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Ski destination: l'hotel The Chedi Andermatt

Il 30 ottobre con l'apertura del Gemsstock inizia la stagione sciistica di Andermatt. Da godersi sulle piste e al Chedi.

Il bar
Il bar

Immaginare un hotel di lusso che unisse la filosofia e l’estetica orientale del gruppo committente (Chedi in tailandese significa tempio) e l’architettura classica locale, nella fattispecie lo chalet alpino: un incarico non semplicissimo sulla carta, ma che l’architetto Jean-Michel Gathy ha saputo risolvere egregiamente. Il risultato? il The Chedi Andermatt, un insieme di costruzioni organicamente inserite nel paesino della valle di Orsera, con facciate di legno e pietra che svelano interni ultra cozy, in un fluire di spazi dominati da cataste di tronchi inserite come motivo ornamentali nelle pareti, sculture di legno a sostituire i tradizionali trofei di caccia, file di lampadari di cristalli Swarovski a illuminare la lobby, cristalli e pietre dure giganti a ripristinare una good vibe , tavolini in bronzo a forma di foglia di loto art deco, campane tibetane, pareti di roccia scintillanti di microcristalli, lampade traforate che proiettano ombre di pizzi preziosi sulle pareti, divani e poltrone ultra comodi che invitano a pigri e golosi afternoon tea, grandi vetrate per lasciar entrare la luce e il paesaggio innevato…

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La Wine Library
Una stanza
La piscina interna

L’albergo è stato concepito come destinazione autosufficiente da cui si esce solo per andare sulle piste, adatte ai fan del freerider come agli sciatori tradizionali. Non è neanche necessario portarsi l’attrezzatura: può provvedere a tutto lo ski butler. Il resto del tempo lo si passa al centro fitness (equipaggiato Technogym), in piscina (l’indoor pool  di 35 m, l’esterna di 12), alla spa (per facials Omorowicza e Tata Tarper o per massaggi vari, incluso quello signature di riequilibrio dei chakra), al bar (con un cocktail menu particolarmente creativo), e godendosi la cucina di The Restaurant, con le sue 4 cucine a vista e la cheese cellar alta 5 metri, e di The Japanese, giapponese sublime 1 stella Michelin con una fantastica selezione di sake, così apprezzato che ne è stato aperto un secondo nel rifugio a 2300 metri di altezza delle piste da sci sul monte Gutsch.

Ultra confortevoli le stanze, dalle più piccole di 55 mq alla suite più grande di 350, con letti Hastens, docce goduriose, caminetti che danno sull’interno come sulla terrazza e un sistema di illuminazione magistrale, riposante e flattering.

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