Jaguar e Artissima 2021: bandiera a scacchi al Talent Road Show
A Torino, con i 10 talenti italiani emergenti, finalisti di JaguArt, che hanno partecipato con le loro opere alla mostra collettiva “Sustainable Revolution” di Jaguar Land Rover per un futuro etico e sostenibile.
Negli spazi glaciali della ex pista olimpica di pattinaggio la luce rimbalza dalle grandi vetrate segmentate sulle gigantesche strutture metalliche, e poi giù nel labirintico alternarsi degli stand disposti a castro romano, laddove i pannelli bianchi creano illusioni prospettiche, offrono impudicamente le opere degli artisti in esposizione o nascondono anfratti che svelano per contrappunto all'occhio del gallerista esperto la natura dei visitatori.
Chi passa rapido lo sguardo, e sa già cosa cerca, chi è invece oltre e poi d'improvviso si arresta, si sofferma e poi si avvicina, approfondisce, esplora, imbastisce relazioni; molti paiono seguire un invisibile radar, un istinto, o si lasciano guidare dal fascino della serendipity. L'arte rende visibile l'invisibile ma qui - nel luogo dove si fa momento artistico (controtempo, come vuole il concetto ispirativo di questa edizione) e non solo si mette in mostra ma partecipa alla fiera, non può sfuggire alla competizione e al dialogo, è giocoforza un assoluto che non può che confrontarsi con le altre opere che le sono accanto di fronte alle spalle, gettata com'è dal gelido iperuranico piedistallo nell'agone luminoso sotto i riflettori dove si compete e ci si fa d'obbligo merce - ha forse anch'essa, l'arte, la sua speciale occasione per conoscere il suo di invisibile: l'occhio umano che la guarda, la parola che la descrive, la narrazione che la dispiega.
Dicono che Artissima sia diversa dalle altre fiere, più conviviale meno affaristica. La stessa direttrice, Ilaria Bonacossa, conferma come la sua collocazione temporale qui in Piemonte, culla del movimento slow cooking, nella stagione del tartufo non sia casuale ma pensata per attrarre i cinesi: mangiare il tartufo e comprare arte, un ottimo compromesso in nome del savoir-vivre. E che gli acquisti richiedano più tempo rispetto alle altre fiere autunnali lo si nota dal fatto che i visitatori passeggiano, piuttosto che camminare, difficile qualcuno segua una sua mappa anche mentale, si va per suggestioni, si sosta piuttosto per lunghe conversazioni, si vuole conoscere, approfondire, l'occasione è unica. I pranzi al Bistrot di Eataly durano un paio d'ore, e gli stranieri non si lamentano affatto se la fila per un "focaccia sandwich", qualunque cosa sia, dura circa 45 minuti.
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D'altronde, siano galleristi, artisti, appassionati, curiosi, addetti ai lavori o semplici perditempo, il popolo di Artissima è specchio di se stesso: per atteggiamento, sguardo, tic espressivi, non sapresti distinguere l'uno dagli altri, identità confuse nel loro omaggiare tutte il grande totem dell'Arte, pure l’abbigliamento segue una sua particolare forma di moda che è l’essere ostentatamente fuori moda così come il Bello non è più da tempo una priorità dell’opera d’arte. Un insieme che a sua volta si definisce nell'insieme che tutti accoglie, nel Grande Setaccio che ha chiuso fuori il mondo e selezionato le pepite d’oro, mentre fuori dalla vetrate il cielo si oscura, all'interno dell'ovale le luci scandagliano impietose e dall'alto solo una radio in diretta dall’Area Press porta accenti di quotidianità: qui il tempo è in anticipo, visione, o in ritardo, riflessione. Ciò che si rivela è il contrasto tra le opere che osservano mute e il chiacchiericcio degli umani che si raccoglie, s'aggruppa, si sfalda, sosta nei pressi, scivola accanto, si siede, procede in una qualche supposta direzione, scompare.
Contemporaneità, identità visiva, eredità, avanguardia sperimentale, le parole d'ordine come sempre lasciano il tempo che trovano, indicano direzioni in mare aperto, piuttosto piace vedere come l'arte non abbia rinunciato alla sua funzione primaria, quella di interrogarci, o scegliendo la via più facile di raccogliere le interrogazioni del presente - la sostenibilità, la digitalizzazione, il futuro migliore - sul mondo che abitiamo: per sfuggire alla prigione dell’intrattenimento come la definisce il filosofo Byung-chul Han deve rinunciare alle lusinghe del farsi sempre più godibile, narrabile e appassionante, e ricostruire il suo originario rapporto con la verità. Meno fiction più sapienza artigianale nell’affrontare la sfida del contemporaneo che si fa universale se oggi la tecnologia concede facilmente a tutti l’illusione d’essere artista decine di volte al giorno, altrimenti il ritorno alla pittura appare più come una fuga o un’evasione ora che l’audiovisivo è in mano a tutti.
Qui dove offre il suo lato mercantile, e per essere libera ha bisogno d’essere sostenuta, si fa quotazione, oggetto di lusso, non può tuttavia mancare d’essere ricerca, di proporre nuovi sguardi, di sfidare le convenzioni. Qui dove tutto è spazio dell’arte, e allora anche l’arte pare dappertutto. Nella giostra dei segni e dei significanti pure un grappolo di rossi estintori al centro di un corridoio. A saperli cogliere.
Il resto è sempre talento, disciplina, coraggio.
Estremo punto di contatto tra oggetti mediali e materiali, l’arte. Condannata a sopravviverci. Se l’approdo è un museo, non sia il suo orizzonte.
Per una Sustainable Revolution
La mostra collettiva JaguArt ha raccolto le opere sperimentali di tutti i 10 giovani talenti finalisti, uniti dalla volontà di promuovere un cambio di passo che unisca, a 360 gradi, il mondo della mobilità automotive, con scelte etiche globali e sostenibili nell’ottica di un futuro più responsabile: lavori che rimarcano il ruolo rivoluzionario dell’arte nell’attivare riflessioni inattese, scandagliando meccanismi e processi assodati.
Una rivoluzione sostenibile che ben si affianca e mette in risalto il percorso innovativo e costante intrapreso dal brand Jaguar negli ultimi anni, per promuovere una mobilità futura sempre più green. Un’evoluzione che esplode nella strategia “Reimagine” di Jaguar Land Rover, che propone una reinterpretazione altamente sostenibile del lusso moderno, con esperienze esclusive e un positivo impatto sociale.