WHITE Milano e WSM FASHION REEBOT insieme per insegnare la moda sostenibile
L’obiettivo di quest’anno del WSM FASHION REBOOT (al BASE Milano/EX Ansaldo, via Tortona 54) insieme a WHITE Milano in partnership con Confartigianato e col supporto di ICE Agenzia e Maeci, è quello di lanciare un forte messaggio per incoraggiare l’innovazione e ricerca finalizzata allo sviluppo, così da creare un ponte diretto tra la cultura della sostenibilità e gli stakeholder.
Il team di WHITE con la collaborazione di Matteo Ward, co-founder del brand Wråd e già direttore artistico di GIVE A FOKus (l’hub sostenibile di WHITE) cura WSM Fashion Reboot, focalizzandosi principalmente su una mostra dal titolo Health in Fashion e una serie di talks e workshop che gravitano attorno ad essa con focus sul mondo del retail.
“Il design responsabile deve essere in grado di rispondere alle reali esigenze dell’umanità, bilanciando sistematicamente necessità ambientali, sociali e individuali.” Così afferma Matteo Ward “Per questa edizione di WSM Fashion Reboot ci siamo concentrati principalmente sulla dimensione personale, ragionando su quali fossero le nostre nuove e rinnovate esigenze contemporanee alle quali anche il prodotto e/o il servizio tessile possono rispondere”
La mostra principale, Health in Fashion, tratta un tema di grande attualità che intreccia saluta, sviluppo responsabile e moda: gli indumenti possono diventare uno scudo contro batteri e virus. La mostra “porta in scena strumenti, punti di ispirazione, tecnologie e servizi per ridefinire assieme un nuovo punto di partenza, continuando un percorso avviato nelle edizioni passate e quanto mai rilevante oggi” afferma Ward.
Curata e prodotta da Cittadellarte – Fondazione Pistoletto, la seconda mostra “CirculART. Art interwoven with the supply chain” spinge la ricerca artistica a confrontarsi con i diversi comparti che compongono la filiera tessile così da poter conoscere e lavorare con tutte quelle organizzazioni che sostengono la sostenibilità e lo sviluppo innovativo.
Laura Harrington, Silvia Giovanardi, Emanuele Marullo e Juan Manuel Gomez i quattro artisti protagonisti del progetto, si sono trasformati in finestre sul processo di produzione tessile così da dare la possibilità al pubblico di osservare il procedimento di creazione e di instillare in questo un nuovo atteggiamento verso il prodotto che si acquista. Nasce così un dialogo con le diverse industrie d’abbigliamento ( le aziende sono : Brugnoli Giovanni S.p.A., Filatura Astro S.r.l., Lampo – Giovanni Lanfranchi S.p.A., Lanificio F.lli Cerruti, Lenzing Group, Officina +39, Ribbontex S.r.l., RGT Ready Garment Technology Italia, Tessuti di Sondrio) volto a valorizzare un ciclo produttivo altamente sostenibile grazie a fibre riciclate, tinture e macchinari innovativi.
Terza mostra, questa volta virtuale, è “Sustainable Thinking” del Museo Salvatore Ferragamo che, già protagonista a gennaio, partecipa di nuovo a White portando grosse novità.
Responsible Design Action presenta invece dieci designers supportati dalle piattaforme New Awareness (progetto di collaborazione ideato da Sara Sozzani Maino e sviluppata in collaborazione con i fashion thinkers Marina Spadafora, Matteo Ward e Hakan Karaosman) e Fashion with a Mission di Marina Spadafora, che si sono distinti nel panorama della sostenibilità.
I talenti selezionati sono: Patrick McDowell, di Liverpool, formatosi alla Central St Martins di Londra, grande nome nel campo della sostenibilità; BEHNO, di Shivam Punjya fondato tre anni fa, il cui cavallo di battaglia sono borse atemporali; Mozh Mozh (fondato nel 2015 da Mozhdeh Matin); Joao Maraschin con il suo brand brasiliano noto per la artigianalità unica.
Seguono poi Chitè, fondata da Federica Tiranti e Chiara Marconi, è una linea di underwear milanese che valorizza le donne di qualsiasi taglia; il giovane brand (nato nel 2019 a Parigi) D.N.I lanciato dai gemelli Paulo e Roberto Ruiz Muñoz; un’idea innovativa di abiti modulari è proposta da Flavia La Rocca che costruisce il suo brand sotto una rigida etica sostenibile e respondabile.
Gilberto Calzolari, nato e cresciuto a Milano, nel 2015 fonda il proprio brand caratterizzato da abiti demi-couture dal design elegante e senza tempo: raffinate silhouettes contemporanee e abbinamenti inaspettati si fondono a una lavorazione di altissimo livello sartoriale. Diverse culture giovani sono alla base del brand Froy, fondato da Aman Avetikyan che, grazie alle sue esperienze personali (il designer è armeno, cresciuto in Russia e laureatosi in Italia) riesce nel difficile intento di unire culture diverse per tradizione ed estetica. Il progetto è un percorso di ricerca nelle possibilità della maglieria, che esplora soluzioni originali utilizzando la maglia come un tessuto, conciliando filati tradizionali e innovativi, sfruttando materiali e processi per ottenere superfici ibride, versatili e parlanti.
Ultimo è Fili Pari, italiano, che sviluppa e promuove la costante ricerca di materiali e di fibre, interpretando e rielaborando il concetto tradizionale di moda, senza mai allontanarsi dall’amore per la propria terra. Un progetto che punta sull’innovazione tecnologica con il brevetto della membrana Veromarmo, un microfilm indossabile contenente polvere di marmo.
È digitale l’appuntamento per i talk, da segnalare : esponenti di alcuni tra i più innovativi concept store del mondo delle nuove tecnologie re-inventano l’esperienza d’acquisto rendendola più eco-friendly; un altro talk dà spazio a start-up (quelle coinvolte sono BCOME, STENTLE COMPANY e SENSO IMMERSIVE DRAWLIGHT) e aziende che grazie a nuove tecnologie re-inventano l’esperienza di acquisto grazie ad un’assistenza vocale e smart mirror.
Sabato 26 settembre alle ore 11.00 sarà la presentazione del libro “La Rivoluzione Comincia dal tuo Armadio” di Luisa Ciuni e Marina Spadafora. Un calendario ricco di attività e incontri sempre al BASE MILANO/Ex Ansaldo di via Tortona 54.