Come le farfalle: Mary Katrantzou racconta la nuova capsule di Bulgari
La designer greca Mary Katrantzou nella nuova capsule collection di Bulgari intrerpreta l’universo Serpenti.
Un esercizio creativo che racchiude un messaggio strong: per crescere bisogna sapersi trasformare.
Nuovo capitolo per Serpenti Through the Eyes of, la capsule collection con cui Bvlgari invita ciclicamente designer e crea- tivi a reinventare una delle grandi icone della maison, i Serpenti appunto. Protagonista dell’appuntamento primaverile (i prodotti sono in boutique da aprile) è Mary Katrantzou, con cui la griffe aveva stretto i contatti durante il primo show di alta moda orga- nizzato dalla stilista nel 2019, tra le colonne doriche del Tempio di Poseidone a Capo Sunio. In quell’occasione, Bvlgari aveva prestato a Katrantzou alcuni pezzi di alta gioielleria, dopo di che i rapporti si sono intensificati fino al concretizzarsi della nuova rivisitazione dell’universo Serpenti, come in passato avevano già fatto Alexan- der Wang, Nicholas Kirkwood o Yoon per Ambush.
L'OFFICIEL ITALIA: Agli esordi del tuo marchio i gioielli erano stati un elemento chiave, con quelle enormi stampe trompe l’oeil di monili. Che rapporto hai con i preziosi?
MARY KATRANTZOU: Nonostante quelle prime fantasie in cui proponevo gioielli impossibili da indossare nella realtà, finora non mi ero mai davvero domandata cosa significhino per me. Più che una connessione personale, mi affascina l’idea di bellezza che trasmettono. Questa collaborazione mi ha dato l’occasione di ripensarli, di ricontestualizzarli non come semplice elemento decorativo, ma con un significato più strutturato, profondo.
LOI: Com’è composta la collezione?
MK: Sono partita dal modello di borsa Serpenti in nappa e ho disegnato tre varianti, tutte legate al concetto di metamorfosi. Fonte primaria di ispirazione è stato l’orologio Serpenti Arlec- chino del 1968, da cui ho preso spunto per le coloriture; sono particolarmente fiera di avere introdotto due elementi mai rea- lizzati prima nel mondo degli accessori della maison.
LOI: E cioè?
MK: Uno dei privilegi più grandi di questo progetto è stato l’accesso all’archivio di Bvlgari. Lì ho scoperto delle minaudière prodotte tra gli anni ’60 e ’80 che mi hanno dato l’idea di crearne una a forma di testa di serpente. Mentre ho trasformato il corpo nel manico sinuoso di una delle tre bag. Più conosco la griffe e più mi accorgo di quanto abbiamo in comune in termini di riferi- menti e background culturale. Sapere di avere apportato dei tratti di novità a un universo estetico già tanto ricco mi rende felice.
LOI: Altro elemento chiave, sono le farfalle che prendono vita dalla testa del serpente nei foulard, come negli incredibili ricami tridimen- sionali eseguiti a Parigi dall’atelier Montex. Metamorphosis, oltre al nome dei modelli della capsule, è dunque un messaggio al mondo?
MK: Siamo entrati nel vivo della progettazione proprio nel momento in cui la Gran Bretagna iniziava il primo lockdown. Per una mente creativa è impossibile prescindere da ciò che la cir- conda. Il fatto di lavorare con un simbolo potente come il serpente, che per crescere deve cambiare pelle, ha dato un senso di rinascita, di evoluzione a livello umano che ritengo necessario nel contesto in cui viviamo.