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Walter de Silva, dalle auto alle scarpe il passo è breve

Nella vita c'è sempre tempo per una nuova avventura, merito dell'amore per il bel design e per la qualità
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Il designer italiano Walter de Silva, in ambito automotive, non ha bisogno di presentazioni. Inizia la sua carriera al Centro Stile Fiat di Torino nel 1972, dove si occupa del progetto 138 ovvero la futura Ritmo. Dopo alcuni trascorsi presso lo studio Rodolfo Bonetto e l’I.De.A. Institute viene assunto dall’Alfa Romeo, pochi mesi prima che la Casa del Biscione passo nelle mani del gruppo automobilistico torinese. Qui si fa portatore di una decisa innovazione a livello di design esterno: la sua attenzione cade soprattutto sul frontale e in particolare sul classico trilobo, storico stilema di Arese che dopo anni d’oblio ritorna protagonista. Si occupa della progettazione di vari modelli, tra cui 155, 145, 145. GTV e Spider, ma è con i modelli 156 e 147 — Auto dell’Anno rispettivamente nel 1998 e nel 2001 — che ottiene la fama internazionale. Nel 1999 passa a Volkswagen, chiamato da Ferdinand Piëch in persona e si occupa del marchio Seat, ridisegnando Ibiza, Còrdoba, Leòn, Toledo e realizza l’Altea. Nel 2002 viene nominato capo designer di Audi. Sua la berlina A6 di terza generazione, così come A5, Q7, R8 e TT seconda serie. Collabora anche con Lamborghini — nel frattempo entrata sotto l’egida di Wolfsburg — disegnando la Miura Concept e la Egoista. Divenuto infine capo del Centro Stile di VW Group, supervisiona poi il design di tutti i marchi del colosso tedesco: Škoda, Bentley, Bugatti e Volkswagen, cui si aggiunge nel 2010 anche Porsche. Tra il 2008 e il 2011 reinventa invece due icone Volkswagen, ovvero la Golf — in collaborazione con Flavio Manzoni e Klaus Bischoff — e la Beetle, mentre negli anni successivi segue la supervisione della nuova Polo e delle sua prima city car, la up!

All’età di 65 anni, stufo di prendere tre aerei al giorno, decide di cambiare strada e fonda il suo brand di calzature da donna. Un’avventura inedita per il designer, già insignito dell’ambito Compasso d’Oro, la cui sensibilità estetico-funzionale passa dalle quattro ruote ai tacchi. Un’attività che è nel suo DNA da sempre — la famiglia materna s’occupava di scarpe — e, in fin dei conti, si parla sempre di “forme in movimento, forme che si muovono e sanno rendere piacevoli alcuni momenti della nostra vita”, racconta de Silva.

Ogni modello viene realizzato a mano in Italia, una sole collezione all’anno che evidenzia la filosofia del marchio filosofia e dei suoi obiettivi aziendali sostenibili. Insomma, un sapiente mix di design classico, superfici logiche e complesse, moda funzionale ed etica.

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Mod. Luna © Walter de Silva
Mod. Susi © Walter de Silva
Mod. Raff Suede © Walter de Silva
Mod. Rubi © Walter de Silva
Mod. Cindy © Walter de Silva
Mod. Raff Suede © Walter de Silva

Lo stile Walter de Silva è generalmente caratterizzato da tacchi a spillo sottili — in cui si riconosce spesso la W, firma del designer — e solette dal colore audace. Calzature che, con non superando mai i 150-160 grammi di peso, sono tra le più leggere sul mercato. Zeppa bandita e tacco di massimo 10,5 centimetri.

Scarpe da donna come autovetture, perché “c’è un aspetto che va oltre il design: la moda è una forma di espressione. Io sono un architetto, non un fashion designer, ma certe idee della moda hanno influenzato anche il mondo del design, così come l’arte influenza moda e design, ci si influenza tutti gli uni con gli altri. L’identità del marchio e del design sono fondamentali, nell’auto come nella scarpa”.

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SS21 © Walter de Silva
SS21 © Walter de Silva
SS21 © Walter de Silva

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