WHITE lancia Sign of the Times, la campagna che promuove i talenti italiani
In concomitanza con la Fashion Week di Milano, dal 23 al 26 settembre il salone di moda contemporary torna in presenza animando il Tortona Fashion District
Dal 23 al 26 settembre, al centro della fashion week milanese, WHITE torna in presenza con un nuovo format e la campagna SIGN OF THE TIMES, che esprime un importante cambiamento nella strategia di sviluppo del tradeshow, che punta a evolvere nei prossimi mesi una vera e propria “fiera diffusa” e piattaforma omnichannel. Dopo la pandemia è stato necessario ripensare alla progettualità̀ dell’azienda, per permettere a WHITE di restare al passo con i tempi. Al centro della strategia vi è il salone fisico, pensato per supportare concretamente le aziende e da cui parte la rinascita del fashion system e del Made in Italy. Imprenditori, professionisti e buyer si ritrovano “dal vivo”, con il piacere di scoprire le collezioni, toccare i prodotti e riappropriarsi della parte emozionale del proprio lavoro. Oggi più̀ che mai il format del tradeshow è fortemente business oriented e nel segno della collaborazione con tutti i player del sistema moda. WHITE – patrocinato dal Comune di Milano – è supportato da MAECI e Ice-Agenzia e in partnership con Confartigianato Imprese. Da sempre pioniere nello sperimentare modalità̀ di presentazione innovative, WHITE parte con un tema che non solo caratterizzerà̀ l’allestimento dell’edizione di settembre, ma ha soprattutto ispirato la nuova campagna advertising dal titolo emblematico SIGN OF THE TIMES. Proprio il memorabile successo musicale di Prince (Sign o’ the Times uscito nel 1987 e considerato uno dei migliori album di sempre) ha ispirato la campagna foto e video di WHITE che per la prima volta ha coinvolto quattro giovani promesse del cinema italiano. Ritratti dal fotografo Davide Musto e dal regista Federico Cianferoni in un’atmosfera Glam Rock sono protagonisti della campagna: Matilde Gioli, Ludovica Bizzaglia, Laura Adriani e Federico Cesari. Quattro personalità̀ che rappresentano la nuova generazione del cinema italiano ed emblematici del messaggio di questi tempi in cui cambiamento e inclusione assumono un’importanza davvero centrale.
Così racconta Matilde Gioli: Sono davvero entusiasta di partecipare a questa campagna Sign of the Times in un momento storico dove il cambiamento e l’inclusione sono due concetti che assumono un valore davvero importante. Per me Sign of the Times significa anche un rinnovamento dei modelli educativi per i ragazzi e una maggiore sensibilità̀ e rispetto verso il nostro pianeta”. Allo stesso modo Ludovica Bizzaglia, attrice e autrice del romanzo Di pioggia e di fiori: “È stato un grande piacere poter prendere parte a questa campagna supportando White e quei giovani designer e marchi emergenti che caratterizzano l’offerta del nostro Made in Italy. Oggi, più̀ che mai, sapersi distinguere in termini di sostenibilità̀ e inclusion non può̀ che essere un valore aggiunto all’interno della società̀”.
E sui temi della campagna prosegue Laura Adriani: “Sono contenta e fiera di vivere e poter essere testimone di questo periodo storico così importante. Ci troviamo
di fronte a un grande cambiamento che sta portando il mondo a capire l’importanza fondamentale di determinati argomenti quali il rispetto dell’ambiente in cui viviamo, della diversità̀, della parità̀ di genere, ma soprattutto dei giovani, spesso considerati, soprattutto in un paese come l’Italia, il fanalino di coda della società̀. Ora è il momento di riprenderci il nostro presente, per lasciare in futuro ai nostri figli e nipoti un mondo più̀ evoluto e civile. Conclude Federico Cesari: "Il cambiamento per me è abbattere dei limiti che sentiamo come retaggio culturale di un’altra epoca e che ormai non ci rappresentano più̀”.
SIGN OF THE TIMES esprime quanto sia importante saper leggere e interpretare i cambiamenti del sistema moda oggi nel segno di una nuova era, che parla di inclusione, sostenibilità̀ e condivisione, proprio come il lavoro dei quattro talent impegnati su queste tematiche nel cinema. Significa anche innovazione, fare sistema per Milano con generosità̀ per ricreare un nuovo business post pandemia. “Siamo ottimisti che per Milano Moda Donna di settembre riprenda il flusso di addetti ai lavori, grazie ai diversi eventi fisici già̀ programmati alla voglia di tornare in presenza, complice la campagna vaccinale – racconta Massimiliano Bizzi, founder di WHITE. E conclude: “Si prospetta che a settembre anche l’estero riprenda a viaggiare e non rinunci all’appuntamento di Milano. Oggi è davvero obbligatorio fare networking, dando logistica alla città per collegare gli attori della fashion week. Noi lo proponiamo da anni con il progetto showroom connection, che mette in collegamento la fiera con le showroom, ma oggi i tempi sono maturi e grazie alla tecnologia si può̀ fare anche un passo ulteriore, per rendere fruibile la ricerca delle showroom, razionalizzando il tempo e gli appuntamenti dei buyer. Questo è un progetto su cui stiamo lavorando anche per mettere a frutto la forza degli operatori e riportare a Milano gli oltre 26.000 addetti ai lavori che visitavano il salone pre-covid”.