Alla scoperta di Guatapé, in Colombia
A due ore d’auto da Medellin e celebre per il monolite da cui si domina il lago artificiale circostante, Guatapé permette di immergersi in una natura magnifica. A partire da una base ideale, The Brown, Autograph Collection.
Ci vogliono due ore di macchina da Medellin per arrivare a Guatapé, due ore di una strada meravigliosa con la sensazione di entrare in una terra benedetta, tale è il rigoglio della vegetazione, lo splendore dei colori, la meraviglia dei fiori rampicanti di un arancio brillante che ricoprono gli alberi. Si va a Guatapé per salire (via 659 scalini scavati in una fessura della roccia) sulla Piedra del Penol, un monolite di granito che si eleva di 220 metri rispetto al terreno circostante, raggiungendo i 2135 m sul livello del mare, da cui si gode una vista spettacolare su un grande bacino d’acqua artificiale, e per visitare il paesino con le case dalle finestre e i basamenti dipinti con motivi e scenette coloratissimi, altamente Instagrammabili. I foodies aggiungerebbero una terza ragione, l’arepa choclo, un’arepa (il pane nazionale) super yummie realizzata con una farina di mais dolce tipica della zona.
La base ideale per trascorrervi un paio di giorni? The Brown, Autograph Collection. Solo pochi minuti di percorso con coloratissimi tuk tuk, le motochivas, lo separano dalla Piedra e dal paese, ma passare dal monolite overcrowded e dal paesino un po’ troppo turistico alla totale connessione con la natura che si vive nella proprietà è una bella sensazione. Se già la lobby è di grande effetto, col soffitto in bambu e le pareti circolari, sia interne che esterne, interamente coperte da un giardino verticale, la grande piattaforma circolare in pietra che dà sul lago, e su un paesaggio di contrasti tra acqua verde smeraldo e terra rossa, è semplicemente sensazionale. Perfetta per godersi il sole, un cocktail, il calore delle jacuzzi e dei bracieri accesi al tramonto, oltre che per fare colazione, pranzare e cenare sui tavoli di legno del ristorante Pismo, che offre una cucina di piatti regionali e ricette fusion. L’immersione nella natura è totale, qui come dai balconi delle stanze piacevolmente minimaliste, dalle pareti verde chiaro e mobili e pavimenti in legno scuro, e nell’altro ristorante sul lago, il Praia, cui si arriva per un sentiero fiancheggiato da alberi sottili e vertiginosamente alti su cui crescono spadoni rigogliosi. Molto bella anche l’area fitness, una sala circolare con vetrate a tutta parete e macchine Technogym. Non c’è una spa, ma si può fare in stanza un massaggio magnificamente decontrattante.