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Daniel Craig in "Queer" di Guadagnino: «Un'occasione che non potevo lasciarmi sfuggire»

Daniel Craig ha trascorso il fine settimana a Milano per presentare Queer, il nuovo film di Luca Guadagnino, atteso nelle sale italiane dal 17 aprile.

Daniel Craig vestito di grigio in un abito giorgio armani alla premier del film queer (Getty Images)
Daniel Craig (Getty Images)

Milano accoglie "Queer": la premiere del film di Luca Guadagnino e l’intervista di Daniel Craig a Che Tempo Che Fa.

Tratto dal romanzo di William S. Burroughs, già presentato alla Mostra del Cinema di Venezia, "Queer" arriverà nelle sale italiane il 17 aprile. Al centro del racconto del film c’è Daniel Craig, che per l’occasione è stato ospite di "Che Tempo Che Fa", intervistato da Fabio Fazio. Un momento di riflessione su una carriera attoriale in trasformazione. "Queer" è un film complesso, stratificato. Guadagnino mette in scena un Messico quasi irreale, un luogo che si dissolve nella fotografia, nei corpi e nei silenzi. Il protagonista, Lee, interpretato da Craig, è un uomo che si muove in questa dimensione sospesa cercando qualcosa che non sa definire. Un personaggio difficile, che vive di mancanze e desideri irrisolti. «Ha un vuoto dentro che cerca di riempire con l’amore», ha detto l’attore durante l’intervista. «Riconosco molte cose di me in lui».

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Fabio Fazio e Daniel Craig durante la puntata di Che Tempo Che Fa di domenica 30 marzo (Getty Images)

Seduto sulla poltrona di Che Tempo Che Fa, sul Nove, Daniel Craig ha ripercorso anche i suoi anni nei panni di James Bond. «È stata una delle gioie più grandi della mia vita», ha detto con semplicità. «Ma adesso guardo avanti. Quando Luca è venuto a trovarmi con il copione di "Queer", ho capito subito che non potevo dire di no. È un ritorno al tipo di cinema che facevo agli inizi». Le scene più esplicite del film, che hanno già fatto discutere, non sembrano preoccuparlo: «Ci sono tante cose che mi imbarazzano, non quelle scene. Abbiamo raccontato parte della vita».

 

Guadagnino, durante la premiere milanese, ha spiegato il senso profondo del film: «Queer è un inno alla diversità, ma anche alla vulnerabilità. Non è solo una storia d’amore, è un modo di raccontare ciò che spesso non si dice». Alla domanda sulle possibili reazioni del pubblico, il regista ha risposto con calma: «Ogni forma di censura, se arriva, è un segnale. Vuol dire che l’opera ha toccato un nervo». Il film, che sarà distribuito è anche l’occasione per parlare del futuro. Guadagnino ha confermato di essere al lavoro su un nuovo progetto e ha lasciato intendere una possibile connessione con "Camere separate" di Pier Vittorio Tondelli. Un segno di continuità nel percorso di un regista che ha fatto del desiderio e della complessità dell’identità il cuore del suo cinema.

Guarda l’intervista di Fabio Fazio a Daniel Craig a Che Tempo Che Fa.

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