Tutto sul COP26 e le sfide del sistema moda
Anche il sistema moda è stato chiamato in causa al summit annuale COP26 di Glasgow, ovvero l’annuale conferenza sul clima organizzata dall’ONU. Tra i designer più impegnati Giorgio Armani, Brunello Cucinelli (intervenuto al G20) e Stella McCartney anche tra gli speaker del summit insieme. La designer inglese inoltre inaugura una mostra sui materiali più innovativi, parte delle iniziative del Principe Carlo per la sostenibilità. Presente anche Gabriela Hearst Direttore Creativo di Chloe, il primo fashion luxury brand a essere certificato B-Corp. Tra i progetti lanciati a supporto, anche il video Letters to the Earth dove parla Vivienne Westwood e i vincitori della challenge #CreateCOP26: un progetto di Art Partner, che ha chiamato a raccolta gli artisti di tutto il mondo per creare opere mirate a sensibilizzare su tematiche di emergenza climatica
Si tiene in questi giorni il COP26 il summit sul clima promosso dall'ONU, fa da seguito alle 25 Conferenze delle Parti (con parti si intende paesi) tenutesi fino ad ora. Protagonisti i Paesi che hanno firmato la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, più comunemente indicata con l’acronimo in inglese UNFCCC. Focus di quest'anno è il monitoraggio degli stati che hanno sottoscritto l'accordo di Parigi impegnandosi a ridurre l'emissioni di Gas Serra, ovvero la Nationally Determined Contributions (NDC), in italiano 'Contributi determinati su base nazionale'. L'Unione Europea si impegnava a ridurre l'emissioni del 55% entro il 2030, rispetto ai livelli registrati nel 1990 entro il 2030, mentre gli USA del 50-52% rispetto ai livelli del 2005. Più complicata la situazione della Cina, che promette di raggiungere il picco di emissioni solo nel 2030 per poi ridurre gradualmente. COP26 punta ad azzerare il livello di emissioni entro il 2050 e a limitare l’aumento delle temperature a 1,5 °C: ogni Paese dovrà accelerare il processo di decarbonizzazione, ridurre la deforestazione, accelerare la transizione verso i veicoli elettrici e incoraggiare gli investimenti nelle energie rinnovabili. E la moda?
Per la moda, risulta chiaro come i brand dovranno andare oltre la riduzione delle emissioni di carbonio, ma rivisitare tutte le pratiche di business. Qualche esempio? La catena di fornitura, la riduzione dell'uso dell'energia, acqua, materie prime, sfruttamento del lavoro, circolarità della produzione. Mentre i leader mondiali scendono a Glasgow per creare un percorso chiaro verso la sostenibilità per il pianeta, la moda è parte integrante di un processo di cambiamento culturale. La Fashion Charter on Climate Action (Carta della moda sull'azione per il clima), formata nel 2018 per sostenere gli obiettivi dell'accordo di Parigi, verrà rivista e aggiornata. Tra i prime speaker troviamo Stella Mc Cartney, una delle designer più impegnate nel campo della sostenibilità.
Nel giorno conclusivo del G20 di Roma, la Fashion Taskforce, un'iniziativa del Principe Carlo d'Inghilterra e Federico Marchetti, ha presentato la nuova iniziativa, che è stata approfondita alla Cop26. Si chiama passaporto digitale, una tecnologia che utilizza i dati per informare i clienti delle credenziali di sostenibilità dei loro acquisti e per facilitarne il processo di circolarità.
Stella McCartney ha partecipato alla COP26 nell'ambito della Sustainable Markets Initiative (SMI) di Sua Altezza Reale il Principe Carlo, Stella McCartney ha lanciato la mostra "Future of Fashion: An innovation conversation con Stella McCartney" presso la Kelvingrove Art Gallery and Museum di Glasgow. L'installazione mira a rendere l'industria della moda più rispettosa dei confronti della natura, esplorando le possibilità produttive con la messa in mostra di materiali innovativi; di nuova generazione del marchio, sfruttando i risultati attuali per guidare le azioni future. Tra gli ospiti Leonardo Di Caprio, CEO, attivisti e altri delegati COP, oltre che Sua Altezza Reale il Principe di Galles. Tra i materiali in mostra ci sono gli accessori realizzati con la pelle di micelio (funghi) di Bolt Threads; le prime scarpe da calcio vegane al mondo, create in collaborazione con Paul Pogba e Adidas; cotone rigenerativo di SOKTAS; nylon rigenerato EVRNU ed ECONYL da materie plastiche oceaniche; viscosa amica della foresta – tutti in orbita attorno a un display scultoreo e vivente di funghi, elaborando visivamente un messaggio iniziato con la sua sfilata dell'estate 2022.
“Questo è il decennio decisivo e se non agiamo con fermezza, conosciamo le conseguenze. Un campo da calcio sta scomparendo dall'Amazzonia ogni minuto e l'80% di quell'area viene utilizzata per l'agricoltura animale. Il futuro della moda e del nostro pianeta è vegano. Spero che, rappresentando la nostra industria e rivelando le mie attuali innovazioni alla COP26, possa ispirare l'azione tra il settore privato e i leader di governo guidando investimenti e incentivi più favorevoli alla natura. Non collaborare ora sarebbe un'ingiustizia per le generazioni future e per coloro che già subiscono i peggiori effetti del cambiamento climatico. Questa è la nostra occasione, non credo negli sprechi" ha dichiarato Stella McCartney.
“Qualsiasi granello di sabbia posso aggiungere per facilitare la transizione del sistema, lo darò con tutto il cuore. Poiché la partecipazione è sopravvivenza”. Esordisce così Gabriela Hearst, Direttore creativo di Gabriela Hearst e Chloé intervenuta al Cop26 con il racconto del suo impegno a favore del pianeta. Il 58% della collezione Chloè Primavera Estate 2022, Maison di cui Gabriela è il Direttore Creativo dal dicembre 2020, è stata fatta da materiali a minor impatto (in aumento del 40% rispetto al suo debutto per la collezione Chloè Autunno Inverno 2021) e ha visto l'introduzione di Chloé Craft– un impegno del brand a espandere il numero di prodotti fatti a mano da artigiani e scegliendo imprese con impatto sociale, in risposta alla moda di lusso che diventa eccessivamenteindustrializzato. Chloé ha collaborato con organizzazioni no-profit, tra cui li Sheltersuit, un'organizzazione di giustizia sociale che protegge i senzatetto e l'impresa sociale Ocean Sole, che ricicla le ciabattine naufragate a mare in Kenya. La Maison è anche schierata per supportare e salvaguardare l'emancipazione delle donne e la creazione di pari opportunità mediante di partnership con iniziative come Les Bâtisseuses, una rete che forma le donne rifugiate nell'edilizia ecologica, e organizzazione mondiale del commercio equo e solidale, come ad esempio l'Akanjo con sede in Madagascar. Nell'ottobre 2021, Chloé ha raggiunto Certificazione B Corp, è il primo brand del lusso a ottenere la certificazione più importante e che riconosce la mission iniziata proprio da Gabriela.
In vista della COP26, la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, Art Partner con il supporto dell'Ufficio regionale delle scienze dell'UNESCO in America Latina e Caraibi, ha presentato il progetto #CreateCOP26, un concorso e una mostra virtuale che coinvolge giovani artisti sui temi del cambiamento climatico. #CreateCOP26 è dedicato a una generazione mobilitata e consapevole di ereditare un pianeta in pericolo. Ricevendo centinaia di candidature da 54 paesi in sei continenti, otto giurati hanno selezionato nove finalisti. Opere visive di grande impatto emotivo, come messaggi, forti e potenti. C'è chi ha lavorato sulla matericità dell'opera rendendola riciclabile, chi ha lavorato sull'espressività di uno scatto o un artwork digitale. Tra i membri della giuria Lidia Brito, il Direttore dell'Ufficio Regionale dell'UNESCO per le Scienze in America Latina e Caraibi, il fotografo Tyler Mithcell, l'artista Hang Feng.
Brunello Cucinelli è stato invitato proprio dal Premier Draghi in persona a parlare di fronte ai leader mondiali al G20 di Roma "Sono stati trattati grandi temi" racconta Brunello Cucinelli "come la lotta al cambiamento climatico, la pandemia e le misure a sostegno della ripresa globale. La mia testimonianza riguardava in particolare l’Umana sostenibilità e il Capitalismo Umanistico, temi a me particolarmente cari, ai quali ho dedicato e dedico con passione il mio lavoro e la mia vita. È stato con onore e con straordinaria emozione che mi sono rivolto a quelle persone umane per rappresentare il sogno di tornare a credere in un nuovo armonioso rispetto del pianeta».
Chi dalle parole passa ai fatti, tra tutti i nomi, si può fare quello di Giorgio Armani che già a luglio aveva annunciato di ambire a “dimezzare le emissioni di gas serra entro il 2030 rispetto al 2019 e ridurre del 42% le emissioni derivanti dall'acquisto di beni e servizi e dal trasporto e distribuzione a valle entro il 2029, sempre rispetto al 2019”. Tale programma rientra proprio nei parametri stabiliti nel suddetto Accordo di Parigi: "integrare le misure di cambiamento climatico nelle politiche, strategie e pianificazione nazionali" e "contenere il riscaldamento globale al di sotto di 1,5°C".