Rising Magliano, la sfilata del Guest Designer a Pitti 105
A 5 anni dal primo debutto a Pitti, Luca Magliano fa il suo ritorno alla kermesse della moda maschile italiana, con un sfilata emozionante ambientata al Nelson Mandela Forum di Firenze.
E pensare che proprio a Pitti il designer Luca Magliano manifestava la sua moda per la prima volta 5 anni fa: «A pensarci adesso mi dà un gran senso di vertigine e di tenerezza: come guardarsi allo specchio dopo tempo e ritrovare le cose importanti, anche se intanto è successo di tutto. Questo ritorno a casa, da persone a cui vuoi bene e che stimi, mi riempie di gioia» racconta il designer bolognese vincitore del premio Karl Lagerfeld Prize all'ultimo LVMH Prize 2023.
Negli spazi del Forum Nelson Mandela il setting di Davide Stucchi questa volta si dispone di fronte alla scala frontale, un elemento edile che simboleggia la verticalità - che collega l’alto al basso e viceversa - e se vista con l’occhio metaforico e politico di Luca Magliano una traduzione di resistenza queer. Per la collezione autunno inverno 2024-2025 sfilano binder sviluppati in collaborazione con Untag, giacche di cotone dal carattere stropicciato e maglioni che sembrano citare lo stile della poetessa lesbica Patrizia Cavalli, altro riferimento della collezione per lo Special Guest di Pitti 105.
Per l’occasione della sfilata autunno inverno 2024-25, il marchio introduce altre due collaborazioni con due eccellenze italiane, Borsalino per i cappelli e Kiton per i capi sartoriali in tradizionale stile napoletano. Il tutto viene adornato con le passamanerie amatissime da Luchino, cascate di spille posizionate su gilet, tra cui il David di Michelangelo e candeline da compleanno esibite con orgoglio che manifestano la bellezza dell’invecchiare. E ancora trecce di tessuti, accenni di pailettes, maglioni glitz, argyle e con la riproduzione di un gatto.
La "camminata alla Magliano" diventa più corta, trascinata, a volte drammatica mentre l’incredibile casting rivela la quintessenza del marchio. Il rising, riservato per il finale: una faticosa risalita sulla scala di spalle. Un momento sentito e riflessivo sulle note del testo di "La domenica delle salme" di Fabrizio De Andrè e Mauro Pagani.