Denim cluster: 6 brand di jeans non solo belli (anche virtuosi)
Produrre jeans inquina moltissimo ma è dura smettere di indossarli. Però con questi 6 brand sostenibili possiamo fare la differenza.
Se dovessimo provare a contare quanti brand jeans donna e uomo esistono, probabilmente ci stancheremmo ancora prima di aver portato a termine l'intento. Il suo successo è endemico, impossibile arrestarlo. Il denim è una di quelle declinazioni dell’abbigliamento che non conosce flessioni, pronto a cambiare forma, destinato a essere il pezzo più trasversale dei nostri armadi oltre ogni cesura temporale. Eppure se lo si osserva attraverso il filtro della contemporaneità porta con sé un enorme bagaglio di contraddizioni. I numeri aiutano a capirlo meglio. La coltivazione del cotone richiede grandi quantità di acqua e sostanze chimiche; per produrre 1 kg di cotone sono richiesti circa 22500 litri d’acqua, mentre nella produzione del denim vengono utilizzati circa 7000 litri d’acqua per confezionare un paio di jeans, oltre a tinture intensive e processi di finitura con coloranti sintetici e tecniche aggressive. Serve un cambio radicale nella produzione così come un incremento dell'upcycling dell'esistente. Ecco perchè in questo momento ci sono brand di jeans sostenibili a cui conviene guardare per iniziare davvero a fare la nostra parte.
LVR Sustainable, il denim consapevole di LuisaViaRoma
Dal 2019 la piattaforma di e-commerce multibrand LuisaViaRoma ha inserito un canale esclusivamente dedicato alla moda sostenibile dal nome eloquente, LVRSustainable, e dove le proposte sono state selezionate secondo criteri inclusivi ed etici racchiusi in due key-words, Planet e People. Due mondi che contengono dal commercio equo e solidale, all'emancipazione femminile; il biologico e le pratiche eco-friendly, l'artigianato di lusso e i materiali e le lavorazioni vegan, l'uso di recycling e upcycling. E il jeans rappresenta una parte importante di questa ricchissima e variegata offerta. Dalla A di Acne Studios e Agolde, alla L di LouLou Studio, arrivando sino alla T di Toteme e la Z di Zimmermann.
Il brand svedese Acne Studios impiega l’89% di utilizzo di cotone di origine organica nei usoi prodotti con un focus sempre maggiore sull’agricoltura rigenerativa. Il brand ha aggiunto alla sua linea denim il cotone certificato RegenAgri supportando così la salute del suolo, la biodiversità e minori emissioni di gas serra. Info preziosa: nel 2023 il 71% dei jeans Acne Studios sono stati prodotti utilizzando metodi a basso impatto ambientale attraverso le innovative tecniche laser e a ozono che riducono il consumo di acqua, energia e sostanze chimiche.
Tra i brand di jeans sostenibili citiamo proprio Agolde, parte della famiglia di un altro grande brand esperto in denim come Citizens of Humanity. Agolde si sta facendo largo sul mercato per la sua anima di ispirazione vintage interlacciata a una vocazione 100% green. I modelli includono jeans donna a vita alta e pantaloni larghi e baggy che fittano benissimo, hanno una mano morbida e avvolgente pur nascendo da un rigore etico piuttosto rigido. Dalle tinture che rispettano l’ambiente come l’Indigofera Tinctoria, una colorazione naturale derivata dalle piante, ai sistemi di depurazione e riciclo dell’acqua nelle lavanderie. Se le tasche interne sono realizzate con bottiglie di plastica riciclate e rifiuti post-industriali, tutto l'hardware trim è creato con materie prime che contengono il 75% di scarti riciclati da processi precedenti.
PS. DON'T FORGET ME
PS. DON'T FORGET ME è una realtà tutta italiana che nasce nel 2019 a Urbania, nella jeans valley nostrana, dove i modelli di pantaloni in denim innescano una doverosa rivoluzione. Confezionati con denim rigenerativo certificato Regenagri® di fatto applicano un processo di sostenibilità totale perché si tratta di pantaloni ottenuti con una materia prima speciale, ovvero cotone coltivato utilizzando tecniche di agricoltura rigenerativa che ripristinano le funzioni naturali dell’ecosistema per consentire l'aumento della materia organica del suolo, l'accrescimento della biodiversità, il sequestro di CO2 nel terreno e l'ottimizzazione del ciclo naturale dei nutrienti e del ciclo idrologico. Così i jeans di PS mostrano il colore naturale del denim grazie a processi produttivi a basso impatto. Esibiscono etichette in feltro ecologico PET e rivetti e bottoni senza nichel. Che dire dello stile? C'è eccome: segnaliamo i Chiara, jeans a vita alta con gamba a zampa e gli Sharon, jeans mid-rise alla caviglia leggermente svasati.
E.L.V. DENIM
Parliamo anche di ELV Denim, brand inglese fondato da Anna Foster, esperta a 360 gradi del fashion system. Fashion editor da Exit e iD Magazine, è stata Fashion Director a Lula e Fashion Director-at-Large su RUSSH, prima di decidere di concentrarsi esclusivamente su un brand moda nel 2022. La vocazione è naturalmente quella di un progetto green interamente dedicato al jeans creato attraverso un processo trasparente di autentico upcycling. Con il suo staff setaccia infatti i magazzini vintage in tutto il Regno Unito alla ricerca di denim di buona qualità insieme ad altri indumenti come sciarpe di seta e camicie di cotone. Il secondo passaggio prevede uno stop alla lavanderia locale nell'East London per la loro pulizia ma che, smentendo ogni pregiudizio, comporta il consumo di soli sette litri di acqua rispetto ai 10.000 necessari per realizzare un nuovo paio di jeans con i metodi tradizionali. Una volta consegnati in studio i pezzi igienizzati vengono classificati, selezionati, abbinati e smarcati pronti per la manipolazione in atelier. Lì ogni modello è poi tagliato a mano, le etichette in pelle applicate sono ottenute da scarti di altre lavorazioni mentre l'apparato hardware è scelto dalla selezione eco di YKK. Quattro modelli iconici su cui puntare: Freya, jeans a vita bassa e una vestibilità morbida su fianchi e gambe. Stovepipe, jeans dritto e rilassato con orli originali. I jeans a zampa appena sopra alla caviglia e il modello Boyfriend, jeans largo e comodo dal cavallo basso.
Jeanerica
Di nuovo a Stoccolma con Jeanerica, fondato nel 2018 dagli amici di lunga data Jonas Clason e Lena Patriksson Keller con l'idea di proporre una serie di silhouette semplici con vestibilità rilassate e a vita bassa di grande resa. Dove l'innovazione industriale specializzata con la produzione locale su piccola scala si incontra sul terreno della sostenibilità. Ogni collezione di jeans Jeanerica è creata in stretta collaborazione con produttori e fabbriche per eliminare tutti i passaggi non necessari. Circa il 90% di modelli utilizza cotone biologico e tessuti riciclati interamente realizzati in Turchia con il fornitore leader del settore ISKO. I materiali? Cotone bio, cotone riciclato e poliestere riciciclato sia da rifiuti tessili di plastica o da altro poliestere. È bene ricordare che il riutilizzo PET di seconda mano richiede meno impiego di acqua rispetto al poliestere vergine. Le lavorazioni dei jeans particolari di Jeanerica includono il laser come metodo preferito per i processi a secco, l'impiego di acqua piovana (rainforest technology) e lavaggi all'ozono. I jeans donna di Jenerica a cui puntare sono i St. Monica ispirati agli archivi dei marinai della fine degli anni '60. I Kyoto jeans a vita bassa con una silhouette svasata e morbida. I Belem 5 tasche a gamba dritta. E, infine, i Milano dalle proporzioni svasate in stile anni '70.
CRUNA e Candiani Denim