Acapulco by San Hell Sing
La genesi di Acapulco inizia nell’estate del 2017, durante il viaggio in macchina che da Milano porta i San Hell Sing alla scoperta delle spiagge del nord della Spagna, fino in Portogallo. Giornate di riflessione creativa scandite da jam session al tramonto: un violino elettronico, pad e percussioni, la cassa rivolta verso la scogliera per sentire il suono rimbalzare con l'eco del mare. Playa del Regatón e de las Arenas, Lumebó e Cabo Mondego diventano le tappe di una ricerca musicale che nasce spontanea, nel confronto tra uomo e natura secondo l’idea di una originaria, armonica simbiosi.
Un’analisi approfondita attraverso questo EP, il terzo realizzato del duo italiano di musica elettronica sperimentale dopo S y b m (2018) e Side b (2019). San Hell Sing - band nata nel 2016 dall’incontro tra il violinista/compositore Pierandrea Clivati e il batterista/sound designer Michele Magris - con quest’ultima raccolta consolida una narrazione di violini e percussioni, campionature e sintetizzatori.
Kolito rappresenta l’inizio dell’ascolto, un debutto dove le sonorità oscure contrastano con i pizzicati esotici del violino, e pad discontinui si alternano alle ritmiche delle tabla indiane in un crescendo che culmina fino a sfumare. La seconda traccia, Bingoman, conferma le ambientazioni distese e chill out, con l’introduzione di nuovi elementi come la batteria acustica spazzolata e l’ATV Electrorganic aFrame. La conclusione arriva con Acapulco, una melodia articolata, quasi orchestrale, che si evolve imprevedibile come la trama di un film, tra colpi di scena fatti di accordi stratificati fusi nel finale in un beat techno che suggerisce un'euforica celebrazione della danza.
La copertina del disco è stata realizzata appositamente dalla graphic designer di base a Barcellona Barbara Fregosi. L’artwork è il risultato di una ricerca su figure geometriche, colori, equilibrio e punti di tensione, nato da una scultura di cartoncino prima intagliato al laser, poi fotografato. Il video del primo singolo, Acapulco, è firmato dalla visual artist Cristina Angeloro aka Katjastrike, che ha tradotto in arte generativa la percezione sensoriale e cognitiva del brano.