Beauty

Make up artists' new wave. Dal 2019 al 2022

Sono gli anni del rilancio di Gucci Beauty, del debutto nel makeup di Hermès e Valentino e del cambio generazionale nei brand del lusso a favore di make up artists dal forte appeal sui social. 

Gucci Westman, Lisa Eldridge, Gregoris Pyrpylis, Raoul Alejandre, Lucia Pica, Isamaya Ffrench, Violette
Gucci Westman, Lisa Eldridge, Gregoris Pyrpylis, Raoul Alejandre, Lucia Pica, Isamaya Ffrench, Violette
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Campagna Gucci Beauty, foto Martin Parr, make up di Thomas de Kluyver @thomasdekluyver
Gucci FW 19, make up di Thomas de Kluyver @thomasdekluyver

Nel 2019 Alessandro Michele, in piena hype, reimmagina ex novo il makeup di Gucci, con un riuscitissimo mix di estetica vintage e immagini di rottura (la campagna del rossetto di Martin Parr con il macro della dentatura vistosamente irregolare  della musicista Dani Miller), a partire da due rossetti che diventano l’immediato oggetto de desiderio delle fashion addicts di tutto il mondo. La strategia di marketing è quella del drop to drop con lanci mirati e distanziati di singole categorie di prodotto, seguendo il modello di Tom Ford. Michele nomina Thomas de Kluyver Global Makeup Artist del brand. Australiano trasferitosi a Londra, formatosi sui libri di Nars e Stephane Marais, de Kluyver si ispira a Kim Gordon e Courtney Love, è stato un protegé di Pat McGrath, lavora per i_D, Dazed e British Vogue, spesso con Harley Weir.

Gregoris Pyrpylis, foto Thomas Chéné

Il secondo decennio del 2000 inizia con il lancio di Hermès Beauté, a partire da 24 rossetti in astucci ipergrafici a blocchi di colore disegnati da Pierre Hardy, che per la maison crea le scarpe e i gioielli. Veri oggetti da collezione, studiati nei minimi dettagli per corrispondere in pieno all’idea di lusso esigente della tipica cliente Hermès.  Due anni dopo viene nominato direttore creativo Gregoris Pyrpylis, già assistente di Tom Pecheux e poi make up artist per Shiseido, truccatore of choice di Adèle Exarchopoulos, Laetitia Casta e Lyna Khoudri. Pyrpylis afferma di aver plasmato la sua estetica sull’arte di «Mark Rothko, Claude Monet, Henri Matisse, Frank Stella, Josef Albers, Wassily Kandinsky, Agnes Martin, Etel Adnan e grandi greci come Alekos Fassianos e Yiannis Moralis». Se definisce il suo stile «un’armonia di colori e di luci», per il trucco Hermès parla di collezioni «complete ma reticenti, significative, essenziali ma in grado di trasmettere la voglia di mettersi ancora a sperimentare coi colori».

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Collezione trucco Chanel 2020, makeup di Lucia Pica @luciapicaofficial
Kristen Stewart, collezione ombretti Chanel, makeup di Lucia Pica @luciapicaofficial
Lucia Pica @luciapicaofficial
Trucco Byredo, make up di Lucia Pica @luciapicaofficial
Raoul Alejandre @raoulalejandre
Zendaya, make up di Raoul Alejandre @raoulalejandre

Il 2020 è anche l’anno della notizia bomba che Lucia Pica,  dal 2015 Global Creative Makeup & Color Designer, lascia Chanel (la ritroneremo nel ’22 da Byredo, come partner creative di Ben Gorham dove prima c’era Isamaya Ffrench).

A marzo ’21 Valentino introduce (con L’Oréal), Valentino Beauty, partendo dall’idea di Pierpaolo Piccioli che per il marchio il rapporto con il colore sia simbiotico e intuitivo e che i cosmetici siano a tutti gli effetti accessori fashion. Così il packaging è nel rosso con una punta di rosa trademark Valentino, anche se poi usciranno prodotti di altri colori, tra cui il pink dallo spirito punk best seller della moda ben prima del Barbiecore. E se le sfilate restano prerogativa di Pat McGrath, come Global Makeup Ambassador il brand sceglie Raoul Alejandre, make up artist e fotografo messicano basato a Los Angeles. Alejandre è l’artefice dei trucchi più memorabili di Zendaya, Willow Smith e FKA twigs, il suo makeup mette insieme  creature spaziali, Cleopatra ultra fatali, tutto il glamour della vecchia Hollywood, e un omaggio all’eclettismo di Pat McGrath. Da poco il nuovo Make Up Artist Valentino Beauty è Ludovic Winnoc Engrand, signature look un incarnato ultra glowing. Le sue ispirazioni? All’inizio della carriera «La favolosa Kate Moss di Bruce Weber», poi lo stile «visionario e totalmente incurante dei trend» di Yohji  Yamamoto,  e ora soprattutto «l’heritage dei colori della Maison Valentino, con tutta la sua audacia, come nell’incredibile Pink PP».

Violette, foto Steven Pan @stevenpan

Nel luglio 2021 Guerlain annuncia la nomina a Creative Make up Director di Violette, che prende il posto tenuto per oltre 20 anni da Olivier Echaudemaison.  It girl che ha saputo reinventare l’eterno femminino francese in versione contemporanea, studentessa d’arte all’École du Louvre, autodidatta del trucco, già protegée di Carine Roitfeld, dal ’17 Global Beauty Director di Estee Lauder, il che le ha permesso di allargare la sua visione ad altri mercati, ha appena lanciato la sua linea di beauty on the go, Violette_fr. Soprattutto, ha un canale YouTube che le ha permesso di costruirsi una fan base molto più allargata dei suoi 545mila followers su Instagram, e di entrare in intimità con il pubblico. Ancorata alla sensorialità femminile, convinta che il senso del trucco non sia correggere difetti ma celebrare un mood, che la bellezza non debba essere impeccabile ma dissonante, considera il suo ruolo nella maison fondata nel 1828 paragonabile a quello di un fashion designer alla guida di un brand storico: «Guerlain è la haute couture della bellezza, tutto quello che faccio deve essere all’altezza degli standard della couture».

Gucci Westman

Altrettanto intimo è il rapporto via tutorial su IG e YouTube  instaurato col pubblico da Gucci Westman, tra le makeup artist preferite di Grace Coddington, visionaria (e influentissima) creative director di Vogue americano fino al 2016. È attraverso Vogue che Westman conosce, e diventa amica e complice inseparabile dei red carpet di Julianne Moore, Sofia Coppola, Anne Hathaway, Nicole Kidman,  Naomi Watts… International Artistic Director di Lancome dal 2003 al 2007, lancia Westman Atelier nel 2018, una linea “senza compromessi” interamente fondata sull’innovazione, perché utilizza solo ingredienti alternativi ai derivati tossici della petrolchimica. «Eravamo clean prima che la parola diventasse una categoria del beauty. Tutto quello che facciamo è stato creato in vari laboratori su misura per questa linea,  ingredienti, packaging, formule. In questo senso sono tutti dream products. All’inizio è stato molto difficile per me incorporare i social media nella mia strategia,  ma oggi credo che sia stato il mio propormi in maniera autentica ad attirare le persone: Instagram è fantastico perchè crei una community e hai feedback immediati».

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Lisa Eldridge, foto di Mateusz Sitek
Sheika Daley
Thom Walker, foto di Theo Sion

Ha 1,9 milioni di followers su Instagram e un seguitissimo canale YouTube Lisa Eldridge, Global Creative Director del makeup Lancome dal 2015, succeduta ad Aaron De Mey che a sua volta aveva preso il posto di Gucci Westman. Appassionata di storia del makeup e di cosmetici vintage, ha firmato i servizi più belli di Emmanuelle Alt a Vogue francese, e lavorato con Nick Knight, Sølve Sundsbø, Mert & Marcus. Anche lei ha lanciato il proprio marchio, nel 2019, e a lei si affidano per i red carpet (ed Eva Green anche per il set dei “I 3 moschettieri”) Kate Winslet, Keira Knightley, Dua Lipa.

A rafforzare l’immagine di Lancome in America in termini di inclusività, il brand ha nominato l’anno scorso International Makeup Artist Sheika Daley, auto-didatta formatasi sulle immagini  di Dick Page, Billy B, Pat McGrath e Kevyn Aucoin, cui si deve il trucco agli Oscar della vincitrice come miglior attrice non protagonista Da’Vine Joy Randolph.

Quasi contemporaneamente all’arrivo da Guerlain di Violette, Givenchy Parfums nomina nel gennaio ’22 un nuovo Direttore Creativo Make Up, Thom Walker, che va a prendere il posto di Nicolas Degennes, che aveva sviluppato l’identità edgy chic della linea nata nel 2004 rifacendosi ai codici atemporali di Hubert de Givenchy, e lanciato il geniale best seller Prisme Libre. Walker, il cui signature look è un trucco naturale con una pelle piuccheperfetta, al tempo stesso bold e timeless, lavora con Sølve Sundsbø e Rafael Pavarotti, e ha appena truccato FKA twigs per la cover story del primo numero diretto da Chioma Nnadi di British Vogue.

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Isamaya Ffrench per Burberry Beauty @isamayaffrench
Sfilata Thom Browne, make up di Isamaya Ffrench @isamayaffrench
Isamaya Ffrench @isamayaffrench

Il ’22 vede il lancio di Isamaya Beauty, la linea di Isamaya Ffrench, prodotti best seller il rossetto nel tubetto a forma fallica e il mascara col piercing. Difficile da collocare in relazione a un marchio, ma impossibile da ignorare per la sua rilevanza, Isamaya è la figura più disruptive e atipica degli ultimi dieci anni. Per lei la definizione di artista assume la pienezza del suo valore convenzionale e l’ormai abusata dichiarazione d’intenti di voler “push the boundaries” appare pienamente giustificata. Si esibisce in teatro, dirige video musicali, reinventa perennemente la propria immagine mischiando glamour ipersofisticato e elementi disturbanti, tra prostetica e bondage. Tutti la vogliono per assicurarsi un po’ della sua coolness, ma evidentemente nessuno riesce a tenerla. Passa da YSL a Tom Ford, da Byredo a Louboutin a Burberry, oggi è Beauty Curator di Off-White. E festeggia dieci anni di sfilate di Junya Watanabe a sottolineare il suo lasting power nel fashion system.

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