In conversazione con Loris Messina e Simone Rizzo di SUNNEI
Sebbene la rivoluzione dei social network non convinca ancora tutti, Simone Rizzo e Loris Messina fondatori di SUNNEI, percorrendo i canali virtuali, hanno conquistato uno spazio nel fashion system con un linguaggio contemporaneo urbanwear. Un guardaroba che si discosta dai trend momentanei per definire un’estetica timeless e allo stesso tempo versatile. Il loro nuovo headquarter, PALAZZINA SUNNEI è una creative hub concepita come una tela bianca da riempire con le idee del team creativo: “Ci siamo immaginati uno spazio polifunzionale, strutturato su tre piani con un giardino al suo interno. Come per il progetto BIANCO SUNNEI e lo store in via Vincenzo Vela, Palazzina rappresenta per noi lo specchio del brand: semplice ma molto diretto, multidisciplinare.” raccontano i direttori creativi. L’edificio, che in origine era la sede un ex studio di registrazione, è stato trasformato oggi in uno spazio asettico che ospita opere d’arte e collaborazioni firmate da Ben Orkin, Block Studios, Stories of Italy e Anton Alvarez.
L'Officiel: Quali sono i vostri principali riferimenti?
Loris Messina e Simone Rizzo: Per noi, l’ispirazione, è principalmente collegata ai momenti della vita quotidiana, ai nostri viaggi e alle persone che ci circondano, come i nostri amici, la community di artisti che gravita attorno al brand e il nostro team.
Come funziona il vostro processo creativo?
Non avendo delle vere basi di design, abbiamo sviluppato un processo molto personale che sicuramente parte con una fase di ricerca seguita da un focus sui dettagli, che teniamo a curare in maniera quasi maniacale. Durante tutto il processo lavoriamo in continuo dialogo con il team che conosce il nostro metodo e supporta le nostre idee trovandone la giusta interpretazione.
Secondo voi qual è il dress code dell’uomo contemporaneo?
Crediamo che il concetto di dress code, specialmente tra i più giovani, stia prendendo la direzione di combinazione di pezzi versatili, adatti alle occasioni più disparate. Il vestiario rispecchia questa filosofia e ci piace pensare che la comunità creativa che ci circonda possa indossare in modo unico e personale i capi, mixandoli a proprio stile.
Quanto è importante per voi trainare le tendenze del momento?
Il nostro brand è nato come realtà posta al di fuori di qualsiasi trend passeggero e dinamica classica del mondo della moda. Ciò che cerchiamo è la qualità, autenticità e bellezza senza tempo, ovvero quei valori in cui credono i nostri clienti ed è alla base di un guardaroba elegante e fuori dalle stagioni.
Qual è la vostra interpretazione del tailoring?
Non abbiamo mai indagato il concetto di tailoring in senso stretto, visto che i nostri clienti sono per lo più creativi senza restrizioni di dress code. Oltre a ciò, la versatilità dei nostri capi daily wear li rende adatti a qualsiasi occasione.
Che rapporto avete con il virtuale?
SUNNEI è nato e ha mosso i suoi primi passi su Instagram, realtà grazie alla quale abbiamo raggiunto un pubblico internazionale sviluppando un linguaggio unico e riconoscibile. Con gli anni, il modo in cui approcciamo il virtuale è cambiato, in relazione alla saturazione dei canali che utilizzavamo inizialmente. Siamo quindi passati a focalizzarci su progetti cross-mediali in cui il digitale e il reale si incrociano. Lo step più recente è stato quello per il progetto SUNNEI Canvas presentato tramite degli avatar 3D. Si tratta della creazione di una linea parallela composta da pezzi continuativi in total white che una selezione di buyer poteva personalizzare.
Perchè nelle vostre collezioni c’è sempre una piccola componente dissacrante e provocatoria?
Il carattere ironico compone sempre una parte della nostra identità fin dalle prime stagioni. Questo perché ci piace l’idea di non prenderci troppo sul serio e di collegarci al contemporaneo con sapienza e leggerezza.