La giornata mondiale dell'Hip-hop, il fenomeno che ha conquistato il mondo
Non è solamente un genere musicale ma anche un universo estetico, dalle origini nel Bronx, quartiere popolare (e malfamato) a nord della Grande Mela, fino a diventare un fenomeno globale.
By JANELLE SESSOMS
Prima di diventare un fenomeno mondiale, l'Hip hop era lo stile di vita di una comunità locale di persone che avevano creato le proprie forme di auto-espressione. Andando indietro al Bronx del 1973, l'Hip hop si deve all'innovativa visione dei giovani black e brown che hanno creato un'arte ispirata al loro stile di vita. L'essenza dell'Hip hop sta nell'enfatizzare l'individualità con sfrontatezza e forse è per questo che il genere ha subito ingranato con il mondo della moda. E attraverso quella lente che una comunità storicamente esclusa dalle piattaforme mainstream è giunta a definire le proprie regole e norme sociali, dando vita a una nova forma di auto-espressione attraverso la moda. A 50 anni dalla comparsa, 'Hip hop è rivoluzionario come allora.
Lo scorso anno il Museo del Fashion Institute of Technology ha celebrato il movimento con "Fresh, Fly, and Fabulous: Fifty Years of Hip Hop Style", la prima mostra del museo che esplora la moda attraverso uno specifico genere musicale. Le curatrici Elena Romero ed Elizabeth Way hanno selezionato oltre cento indumenti e accessori, inclusi pezzi di Dapper Dan, Tommy Hilfiger, Fubu, Baby Phat, Louis Vuitton, April Walker, Cross Colours, Karl Kani, 5001 Flavors e Pelle Pelle, insieme a pezzi resi iconici da celebrities del passato e del presente come il top a fascia e i baggy jeans di Aaliyah; il cappello da pescatore di LL Cool J; la giacca e la gonna in denim ricamato del 2003 di Roberto Cavalli per Lil Kim; le Adidas shell toe dei Run DMC; l'abito vintage di Thierry Mugler indossato da Cardi B ai Grammys del 2019; e il bustier custom made di MCM per Beyoncé.
La mostra raccontava l'evoluzione della relazione tra Hip hop e moda, prendendo in considerazione una gamma di argomenti: il significato dello styling senza precedenti di Dapper Dan; l'incontro con la moda più alta e le collaborazioni con i diversi designer; gli artisti Hip hop che hanno creato delle proprie linee fashion; e l'impatto sui red carpet.
Ma a rendere omaggio al anniversario c'era stata anche la mostra "Hip-Hop: Conscious, Unconscious" al The Museum of Photography - Fotografiska New York. Con un approccio più intimo che cattura l'evoluzione dell'Hip hop dalle origini ai moment di svolta in cui è diventato a pieno titolo un'industria. Grazie a più di duecento fotografi, la mostra riapre il sipario sui primi momenti densi di significati che hanno contribuito a definire il genere come lo consciamo noi oggi. Vengono esplorati temi come "¡ quattro elementi" (il rap, il DJ, la break dance e i graffiti), il ruolo delle donne nell'Hip hop e lo zeitgeist sociale, economico e culturale del Bronx tra gli anni '70 e '80.
Ogni fotografia spiegava una parte importante della storia, dal reportage per le strade di New York, alle immagini delle prime feste di quartiere, agli artwork promozionali dalle produzioni sofisticate, a ritratti sperimentali contemporanei che rispecchiano l'evoluzione del focus da parte dell'industria. Mentre 'Hip hop resta una centrale elettrica globale che tocca praticamente tutti gli aspetti della pop culture, queste due mostre offrono alle nuove generazioni una comprensione olistica dei pionieri che hanno reso possibile la nascita di questo colosso. E mostrano come i creativi emergenti raccolgano e portino avanti quell'importante eredità.