I magnifici destrieri del mondo Haute Couture
È ufficialmente terminata la settimana di Haute Couture. Fendi, Dior, Chanel, Valentino, tutte le grandi Maison si sono sfidate a colpi di tulle e abiti mozzafiato cercando di conquistarsi il favore del pubblico. Sarebbe stata anche una sfida interessante se non fossero comparsi dei personaggi che hanno rubato la scena senza lasciare dubbio alcuno. Bianchi elegantissimi destrieri andalusi hanno infatti calcato le passerelle e i video delle Maison diventando gli indiscussi protagonisti della stagione.
Il primo a presentare un maestoso stallone è stato Dior, inserendolo nella cornice fatata della propria collezione ispirata ai tarocchi. Il destriero, bianchissimo ha accompagnato le modelle nei loro abiti suntuosi fungendo da complice perfetto. Nella giornata successiva invece Chanel ha concluso la propria sfilata inspirata ad un romantico matrimonio francese anni ’20, facendo sfilare l’ultimo abito in sella ad un magnifico castrone.
Nobilici, impavidi,maestosi, l'Andaluso, il purosangue spagnolo per eccellenza che stregò la famiglia reale di Spagna che lo elesse come suo cavallo ufficiale (portandoselo con loro anche alla volta delle Americane) è da sempre considerato sinonimo di regalità e eterea bellezza. Nessuno può rimanere indifferente alla suo staordinario portamento: neanche il mondo della moda. Non è la prima volta che i cavalli vengono utilizzati per enfatizzare l'effetto scenografico durante le sfilate: era il 1998 e la collezione portava il nome di Givenchy Haute Couture Autunno Inverno 1998, Alexander McQueen strabiliò gli spettatori con una collezione che lo consacrò miglior creatore di fashion show di sempre. Tra pizzi, balze, extra volumi e una location fiabesca, il designer fece aprire lo spettacolo alla modella Esther de Jong (che intepretava Lady Godiva) e ad un magnifico Andaluso perfettamente vestito, appunto in pieno stile 18esimo secolo. La lunga criniera bianca accarezzava lo strascico del vestito della modella e ci si confondeva perfettamente. Fiero, impavido, maestoso, il cavallo si guadagnò i titoli delle riviste di mezzo mondo e quella particolare razza venne eletta ufficialmente la prediletta dell'Alta Moda. È stato poi il turno di Hermes che durante la sua collezione ready-to-wear Primavera Estate 2011 (l'ultima di Jean Paul Gaultier) fece volteggiare leggiadri purosangue da dressage come tributo alle sue origini , la Maison di moda nacque infatti come selleria nel 1837. Nel 2015 invece fu Jacquemus che, in occasione della propria sfilata nella settimana della moda di Parigi, scelse nuovamente il cavallo bianco come simbologia di sogno, desiderio, immaginazione e fiaba. Gli abiti piacquero sicuramente molto, tuttavia fu indubbiamente la performances del designer che accompagnava l'animale tenendolo per le briglie a rimanere impressa nella memoria degli spettatori, che per molti mesi continuarono a parlare soltanto della magnificenza del cavallo che con eleganza procedeva nel suo viaggio misterioso. Divertente, rumorosa, tradizionale e romantica invece la collezione Cruise del 2019 di Dior che per questa occasione chiamò in selle le escaramuzas, un gruppo di amazzoni messicane note per le loro straordinarie abilità equestri e per aver audacemente rivendicato il diritto delle donne di partecipare alla charreada, il rodeo messicano tradizionalmente riservato agli uomini. La sfilata si svolse nella bellissima scuderia del castello di Chantilly e gli abiti magnifici rispecchiavano perfettamente il binomio moda e mondo equestre. Non a caso in quell'occasione venne riproposta la Saddle Bag di Dior che divenne la punta di diamante della collezione e che donò nuova luce a questa borsa iconica della Maison