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Warhol and me: il ritratto della scultrice venezuelana Marisol Escobar

Una nuova mostra al Pérez: Art Museum Miami riesamina il lascito della scultrice venezuelana Marisol Escobar, una misconosciuta figura portante del movimento Pop art.

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Marisol nel suo studio, 1963, fotografata da Ben Martin.

La scultrice venezuelana Marisol Escobar ha avuto una chiara influenza sui primi lavori di Andy Warhol, eppure il posto che le spetta di diritto nel pantheon della Pop Art non le è mai stato del tutto riconosciuto. Una mostra appena aperta al Pérez Art Museum Miami prova a rimediare, documentando la loro amicizia e i suoi effetti a lungo termine. Inaugurata il 15 aprile e visitabile fino al 5 settembre, "Marisol and Warhol Take New York" indaga la fase iniziale della Pop Art durante i primi anni '60. «L'opera di Marisol è stata interpretata e inclusa nelle mostre internazionali sulla Pop Art per molti anni, ma questa exhibition dimostra quanto lei fosse parte della storia orginale del Pop di New York», dice Maritza Lacayo di PAMM, che ha curato la mostra insieme a Jessica Beck, Milton Fine Curator presso l'Andy Warhol Museum di Pittsburgh. «Marisol era una protagonista centrale di quell'esplosivo movimento dell'arte americana e il suo impatto e influenza meritano maggiore attenzione». Le ingegnose sculture di Marisol spesso rappresentavano figure intagliate nel legno e abbellite da disegni, stoffe e oggetti trovati in giro, a volte ritraendo personaggi famosi come i presidenti degli Stati Uniti, stelle del cinema o teste coronate straniere.

"Self-Portrait," 1966-67, di Andy Warhol.
"Autoritratto", 1966-67, di Andy Warhol.

Marisol, morta nel 2016, era nata a Parigi ed era diventata presenza fissa sulla scena delle gallerie downtown neyorkesi degli anni '50 e '60 del Novecento, insieme ad amici come Jasper Johns e Robert Rauschenberg. I suoi lavori erano in mostra presso luoghi istituzionali come Sidney Janis, Leo Castelli (insieme a Johns e Rauschenberg), la Stable Gallery e nella mostra del 1961 del Museum of Modern Art "The Art of Assemblage". Marisol aveva anche rappresentato il Venezuela alla Biennale di Venezia del 1968 ed era stata una delle sole quattro donne su 150 artisti a documenta di quell'anno in Germania. Aveva studiato con l'espressionista astratto Hans Hofmann e aveva illustrato diverse cover di Time Magazine.

Marisol e Warhol si incontrarono nel 1962. «Warhol era rimasto impressionato da lei, dal fatto che fosse una artista ben conosciuta e rispettata», dice Lacayo, «Warhol descrisse Marisol come "glamorous", il che per Warhol era l'apice del successo».

Una foto di una scatola di saponette Brillo. La scatola è bianca e la scritta è in rosso e blu. La scatola si trova su uno sfondo bianco.
Un dipinto di una mucca dal collo in su in vernice rosa. La mucca è dipinta su uno sfondo giallo.
Un ritratto pop art di una donna nei colori nero, rosa, blu, rosso e grigio. Lo sfondo è grigio, i capelli della donna sono lunghi fino al mento e neri, il suo viso è rosa, le sue labbra sono rosse e ha un ombretto blu.
Un dipinto di tre bottiglie di vetro Coca-Cola in vernice verde chiaro e nera. Sotto il logo Coca-Cola è scritto in vernice rossa.
"Brillo Soap Pads Box," 1964; "Cow" 1966; " Silver Liz [Ferus Type]." 1963; "Three Coke Bottles," 1962, di Andy Warhol.

I dipinti "Green Coca-Cola Bottles" (1962) di Warhol e la scultura "Love" (1962) di Marisol utilizzano entrambi delle bottiglie di Coca-Cola, mentre la scultura di Marisol del 1964 "The Kennedy Family" e le "Nine Jackies" delllo stesso anno di Warhol ritraggono la First Lady attraverso mezzi differenti. «Le sue sculture sono la quintessenza del Pop, ma hanno anche dei riferimenti alla sua vita familiare, inclusi degli auto-ritratti, e ci danno una visione delle sue memorie più care», spiega Lacayo. «Lavorava con oggetti trovati in giro per creare alcune delle sue sculture utilizzando tavoli, sedie e scarpe per creare alcune delle sue opere. Creava qualcosa che era al contempo straordinario e intensamente personale dando all'osservatore l'opportunità di arrivare a conoscerla».

Inoltre, inframmezzati all'interno del percorso, ci sono i film muti di Warhol, prodotti nel 1963 e 1964, che mostrano un aspetto più personale di Marisol. "The Kiss" (1963) e "13 Most Beautiful Women" (1964) sono due esempi.

"The Family." 1963, di Marisol.
"La famiglia", 1963.

«Lei è la protagonista di numerosi tra i primi film di Warhol. Era una collaboratrice stretta e una persona in grado di influenzare le pratiche di Warhol. Di primo acchito, parrebbero una bizzarra accoppiata, ma tenendo conto delle rispettive esperienze nel mondo dell'arte, la loro amicizia aveva assolutamente senso».

Entrambi gli artisti avevano sperimentato il sentirsi degli outsider - Marisol, col suo essere una donna a cui veniva di continuo richiesto di conformarsi a un certo modello tradizionale e Warhol come qualcuno che non sempre era considerato un artista serio. A Warhol ci volle quasi un decennio per ricevere una qualche attenzione dalla scena artistica di New York. Marisol, d'altro canto, era già nota e rispettata quando Warhol iniziò a farsi un nome come artista, mentre Marisol è stata esclusa dalla narrativa Pop mainstream.

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Nella prima foto "Andy", 1962-63; "Dinner Date," 1963, di Marisol.

La mostra offre l'opportunità di mettere insieme e fare dialogare le opere di Marisol e Warhol e al visitatore dà la chance di ridefinire il Pop. E si potrebbe discutere sul fatto che sia stata esclusa dalla narrativa Pop di New York perché donna».

«Siamo attratti da chi come Marisol abbraccia alto e basso in un approccio concettuale che in un secondo momento l'ha portata alla Pop art», dice il direttore di PAMM Franklin Sirmans. «Con la sua famiglia era entrata in contatto con l'arte pre-Colombiana e con la folk art del Sud America, il che ha dato alla sua cifra di Pop Art il gusto del fatto a mano così come i segni del mass-market, i simboli della pubblicità che sono così prevalenti nell'opera di Warhol. La prossimità geografica di Miami con il Sud America e i Caraibi, unita alla costante conversazione ed esplorazione delle storie di colonialismo in quell'area, rendono affascinante vedere attraverso quella lente il lavoro di Marisol», conclude Sirmans.

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