Decade by Decade: un secolo di cover L'Officiel
Per il centenario della sua nascita, L'OFFICIEL presenta una selezione di alcune delle sue cover più amate, d'impatto e altamente fashionable.
Text by Tori Nergaard & Piper McDonald
I magazine di moda devono essere giudicati dalle loro cover. Una misteriosa alchimia di fotografia patinata, grafica e styling ispirato, che in qualche modo catturano lo spirito del tempo, ecco gli elementi indispensabili a una copertina timeless, perfetto riflesso del momento. Il magazine di moda è una finestra significativa sui mood culturali del momento. Nei suoi cento anni di pubblicazione, L’OFFICIEL ha prodotto oltre 1.000 copertine che, se viste insieme, sono un corso intensivo non solo di storia della moda, ma anche di quella contemporanea. Ogni decade ha sviluppato una propria e unica personalità stilistica - attingendo ai trend dei cicli precedenti nella ricerca infinita della novità e riflettendo i cambiamenti sociali -, e le cover de L’OFFICIEL, numero dopo numero, incorniciano la natura del fashion system, dell’evolversi delle tendenze e della società stessa.
Dalle origini, che testimoniano lo sviluppo dell’industria della moda a Parigi, fino al suo attuale ruolo di centro globale della cultura, dell’arte, delle celebrità e del design, L’OFFICIEL ha sempre tastato il polso del presente, nello stesso momento in cui cercava di anticipare con entusiasmo il futuro. Le cover de L’OFFICIEL sono degli importanti indicatori dei passati momenti del mondo fashion, e ciascuna ingloba in sé una fase della nostra cultura, mentre crea una timeline visuale di un secolo di stile. Godetevi quindi la selezione, fortemente soggettiva, delle nostre cover preferite di ogni decade.
luglio 1921
Il 20 luglio 1921 esce il primo numero di L’Officiel de la Couture et de la Mode. La semplicità e la raffinatezza della cover originale racchiude in sé il DNA del magazine, nato come una pubblicazione per addetti ai lavori, con il preciso obiettivo di proteggere e promuovere la moda francese - e, cosa più importante, l'eleganza francese - senza rivelarne i segreti. La stessa grafica appare sui primi tre numeri, con un medaglione rosso dove viene raffigurata una coppia che passeggia in un parco. Come sottotitolo, in un semplice lettering nero, la scritta: «Organe de Propagande et de défense de toutes les Industries de la Nouveauté», chiarisce il peso della moda per l'industria e il commercio francesi. Sebbene la prima copertina sia stata velocemente sostituita da versioni decisamente più glamorous, il primo numero ricorda come L’OFFICIEL nasca in quanto voce ufficiale di tutto ciò che riguarda la moda francese.
aprile 1926
La prima decade testimoniata da L’OFFICIEL racconta un momento di rivoluzione culturale, mentre la Parigi degli anni ‘20 assapora la libertà e l'eccitazione post-belliche. Modernità è la parola chiave sulla bocca di tutti e la moda femminile riflette un'attitudine di avanguardia e liberazione dei costumi. La foto di copertina dell'aprile 1926, scattata dalla fotografa Madame d'Ora, illustra alla perfezione la tendenza degli anni prima della guerra di guardare a uno stile ispirato all’Oriente alla Paul Poiret e Jeanne Paquin, abbinata però al desiderio di libertà di movimento tipico del post conflitto. L'ensemble, disegnato da J. Suzanne Talbot, porta il nome del comandante romano Tito, e la modella sembra essere pronta a conquistare Parigi nel suo abito di velluto di seta nero e il turbante che ricorda un elmetto, con ricami e dettagli dorati. Misteriosa, invitante e lussuosa, questa è una delle tante cover de L’OFFICIEL, che coglie le infinite possibilità di quella nuova eccitante epoca della moda.
aprile 1931
Le cover degli anni ‘30 sono fortemente ispirate dai movimenti artistici dell'epoca, a cominciare dall’ossessione Art Decò degli anni ‘20 che progressivamente si ammorbidisce fino a diventare illustrazione femminile sul finire della decade. Il numero dell'aprile 1931 ha una copertina scrupolosamente modernista che celebra sia quella forma d’arte sia il gusto per il continuo cambiamento. Precedente al logo, il nome L’OFFICIEL è illustrato da P. Covillot, che ha realizzato le cornici per molte cover di L’OFFICIEL nell'arco del decennio. Forme squadrate e geometriche diventano lettere che si stagliano sulla pagina come una statua accanto alla modella. Simbolo della neonata ossessione francese per i bagni e le vacanze di mare, la socialite Rosine Drean viene ritratta da Madame d’Ora, la preferita del magazine, in una posa scherzosa con indosso un costume da bagno su misura. Scoprire le gambe è un fatto inusuale per l'epoca, un atto precursore delle ben consolidate copertine mare di oggi. L'illustrazione di Covillot fa sfumare i confini tra moda e arte, trasformando il magazine in un gesto modernista che travalica i limiti.
ottobre 1947
L'evoluzione delle cover de L’OFFICIEL negli anni ‘40 rende omaggio a uno dei momenti più inquieti e in definitiva rivoluzionari della storia della moda. È l’ultima decade in cui si fa in gran parte ricorso alle illustrazioni, caratterizzate, negli anni della Seconda Guerra mondiale, dal tratto delicato e sottile dell'artista italiano Léon Benigni. Sul finire del decennio, però, gli amanti della moda sono disperatamente presi da ciò che sembrava una lussuosa fantasia dei tempi andati offerta dalla couture francese. L'illustratore René Gruau soddisfa quel desiderio con la sua straordinaria copertina per il numero dedicato alle collezioni invernali del 1947, ritraendo un cappotto di pelliccia di Christian Dior disegnato secondo la super femminile silhouette del New Look della Maison. Amico di lunga data e collaboratore di Monsieur Dior, Gruau fa sì che gli occhi siano tutti puntati su quella creazione iconica. Mette il cappotto su un fondo rosso e piatto, contornando il disegno con un delicato profilo nero.
settembre 1953
Negli anni ‘50 le copertine de L’OFFICIEL sono precise, una reminiscenza delle radici trade del magazine. Mentre le decadi precedenti erano concentrare sulla direzione artistica e rispecchiavano il momento culturale, i modelli della couture anni ‘50 parlano da sé. La cover del settembre 1953, fotografata da Studio Pottier, ritrae una modella con un cappotto di Christian Dior all'apice dell’epoca d’oro della couture. Se oggi è strano che la modella di copertina sia senza nome, prima dell'avvento delle celebrities e delle supermodel il magazine era concentrato esclusivamente sulla moda. In quel decennio è normale scattare una modella che posa elegantemente in un semplice studio con un abito di Lanvin o una cappa di Balenciaga, dando così il massimo risalto al lavoro dello stilista. Per l'autunno 1953, l'art direction simmetrica e intenzionalmente minimalista concentra lo sguardo sulla creazione di Dior, enfatizzando la silhouette svasata del cappotto, che è un segno distintivo dell’epoca, quasi al pari del suo New Look.
ottobre 1968
Il terremoto giovanile degli anni ‘60 ha il sopravvento sul mondo della moda con il design innovativo di Pierre Cardin e André Courrèges, un'era di inarrestabile originalità che si estende anche alle copertine de L’OFFICIEL. Scomparse ormai le cover tradizionali e focalizzate sulla couture degli anni ‘50, sono i fotografi pieni di inventiva a rappresentare una nuova epoca della moda, dove diventa di assoluta importanza vestirsi per se stessi. La decade porta con sé fresche prospettive fotografiche come quella che appare sul numero di ottobre 1968, con la cover scattata da Roland Bianchini, che sperimenta nuovi layout e tagli anticonvenzionali. La modella indossa un completo in jersey di Yves Saint Laurent, che al tempo si stava trasformando da giovane designer prodigio ad autentica icona della moda. | colori vividi e un senso di giocosità tipico delle copertine degli anni ‘60 riportano nella moda uno spirito divertito.
febbraio 1974
Le celebrity cover diventano la prassi all’inizio del terzo millennio, ma il primo personaggio famoso appare sulla copertina de L’OFFICIEL nel febbraio del 1974. Due simboli della cultura pop francese si incontrano nel ritratto firmato da J-L Guégan di Jane Birkin, la Brit più amata dai parigini. A differenza delle decadi precedenti, il taglio della copertina non è sugli abiti che indossa - un completo Nina Ricci destinato a poca luce della ribalta - ma sulla sua persona che dà il benvenuto al lettore per il numero 605 del magazine. Lo scatto di Guégan coglie l'essenza di spirito libero di Birkin, che rifiutava la matrice elegante della couture promossa da L'OFFICIEL nei decenni precedenti. È una cover estremamente intima, che enfatizza le sue fattezze naturali e il capello spettinato ad arte, un cambio deciso rispetto alla composta moda parigina e un marchio di fabbrica di Jane Birkin.
dicembre 1980
I ritratti ultra glamorous delle copertine de L’OFFICIEL degli anni ‘80 rievocano un'era di dorata stravaganza. Silhouette audaci, colori accesi, trucco pesante riflettono quegli anni di crescita economica senza precedenti in cui le donne diventano sempre più indipendenti e controllano il proprio futuro e identità. Stilisti come Claude Montana e Thierry Mugler sperimentano shape esagerate che stabiliscono la tendenza del power suit con le spalle strutturate, destinate a diventare il simbolo della decade. La foto di Rodolphe Haussaire, per la copertina del dicembre del 1980, mostra la forza e la severità dello sguardo intenso della modella sotto cui si legge un chiaro statement: “Le Fantastique”. E fantastici sono davvero l’acconciatura e l'abito entrambi creati dallo stilista francese Claude Montana per la S/S 1981.
febbraio 1993
Gli anni ‘90 sono sinonimo di supermodelle. Per il numero 777, la copertina con Tyra Banks fotografata da Carlo Dalla Chiesa riassume alla perfezione l’attitude giocosa e glamorous del decennio. A differenza delle cover con le celebrities, la supermodel è la personificazione della moda che con il suo volto trasmette le ultime tendenze e l’intangibile je ne sais quoi delle donne ben vestite. Banks e le sue contemporanee Claudia Schiffer, Linda Evangelista e Christy Turlington appaiono infinite volte sulle copertine di L’OFFICIEL, e mentre le loro immagini intrigano, a differenza che nelle celebrity cover, gli abiti ritornano protagonisti. Per la copertina del febbraio 1993, Banks indossa un total look di Karl Lagerfeld per Chanel, un concentrato di elementi simbolo della maison, all’epoca all'apice della popolarità, come l’abbinata di tweed, i pantaloni da marinaio, gli stivali col puntale a contrasto e, in puro spirito anni ‘90, la cintura a catena con il logo.
marzo 2005
Nel pieno degli anni 2000, le supermodel vengono spodestate dalle celebrities e dalle it-girls sulle copertine de L’OFFICIEL. È la decade responsabile dell'ascesa in stile meteora delle celebrity e della reality tv, dell'interesse per le vite private delle star del cinema, delle cantanti pop e delle socialites. Dopo la sua performance nel film da Oscar “Lost in Translation” di Sofia Coppola, Scarlett Johansson è l'epitome della star emergente nel 2005, con la cover di David Ferrua. Ritratta in lingerie di Agent Provocateur, non propriamente coperta dal trench di seta di Christian Dior by John Galliano, richiama nello styling la sexyness dichiarata della decade. Altre cover star da Vanessa Paradis a Uma Thurman, passando per Lindsay Lohan e Marion Cotillard, ridefiniscono il concetto di fama agli inizi dei 2000, ma è indubbio che la pop culture ha voglia soprattutto di celebrità, un tratto che sarà distintivo e duraturo del decennio.
settembre 2016
La moda e la cultura sono l'una lo specchio dell’altra, in una mutua evoluzione temporale. Mentre cresce l’importanza di temi come equità e rappresentazione negli anni ‘10, la moda si impegna a cambiare la propria immagine esclusiva ed eurocentrica in favore di modelle, creatori e voci differenti. Il numero di settembre 2016 de L’OFFICIEL si concentra sulla bellezza Black, in linea con i movimenti culturali che lo mettono al centro, sfidando il razzismo di istituzioni educative, culturali, artistiche e oltre. La cover, di Ellen von Unwerth, ha come protagoniste le modelle e icone Iman, Ciara, Ajak Wek, Maria Borges, Anais Mali, Grace Boi, Riley Montana e Adesuwa Aighewi con indosso abiti di Dior haute couture e con uno styling che parla di regalità, consacrando l'importante contributo delle donne nere nell'industria della moda. Negli anni ‘10 la moda è politca, e un magazine una potente piattaforma dove fare emergere le diverse voci, celebrando prospettive fino ad allora inascoltate.
Il numero del centenario di L'OFFICIEL è ora disponibile in edicola e ordinabile online qui .