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Discover Philadelphia: con i nuovi indirizzi in città

Un centro storico da percorrere a piedi, locali all’aperto, ristoranti, aree verdi, murales, collezioni d’arte inaspettate e musei. Cosa vedere nella città della Pennsylvania, meta perfetta per un viaggio negli States.

photo courtesy One Liberty Observation Deck
photo courtesy One Liberty Observation Deck

Difficile tenere gli occhi aperti, salendo con l’ascensore panoramico fino al 60mo piano del Comcast Technology Center, il grattacielo più alto di Filadelfia, Stato dalla Pennsylvania (clicca qui per scorprire di più). Ad un certo punto, molto prima di raggiungere i 342 metri di altezza, e il ristorante Skyhigh del Four Seasons Hotel, la città diventa simile a una cartina tesa tra le mani di un turista, con le vie che si incrociano in una scacchiera perfetta.

Facile la lettura: il centro è delimitato da un lato dal fiume Schuylkill, le cui sponde sono luogo di incontri e pic-nic degli studenti della vicina università, e dall’altro il più grande Delaware, importante via di navigazione verso il mare, da cui dista 150 km – «unirlo al New Jersey è l’unica “pecca” del bellissimo Benjamin Franklin Bridge», dice scherzano la guida (e commediante) Seamus Millar mentre accompagna a piedi i turisti nell’Historic District, evidenziando l’attaccamento degli abitanti a “Philly”.

Photo by Edward Savaria
Photo K.Huff per PHLCVB

Siamo vicino alla deliziosa Elfreth’s Alley, una delle vie più antiche della Nazione, con case costruite tra gli anni Trenta del ‘700 e dell’Ottocento e tutt’ora abitate. Sulle finestre un rudimentale sistema di specchietti permetteva di vedere chi passava sotto casa. Oggi permetterebbe di vedere turisti curiosi, che spiano dalle finestre e nei giardini alzandosi in punta di piedi. Turisti che si spostano a poche decine di metri, sempre seguendo la guida, per ritrovarsi sotto la casa di Betsy Ross, su cui sventola una bandiera con stelle a cinque punte.

«È lei, secondo la leggenda, ad aver cucito la prima bandiera americana», insiste Seamus. Ancora pochi passi e, chi vuole, riannoda il filo della storia nel museo della Rivoluzione, che racconta la storia dell’indipendenza, che venne firmata qui a Filadelfia (nel National Constitution Center), e il cui simbolo è la Liberty Bell la campana, che oggi è una icona riprodotta su magliette, tazze, o qualsivoglia souvenir.

foto Silvia Frau
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Rimanendo in zona est si trovano negozietti che ne propongono anche versioni indie (Philadelphia Independents), mentre si passeggia tra viali alberati, case basse e locali dove rilassarsi con un pranzo salutare, e ingredienti provenienti dalle vicine campagne (Frieda). Per una immersione nei sapori più originali, ma sicuramente di più difficile digestione, si fa sosta al Reading Terminal Market, ospitato dal 1893 nell'edificio del National Historic Landmark building.

La specialità da provare è il Philly cheesesteak, un panino che raggiunge il mezzo metro, ed è ripieno di carne di manzo rosolata e formaggio fuso, inventato un centinaio di anni fa da due italoamericani. Nel mercato (tranne la domenica) c’è un'area dove espongono i prodotti delle aziende fuori città le persone appartenenti alla comunità di Quaccheri, che non amano essere fotografati.

Photo K.Huff per PHLCVB
Photo K.Huff per PHLCVB

Era quacchero anche William Penn, che ha fondato Filadelfia nel 1682, la cui statua ora svetta sopra la City Hall, epicentro di tutte le attività. Un tempo sovrastava tutti gli edifici cittadini, venne poi sorpassata dai grattacieli in stile Liberty e poi da quelli contemporanei – pare portando sfortuna alla squadra di football americano – tanto da metterne una copia per scaramanzia nell'attuale punto più alto della città.

E vi è un'altra statua che viene continuamente instagrammata, quella dedicata a Silvester Stallone ai piedi della scalinata del Philadelphia Museum of Art, detta anche “The Rocky Steps”. La si affronta – accompagnati da apposita colonna sonora – di corsa raggiungendo esultanti la cima. Due le cose da tenere a mente, anche se con il fiatone, guardare il panorama – e non solo la risoluzione del video girato mentre si affrontano i 72 scalini – e ritagliarsi almeno una mezza giornata per la collezione del museo, una delle più interessanti degli States.

foto Silvia Frau
Photo K. Huff per PHLCVB

A questa si aggiunge la Barnes Foundation – collezione appartenuta a un chimico e farmacista di sicuro gusto e di altrettante possibilità economiche –, che conta su un numero esponenziale di capolavori, tra Cézanne, Renoir e Modigliani, ma anche opere di Glackens e Soutine... Il tutto in un edificio dallo stile giapponese che viene spesso utilizzato per ricevimenti.

La sera si fanno quattro passi in centro verso il quartiere arcobaleno, si mangia in un locale con pergolato esterno (Talula’s Garden) o in un ristorante messicano che propone un mix di cocktail e porzioni generose di guacamole (Condesa) e ha una terrazza che è meta dei più accaniti nottambuli. 

foto Silvia Frau
Photo Rob Cardillo Photography

Si dorme al hotel Element Philadelphia Downtown, che ha camere con cucina e una posizione più che perfetta. L’indomani si fa un tour dei murales – un progetto iniziato 40 anni fa e che ora ne conta 4mila in tutta la città, posizionati sui muri dei parcheggi, delle fabbriche, su angoli di palazzi e mura di cinta –, compreso quello molto stiloso di Amy Sherald, artista che ha ritratto anche la ex First Lady Michelle Obama.

Oppure si va a passeggiare nella zona a sud, con un caffè caldo tra le mani, direttamente dall'hotel, perdendo tempo tra vialetti alberati e pub che proiettano le partite degli idoli sportivi. Non stupitevi se qualcuno invece di salutarvi con un classico Good Morning, vi dirà: “Go birds!”. Si riferisce alla squadra di football locale, i Philadephia Eagle, che ha un aquilotto come simbolo, ed è un saluto ben augurale. Sorridete e fate altrettanto.

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