo adolescenziale tra il 2001 e il 2006 diventa un'epoca chiave in grado di raccontare il suo immaginario in cui tutto contribuisce alla sua formazione: dai film come "Angela’s Ashes" alle icone come Vivienne Westwood.

Nel suo lavoro prova a immaginare il guardaroba di una donna che non è mai tenuta a dare spiegazioni sulla sua femminilità. «Parlo di post-gender perché racconto una donna che fa quello che le pare, non una donna che si priva qualcosa per essere presa sul serio». Jezabelle immagina un guardaroba che possa celebrare la libertà delle donne senza condizioni o giudizi. E sul loro ruolo nella moda, aggiunge: «Le donne sembrerebbero più brave a spendere i loro soldi come consumatrici che come imprenditrici, manager o direttrici creative. La disparità di genere nei ruoli di direzione creativa sembra collegata al preconcetto di genio creativo/genio maschile. Affinché si interrompa questo meccanismo di specchi, è necessaria più fiducia nella figura del creativo. L'ennesimo creative director bianco non farà altro che contribuire al perpetuarsi di questo gioco. Molti non credono categoricamente nell'esistenza del genio femminile poiché effettivamente mancano dei riferimenti concreti», conclude.

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Sfilata S/S 24; Collezione S/S 22; Campagna S/S 22.

«Molti non credono categoricamente nell'esistenza del genio femminile poiché effettivamente mancano dei riferimenti concreti». 

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