Gabriela Hearst: il debutto da Chloé
Il debutto di Gabriela Hearst da Chloè avviene con la collezione Autunno-Inverno 2021 e coincide con la celebrazione del centenario della nascita del primo direttore creativo della maison parigina. Si può quasi dire da Gaby (Gaby Aghion) a Gabi (Hearst) il passo è breve. La talentuosa designer venezuelana Gabriela Hearst è infatti partita dalla storia di una delle più antiche maison parigine per costruire la sua visione, che comprende stile minimale, attenzione alla sostenibilità e a tematiche etico-ambientali. La collezione Autunno-Inverno 2021 di Chloè rispolvera le creazioni della Aghion quasi a dirle "il tuo lavoro è in buone mani". Il significato di Chloé - 'fioritura' in greco - non è mai sembrato più azzeccato: rinnovare, innovare e pensare anche al bene del pianeta.
Un piccolo bottone di ceramica è il punto di partenza, una piccola firma, che adorna i capi e diventa ciondolo, gioiello, charm per le borse. Si prosegue con trench e giacche sartoriali che si annodano sul fianco agli abiti in pelle e garza di lana, il daywear è stato sviluppato con una costruzione precisa. Una forte componente è la maglieria: cashmere ultra-morbido e riciclato e da strisce multicolori che naturalmente strizzano l'occhio al background uruguaiano di Gabi. Attraverso abiti con frange e strisce e il "puffcho", un innovativo poncho integrato con un piumino, questa ispirazione personale si esprime con uno spirito rilassato ma urbano.
Si notano i dettagli smerlati, che Gaby Aghion ha applicato a un primo abito in piqué di cotone nella sua sfilata del 1960 alla Brasserie Lipp. Qui, appare come impuntura sulle camicette di georgette; in petali di pelle o denim patchwork; come tecnica di quilting e lungo i polsini della maglieria. La Broderie anglaise si trasforma da classica a contemporanea come maglieria, e come bordo di pelle. Il motivo della stagione, un effetto marmorizzato colorato, è stato concepito a New York - città natale di Gabi - da una tecnica artigianale con ingredienti naturali. Una caleidoscopica arfalla intarsiata su maglioni e sciarpe vuole comunicare l'estinzione di massa nel mondo degli insetti. "Se i nostri insetti se ne vanno, noi crolliamo come specie. Ecco perché i dannosi erbicidi e pesticidi usati nella fabbricazione dei nostri tessuti devono essere eliminati", dice Gabi. Alcuni già iniziati prima di questa collezione, nella scelta di tessuti sostenibili sono solo un inizio. Un piano di sostenibilità che delinea gli obiettivi per il 2025 è stato accelerato con una nuova linea temporale di un anno. Il passaggio a materie prime a basso impatto significa che la collezione AW21 può essere considerata quattro volte più sostenibile rispetto all'anno scorso. In più questa stagione, il 20% del prêt-à-porter è prodotto da membri dell'Organizzazione Mondiale del Commercio Equo e Solidale e ci sono due partnership importanti - Manos del Uruguay e Sheltersuit - come percorsi per un impatto sociale positivo per sostenere gli artigiani locali impiegati nella realizzazione di parti della collezione.