Il 31 marzo è la Giornata Internazionale della Visibilità Transgender
Celebrata ogni anno il 31 marzo, l’International Transgender Day of Visibility si conferma come un appuntamento cruciale nel calendario dei diritti civili. Una giornata che non si limita alla commemorazione, ma che punta i riflettori sulla forza, la creatività e l’impatto positivo delle persone transgender e gender-expansive nella società. Nel 2025, numerose città italiane hanno risposto all’appello, organizzando eventi, dibattiti, mostre e performance artistiche con l’obiettivo di promuovere inclusione, consapevolezza e visibilità.
A differenza del Transgender Day of Remembrance, nato nel 1998 per ricordare il brutale omicidio di Rita Hester, donna trans afroamericana accoltellata nella sua abitazione di Boston, la giornata del 31 marzo vuole raccontare una storia diversa. Nata nel 2009 per volontà dell’attivista statunitense Rachel Crandall, questa ricorrenza segna un punto di svolta: celebrare la vita, i successi, la determinazione. Un atto politico e simbolico, necessario per contrastare le narrazioni mediatiche che spesso riducono le persone transgender a vittime di violenza o marginalità. È, invece, uno spazio di espressione e orgoglio, dove a emergere sono la resilienza, la dignità e la conquista di un posto nel mondo.
A incarnare questo spirito, volti noti e nuovi simboli culturali. Come Alex Consani, modella rivelazione delle passerelle internazionali, tra TikTok e passerelle delle più importanti case di moda, da Chanel a Prada, icona di un’epoca che cerca – e spesso trova – nelle sue figure più giovani i codici per interpretare il presente.
O come Ambrosia Fortuna, performer e attivista italiana che nel giugno 2024, intervistata da L’OFFICIEL Italia, ha ribadito l’urgenza di abbattere stereotipi e pregiudizi, chiedendo a gran voce maggiore accettazione della diversità di genere all’interno della comunità queer e della società in senso più ampio.
Ma se la visibilità è in crescita, non lo è necessariamente la garanzia dei diritti. I numeri parlano chiaro. Secondo Italia Trans Agenda, il 60% delle persone transgender in Italia subisce discriminazioni nell’accesso al lavoro. Ancora più allarmante è il dato sui più giovani: il 43% tra i 12 e i 18 anni abbandona la scuola dell’obbligo prima del completamento del ciclo scolastico. Un vuoto educativo e sociale che si traduce in fragilità strutturali difficili da colmare. Per questo la Giornata della Visibilità Transgender non può esaurirsi in una celebrazione: è un monito politico e culturale, un’occasione per pretendere azioni concrete e durature.
«Può essere incredibilmente difficile e doloroso scavare tra i diversi strati di chi siamo per trovare il nostro vero sé», diceva Elliot Page in un'intervista del Gennaio 2024 a L'OFFICIEL Italia. L'attore di "Juno" (2007), film che gli è valsa una candidatura all'Oscar come miglior attrice protagonista, era presente alla Milano Fashion Week come ambassador della nuova fragranza maschile di Gucci. «Questo vale per tutti: etero, queer, cis, trans. Non importa, ma ne vale sul serio la pena. E spesso la cosa che ci spaventa di più è la direzione in cui dobbiamo andare per ritrovarci o trovarci. Alla fine di questo percorso la gioia che provi è così diversa da qualsiasi cosa avresti mai pensato di poter provare, il mio libro parla proprio di questo, è la mia storia e la mia volontà di condividerla con tutti».
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, nel mondo ci sono circa 25 milioni di persone transgender, pari allo 0,3-0,5% della popolazione globale. In Italia, stime recenti parlano di una presenza tra lo 0,5% e l’1,2% della popolazione – ovvero tra 400.000 e 500.000 individui. Eppure, nonostante l’aumento della visibilità e il fermento culturale, il quadro giuridico rimane parziale: solo 18 costituzioni nazionali vietano esplicitamente la discriminazione basata sull’orientamento, appena 5 menzionano l’identità di genere.