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La personale di Michel Comte alla galleria Dirimart di Istambul

Alla galleria Dirimart di Istanbul è in programma, a fine novembre, una personale sul fotografo di moda Michel Comte. Al centro la sua interpretazione del declino ambientale
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Michel Comte, quasi quarant’anni di carriera e centinaia di immagini uniche che vanno dal glamour al ritratto, dal paesaggio al reportage di guerra. Il prossimo 21 novembre inaugura alla galleria Dirimart di Istanbul, Turchia, una nuova personale dell’artista. Titolo e opere non sono ancora state svelate, ma il progetto si ispira a tematiche legate al climate change. Comte vuole mettere nuovamente in evidenza l’impatto del declino ambientale: «In questo momento sto lavorando a installazioni fotografiche e proiezioni su larga scala legate al movimento, al potere della luce e delle ombre. La mostra a Istanbul avrà al centro il colore rosso e si può considerare un proseguimento dei lavori esposti al MAXXI di Roma e alla Triennale di Milano». Fotografo autodidatta, muove i suoi primi passi all’interno della Factory di Andy Warhol e lavora, tra gli altri, con Yves Klein. Nel ’79 incontra Karl Lagerfeld e ottiene il suo primo servizio fotografico per Chloé. «Non ho mai avuto intenzione di diventare fotografo di moda e non mi sono mai sentito un personaggio del mondo delle celebrities», racconta l’artista, «ma sono stato fortunato e ho incontrato sulla mia strada grandi professionisti che mi hanno permesso di creare dei lavori unici. L’industria mi ha sempre supportato. Franca Sozzani e Alexander Liberman sono coloro che mi hanno aiutato di più durante tutto il mio percorso, sia a livello professionale che personale. Grazie a loro si è creato un rapporto straordinario con questo mondo». Comte parla della fotografia come di un linguaggio in grado di catturare l’anima di un “personaggio”. Interprete capace di raccontare in modo unico la storia della moda e il dramma delle guerre che hanno afflitto il nostro secolo, Comte spiega, «per me la fotografia è sempre un’espressione non manipolata, devo dire che i miei servizi di guerra in questo senso hanno segnato molto il mio percorso professionale». Con l’avvento dell’era digitale e dell’ingresso dei social media nelle nostre vite, anche l’immagine è cambiata radicalmente. Comte mantiene un’idea ottimistica. «Oggi è molto interessante vedere come chiunque possa realizzare un’instantanea bella e ben composta grazie ad un semplice telefono. Mi ha colpito ciò che ha detto Steven Spielberg, che ormai si può fare un film bellissimo con niente se il contenuto è valido. Ciò che diventa difficile però è rendere una passione anche una professione perché si può fare sì una bella foto, ma diventare fotografo è diverso». E continua: «Grazie ai social network la visibilità di chiunque è alle stelle e tutto sembra più facile, ma la competizione è molto più agguerrita. Il mondo della fotografia è diventato digitale, immediato e aperto e allo stesso tempo solo chi è veramente bravo e di talento va avanti sul lungo periodo. Alle nuove generazioni direi di non guardare a destra o a sinistra, ma di andare dritti per la propria strada».

Foto Michel Comte 
Text Micaela Flenda

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Gli strumenti di Michel Comte all'interno del suo studio.
Alcuni dettagli dello studio dove il fotografo-artista crea le sue opere e realizza i suoi lavori fotografici
Alcuni dettagli dello studio dove il fotografo-artista crea le sue opere e realizza i suoi lavori fotografici
Alcuni dettagli dello studio dove il fotografo-artista crea le sue opere e realizza i suoi lavori fotografici

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