Fashion Week

Sexyness a 360 gradi per Mugler

Il direttore creativo Casey Cadwallader definisce per Mugler una moda dall’erotismo consapevole e sfaccettato. Dove tutti possono esprimere la propria seduttività
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We should all be sexy. Se da Mugler volessero reinventare il claim lanciato da Maria Grazia Chiuri chez Dior, questo sarebbe il risultato. Che la maison abbia da sempre una spiccata propensione verso un’estetica maliziosa, non è una novità. Quello che però fa il direttore creativo Casey Cadwallader è sparigliare il binomio seduzione/perfezione, per mandare in passerella diverse fisicità, ognuna con il proprio codice di attrazione. Le scollature profonde, la vita strizzata e denudata, le silhouettes aderenti vengono interpretate da donne che svelano il corpo per piacersi e non per compiacere. Insieme a loro sfilano uomini issati su tacchi altissimi e mani guantate, figure altrettanto decise a sprigionare una carica erotica al di fuori dei soliti schemi. Dopo tante stagioni al limite dell’asessuato, la moda sembra riscoprire la voglia di una eleganza sfrontata (vedere alla voce Anthony Vaccarello, con la sua sfilata da urlo per Saint-Laurent). E Mugler è pronto a cavalcare l’onda.

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