Giancarlo Commare racconta Ancora più bello
Nell'attesissimo film Ancora più bello, sequel di Sul Più Bello, Giancarlo Commare è Gabriele, un giovane innamorato che si trova ad affrontare le difficoltà di una relazione a distanza. Cosa è piaciuto a Giancarlo del suo personaggio? La genuinità con cui affronta i suoi sentimenti, anche quelli più difficili
Scalda il cuore, Ancora più Bello, il film appena uscito al cinema, seguito di Sul più Bello, film del 2020 uscito su Amazon Prime con Ludovica Francesconi e Giuseppe Maggio. Il sequel, ora al cinema, racconta “il dopo”. Cosa succede dopo che il grande amore finisce? Come riparare vecchie ferite non ancora rimarginate? Come approcciarsi ad una nuova storia ? Torna il mitico trio di Marta, Federica e Jacopo, tornano le risate e le situazioni imbarazzanti, tornano i sorrisi, le lacrime e le rocambolesche avventure, soprattutto causate dall’entrata in scena di Giancarlo Commare, (Skam Italia, Il Paradiso delle Signore ) che interpreta Gabriele, un sedicente avventuriero (dal perfetto accento parigino) che si innamora follemente della protagonista. “Ancora più bello” piace perché genuino, perché affronta temi contemporanei attraverso il candore dei giovani e perché non teme di mostrare le debolezze dei propri protagonisti. A partire dal personaggio interpretato da Giancarlo, che si dimostra vulnerabile, insicuro, innamorato e testardo. “Perchè non mostrare anche le debolezze degli uomini? Sullo schermo i personaggi maschili sono sempre stoici, qui abbiamo intrapreso una strada diversa, Gabriele è genuino è vero, soffre e reagisce spontaneamente. Non è perfetto, perché nessuno di noi lo è, è arrivato il momento di portare in scena anche questo lato del mondo maschile. La fragilità” racconta Giancarlo.
LOI: Cosa ti ha convinto del ruolo di Gabriele?
Giancarlo Commare: Gabriele non porta in scena il cliché del ragazzo invincibile, che sovrasta la parte femminile. È bene che si racconti una "nuova mascolinità", non tossica. In passato ho interpretato ruoli del bello e impossibile, in questa occasione invece abbiamo voluto dare risalto alle fragilità e insicurezze del personaggio. Gabriele non ha filtri, vive le sue emozioni al cento per cento. Se vuole mostrare una sua debolezza, lo fa. Penso sia questa la sua forza. Mi ha affascinato da subito
Cosa ti ha insegnato questo personaggio?
Proprio grazie a Gabriele ho imparato a mostrare con serenità le mie insicurezze. Non sempre e non tutte ovviamente, ma in passato mi sono sempre sentito più frenato. Oggi al contrario vedo i miei momenti di fragilità in una nuova ottica, migliore. Perchè mascherare i miei sentimenti? Fanno parte di me, tanto vale viverli e affrontarli
Un aneddoto sul ruolo di Gabriele
Non dovevo essere io Gabriele! Inizialmente feci il provino per Dario, il medico. Ottenni la parte. Successivamente fui invitato ad un pranzo con la mia agente e il produttore ci comunicò che c'erano stati dei cambiamenti importanti. Mi guardò e disse “noi abbiamo deciso che il nuovo protagonista sei tu” Rimasi senza fiato, ho addirittura smesso di mangiare (ride)... Dentro di me scoppiò il mondo. Ho dovuto rileggere il copione da capo e scoprire chi fosse questo Gabriele. Abbiamo costruito insieme questo personaggio, ci ho messe molto del mio
Puoi darci qualche sneak peek del sequel di "Ancora più bello"?
Come per il personaggio di Marta, anche Gabriele subirà una crescita interirore, evolverà e diventerà più maturo. Noi lo vediamo lottare per la sua amata, ma non è una lotta sana... ecco magari nel terzo continuerà a farlo in maniera decisamente diversa. Non depone le armi facilmente Gabriele! Sono emozionato a scoprire come si evolverà questo personaggio
Parlando di moda, che cos'è la "moda" per Giancarlo?
Pur ritenendomi un profano in questo campo, mi piace che è libertà d’espressione. La moda è quello che ti senti di essere; non ci sono regole precise, c’è varietà ed è bene che ci sia. Come scelgo i miei look? Sono molto versatile, mi piace svegliarmi ogni giorno e seguire il mio istinto.
Come ti prepari ad un ruolo?
In diversi modi. Non ho una via prestabilito, non esistono manuali, non esistono metodi. Il segreto è trovare la propria chiave di lettura. A volte mi serve lavorare molto con il corpo, con la danza, a volte invece mi aiuta la musica. Mi piace vederla in questo modo: quando affronto un nuovo personaggio è come conoscere una persona: avviene una presentazione, ci si ascolta reciprocativamente, ci si studia a vicenda. Con il tempo inizio ad avere un'idea sempre più precisa di chi è, cosa gli piace fare, come si comporta... C’è sempre un momento in cui capisco che sono sulla strada giusta. Il tocco finale? il lavoro di squadra! Mi affido molto a quello che mi viene detto dallo sceneggiatore, mi piace dare un'idea e poi rimodellarla insieme per creare il risultato perfetto
Come hai iniziato a recitare?
È una storia interessante... iniziò tutto durante i miei anni di catechismo, quando intepretai il ruolo di Re Erode in una recita. Non ricordo esattamente come andò, ma quando lo spettacolo finì, tutti si alzarono ad applaudire, ricordo mia mamma in lacrime. Pur essendo ancora un bambino capii subito che avevo regalato qualcosa: emozioni. Andai da mia mamma e le chiesi “cosa vuol dire questa cosa? Cosa ho fatto?” E lei mi risposte “questo vuol dire fare l’attore” . Da quel mi sono sempre dedicato, anima e corpo, a questa passione, a volte non andavo a scuola per andare a teatro. Ho iniziato con il teatro e sono approdato al cinema in un secondo momento, non conoscevo questo mondo perché me fare l’attore era fare teatro. Ma ora ne sono innamorato. Con chi mi piacerebbe lavorare? Sorrentino o Tornatore
E se dovessi scegliere, teatro o cinema?
Direi teatro perché il primo amore non si scorda mai. . Cosa mi piace del teatro? Il rapporto che si ha con il pubblico: diretto, vario, energico. Una sera non è mai uguale all'altra. Devo ammettere però che ora sono più consapevole della macchina cinematografica, anche il cinema ha la sua magia
Qual è il riconoscimento più grande finora?
Sono appena stato al Festival di Venezia... che emozione! Mi hanno conferito il premio Next Generation Awards come Miglior Attore Rivelazione, è stato magico e ne sono davvero grato, ma posso essere sincero? Il premio più bello che abbia ricevuto, me lo sono assegnato da solo. L’attimo prima di calpestare il famoso red carpet di Venezia, ho vissuto tutti gli highlights della mia vita: i sacrifici, i numerosi no, i fallimenti, il duro lavoro... nel momento in cui sono tornato alla realtà per la prima volta nella mia vita mi sono detto, "Te lo meriti davvero". Ero fiero di me, c'è qualcosa di più bello?