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Damiano Gavino, da "Un professore" a "Nuovo Olimpo": l'attore si racconta

​​Tra gli obiettivi del giovane attore romano un film di cappa e spada alla "Maschera Di ferro", un ruolo sci-fi alla "Dune" e il poter interpretare un musicista...

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Damiano Gavino in ZEGNA

Text by FABIA DI DRUSCO
Photography ERICA FAVA
Styling PABLO PATANÈ

Nella serie Rai (ora sbarcata anche su Netflix) edulcorata ma decisamente godibile de "Un professore" con Alessandro Gassmann è uno dei personaggi più amati dal pubblico, il liceale protettivo con la madre single, che si salva dallo scivolare in brutti giri e riesce a mantenere un rapporto di fratria adolescenziale con l’amico innamorato di lui (Nicolas Maupas). È anche il coprotagonista dell’ultimo lavoro di Ferzan Özpetek, "Nuovo Olimpo", e per quanto il film sia melenso e non abbia raccolto grandi consensi, rimane un traguardo significativo per un ragazzo di 22 anni che non ha fatto nessuna gavetta e che al cinema, fino a un provino casuale fatto tre anni fa, non ci pensava proprio.

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Cappotto, FENDI; camicia e pantaloni, VERSACE; boots, ALEXANDER McQUEEN

L’OFFICIEL Italia: Come sei entrato nel cast de “Un professore”?
DAMIANO GAVINO: Per caso. Mia sorella (Lea Gavino, vista in “Skam”) studia recitazione da tempo, una ragazza che lei conosceva si occupa del casting di “Un professore” e mi ha suggerito di tentare un provino. Sono andato al primo appuntamento con leggerezza, ne ho fatti altri quattro, cinque e mi hanno preso. Mia Sorella, che avrebbe potuto rimanerci male perché ne ha dovuti fare tantissimi prima di ottenere il suo primo ruolo, è stata fantastica-mente comprensiva, e mi ha aiutato a prepararmi. Siamo sempre stati legati e arrivati a un’età in cui un pò ci si perde, perché si prendono strade diverse, fare lo stesso lavoro ci ha uniti ancora di più

LOI: Perché credi che D’Alatri ti abbia scelto e com'è stato lavorare con lui?
DG: Penso perché sono stato autentico: non avevo aspettative o idee preconcette di creare un personaggio distanziandosi dalla mia persona. Abbiamo lavorato tantissimo sulla sceneggiatura, Alessandro si faceva fare proposte sulle varie scene fino anche a stravolgerle del tutto. Ed è stato fantastico vedere due personalità fortissime come Claudia Pandolfi e Gassmann partecipare alla costruzione dei loro personaggi con una passione, un interesse, una gran voglia di mettersi in gioco quando dopo tutti questi anni avrebbero potuto tirarsela.

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Blazer, camicia, pantaloni, calze e scarpe, PRADA

LOI: Com’è stato tornare sui banchi del liceo? Un’esperienza simile o diversissima da quella reale?
DG: Ho fatto la maturità all’epoca del Covid e tutto era paradossale, quindi nel ritrovare la dinamica scolastica mi sono appassionato a cose che prima non notavo neanche, come la filosofia.

LOI: Che scuola hai frequentato?
DG: Ho studiato al liceo musicale, suonavo la chitarra fin da piccolo e poi la batteria. Visto che era impossibile entrare come percussionista perchè ce n’erano troppi, mia madre ha messo non si sa perché come altra opzione il contrabbasso, che ho studiato per cinque anni, mentre il mio secondo strumento è stato il pianoforte. Dovevi esibirti così tante volte di fronte agli insegnanti che questo mi ha aiutato per i provini. Adesso continuo a suonare la chitarra e il pianoforte ma ho dato via il contrabbasso, troppo ingombrante.

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Cappotto lungo, SAINT LAURENT BY ANTHONY VACCARELLO

LOI: Sei un autodidatta del cinema. Hai pensato di studiare recitazione?
DG: Da un lato ne ho la curiosità, dal punto di vista emotivo ho paura di perdere l’istinto che mi ha guidato finora. Ho fatto un solo workshop a Napoli, seguendo un metodo sciamanico basato sul fatto di dire frasi tipiche di quando sei piccolo per farti riscoprire emozioni che non sentivi da tempo. Non escludo di frequentare altri workshop in futuro.

LOI: Come vivi l’esperienza di essere riconosciuto per strada? Esci mai di casa senza occhiali e berretto?
DG: Camuffarmi? Mai, è un’arma a doppio taglio, occhiali e cappellino attirano l’attenzione. E poi, al di là dell’hype momentanea di quando è uscito “Un professore”, chi mi ferma è sempre molto educato, non sono mai stato disturbato. E durante la prima stagione sono arrivati tanti messaggi di ringraziamento sui social di ragazzi che rivedendosi nei personaggi della serie erano riusciti a riconoscere e/o esprimere più liberamente il loro orientamento sessuale.

LOI: Non racconti molto di te su Instagram…
DG: Ho sempre postato due volte l’anno, e quando sono diventato un personaggio pubblico ho tolto tante cose per non esporre troppo il mio lato privato e altre persone.

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Completo gessato, POLO RALPH LAUREN

LOI: Hai partecipato a “The Boat”...
DG: Ero molto curioso di vedere il set di un film. Interpreto Marco Bocci da giovane: in tutto sono stato sul set un giorno, a Sorrento.

LOI: Arriviamo ad Özpetek…
DG: Per recitare mi sono sempre basato sull’istinto, quando leggo la sceneggiatura cerco di empatizzare fino in fondo col personaggio,di capire cosa prova realmente... E poi nel caso di “Nuovo Olimpo” avevo anche Ferzan da osservare, il film era notoriamente ispirato alla sua vita e sentire i suoi ricordi mi ha aiutato. Credo che in generale la sensazione bella che ti lascia l’arte, sia un quadro, una canzone, un film, sia riconoscersi, empatizzare con la storia.

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Giacca, pantaloni e scarpe, EMPORIO ARMANI

LOI: Il tuo film preferito?
DG: “Il curioso caso di Benjamin Button”, mi piace il perdersi del protagonista: sono un malinconico, mi piace la sensazione di vivere una cosa che deve finire. Ho adorato “La La Land” perché ho la musica dentro. Il mio film preferito in assoluto, fin da bambino, è “La maschera di ferro” con DiCaprio: un film stra romantico dove l'amicizia e l’amore vincono anche sulla cattiveria più cattiva.

LOI: Con quali registi ti piacerebbe lavorare?
DG: Sono affezionato ai film di Scorsese, Wes Anderson, David Fincher, Tarantino, lavorare con loro sarebbe fantastico. Vado tanto al cinema perché cerco di rubare con gli occhi: “ruba con gli occhi” il consiglio che mi ha dato D’Alatri e penso funzioni.

LOI: Un ruolo che vorresti?

DG: Alla Chalamet in “Dune”, lontano dalle nostre regole, ambientato nel futuro e su un pianeta diverso dal nostro.

LOI: I tuoi attori modello?
DG: De Niro, Al Pacino, DiCaprio.

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Camicie sovrapposte, pantaloni e boots, BOTTEGA VENETA

LOI: Ti piace la moda? Come definiresti il tuo stile?
DG: Di moda non so molto anche se mi è piaciuto assistere alla mia prima sfilata e ormai la moda è entrata nel cinema, ne fa parte. Nella vita normale mi vesto con capi oversize e tutto di nero.

LOI: Cosa provi quando ti vedi sullo schermo?
DG: Tendo a vedermi una volta sola per capire cosa potevo fare meglio, o diversamente. Quando ho visto “Nuovo Olimpo” ero così diverso da me stesso che mi ha fatto impressione. La mia famiglia mi ha detto che dopo cinque minuti si erano dimenticati che ero io. Se avessi fatto questo film oggi l’avrei fatto diverso, ma è la cosa affascinante dell’arte.

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Suit, MOSCHINO

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