Arriva al cinema il biopic su Aretha Franklin, "Respect"
Protagonista Jennifer Hudson, scelta dalla stessa Queen of Soul per impersonarla sul grande schermo. Scopri trama, cast e trailer di Respect, il biopic su Aretha Franklin in arrivo al cinema
Dopo il film di Lee Daniels su Billie Holiday, e prima della serie televisiva annunciata su Josephine Baker con Ruth Negga, il biopic di Liesl Tommy su Aretha Franklin racconta il percorso di un'altra leggenda femminile black della musica. Il film è (un pò troppo) lungo, la narrativa piatta, senza colpi di genio introspettivi, ma è l'occasione per scoprire: A) la genesi di molte hit della cantante B) il suo impegno a fianco di Martin Luther King, amico di suo padre C) l'evoluzione della moda americana tra anni 50 e 70.
Jennifer Hudson (Oscar per "Dreamgirls"), figlia di un reverendo (Forest Whitaker) che l'inizia alla musica facendola cantare nel coro della chiesa e che pretende di controllarne le scelte di vita e carriera, e di una madre che per vivere la sua indipendenza ha dovuto abbandonare la famiglia, viene violata molto giovane, rimane incinta, sposa un primo marito super sexy ma che si rivela dispotico e abusivo quanto il padre (Marlon Wayans), un secondo marito supportivo, ha un rapporto di rivalità ma anche di assoluta complicità con le sorelle che le fanno da chorus girls, abbandona qualsiasi impegno glam ogni volta che Martin Luther King le chiede di cantare a una convention per i diritti dei neri, ammira Angela Davis, trasforma in hit i suoi rapporti con gli uomini, dicendo loro quello che ha da dire più chiaramente sul palco che nella vita domestica, diventa un'alcolizzata e si riscatta grazie al gospel..
Il titolo, quello di una delle sue canzoni più celebri, è la chiave di lettura del film, il racconto della sua progressiva presa di distanza da una società che le impone regole restrittive in quanto donna e in quanto nera e da uomini (il padre, il marito) che pretendono di parlare per lei, di scegliere per lei
Il film è particolarmente godibile anche come uno spaccato di storia della moda americana, con lei che passa dal tailleurino bordato di pelliccia portato con cappellino pillbox del giorno in cui si presenta per la prima volta alla Columbia agli abiti di scena super glamorous tutti lameè e cristalli, dai capelli stirati dalla nonna quando è bambina ai bouffant anni '70 alla testa afro all'Angela Davis più tardi.