A Venezia per Homo Faber. Non solo alla Fondazione Cini, ma anche in giro per la città
Dura fino all’1/5 la seconda edizione di Homo Faber, l’occasione per ammirare la vis creativa di artigiani di tutto il mondo in un mix di tecniche antichissime, nuovi materiali, creatività acuita da una conversazione tra culture diverse
Frutto dell’impegno e del costante lavoro di scouting e networking della Fondazione Michelangelo e della Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte, quest’anno la mostra veneziana Homo Faber dedicata all’alto artigianato si è data il fil rouge del Giappone, dove gli artigiani eccellenti sono considerati tesori viventi. 12 tesori viventi giapponesi sono celebrati sull’isola di San Giorgio in un epurato Stone Garden nella sala de “Le nozze di Cana” di Tintoretto, o evocati in opere come una riedizione dello storico Vaso con pavoni di Ginori in porcellana bianca del 1902 rivisto con la tecnica giapponese del kintsugi. Una sezione, nella Biblioteca del Longhena, è dedicata alla porcellana, un’altra alla carta, mentre Blossoming Beauty è il padiglione immersivo di Venini che ha chiamato 10 flower designer internazionali a progettare vasi immaginifici per le loro composizioni. Bob Wilson mette in scena nella piscina Gandini la sua celebre Madama Butterfly del 93 all’Opera di Parigi , il gabinetto di curiosità a cura del gallerista Jean Blanchaert e Stefano Boeri allinea una splendida selezione di oggetti d’artigianato provenienti da tutta Europa. Artigiani di Hermes, Lemarié e grandi manifatture di orologi danno dimostrazione dei loro skills nella sezione a cura di Judith Clark dedicata alle maison del lusso, dove chimoni di Chiso affiancano creazioni di Schiaparelli, Capucci, Dolce & Gabbana, gioielli di Piaget, Van Cleef & Arpels, Cartier... Su prenotazione si può seguire un corso di ikebana tradizionale coi maestri di Ikebana Ohara (ikebanavenezia.it), una vera lezione di filosofia al limite della meditazione oltre che esercizio estetico per celebrare “la gioia dell’impermanenza”.
La mostra prosegue con Homo Faber in città, evento che coinvolge oltre 60 realtà, dal laboratorio del teatro de La Fenice alla tessitura Luigi Bevilacqua. In quest’ambito l’hotel Splendid Venice ospita la mostra “Splendidi dialoghi”, un invito alla scoperta dell’alto artigianato veneziano che guarda al Giappone tra le sue fonti di ispirazione, dai chimoni realizzati con tessuti di Nagoya per la Madama Butterfly dall’Atelier Nicolao, al chimono di Rubelli per Armani, dalle scatole in carta giapponese di Paperoowl ai vasi in mosaico Ruku di Massimo Micheluzzi fino a quelli di canne di vetro di Attombri e alle lampade ispirate alle silhouette delle bambole di legno giapponesi di Salviati. Per finire coi deliziosi sgabelli in legno che riprendono il bugnato di Ca’ Pesaro di Lunardelli, cui cuscini di velluto di Rubelli con fantasie orientaleggianti aggiungono il necessario tocco jap. Vale la pena fermarsi a pranzare o cenare nel patio dell’hotel: il ristorante Le Maschere punta sulla cucina veneziana tradizionale, con un’attenzione particolare si dessert, vedi una millefoglie ultra golosa, come bere un Bellini o uno Spritz sull’altana.
Affascinati dalla mostra siete decisi a scoprire gli artigiani veneziani più creativi? “Venezia su misura craft shopping guide” (Gruppo Editoriale) è una guida sintetica e preziosa illustrata dalle bellissime immagini di Dario Garofalo, su progetto di Alberto Cavalli, direttore della Michelangelo Foundation