Attraverso gli occhi di Sofia Coppola
Dal suo debutto nel mondo del cinema con Il giardino delle vergini suicida, ha aperto la strada a una visione decisamente rosa, in un settore conquistato, per lo più, da uomini. L'ultima edizione di Cannes le è valsa la nomina (e il premio) come migliore regia per il suo ultimo lavoro L’inganno, diventando così la seconda donna a ricevere il premio nei 70 anni del Festival. Film dopo film, Sofia Coppola ha creato un proprio universo visivo, fatto di sfumature, luci ed ombre uniche e caratterizzanti. Magnetico, accattivante, attraente. Personaggi dalla forte personalità si muovono in un teatro quasi retrò, dove tutto sembra facile, sensuale, delicatamente femminile.
Sia nel portare in scena un gruppo di sorerlle in conflitto con la rigida disciplina a loro imposta ne Il giardino delle vergini suicida (1999), sia nel mostrare gli sfarzi e la vita di fantasia della Regina di Versailles in Marie Antoinette (2006), creando la migliore scena di karaoke in Lost in Translation (2003 ) o mostrando un gruppo di adolescenti che rubano nelle case di celebrità in Bling Ring (2013), Sofia ha creato storie memorabili che hanno segnato una generazione di donne. Il punto di vista femminile è un elemento importante in tutti i suoi film, ma non solo. La sua particolare visione artistica l'ha portata a collaborare con diversi brand, desiderosi di raccontare una storia speciale attraverso i suoi film. Per Dior, per esempio, ha raccontato una storia d'amore tra Parigi e Natalie Portman, per H&M ha invitato lo spettatore a una festa animata dalla musica del gruppo Roxy, mentre può scegliere tra i pezzi della nuova collaborazione realizzata con Marni. Calvin Klein ha voluto la sua macchina per riprendere diverse donne mentre raccontano del loro primo bacio, Cartier l'ha scelta, invece, per dare nuova vita all'iconico orologio Panthère.
"L'orologio Panthère è unico perché è un pezzo di gioielleria che si può portare ovunque". - Sofia Coppola
Immagini per gentile concessione Cartier