Colmar 100: Joshua Vides racconta la sua ultima collaborazione
L'artista di Palo Alto e fondatore del marchio CLSC firma una collezione composta da 10 pezzi che ripercorrono l'archivio di 100 anni di Colmar.
Il marchio fondato da Mario Colombo spegne 100 candeline, e presenta in occasione del centenario la collaborazione con l'artista Joshua Vides. Da un lato c’è la legacy di un secolo di Colmar, dall’altro l’artista visivo californiano nonché fondatore del suo marchio CLSC che in poco tempo è riuscito ad attirare l’attenzione di un pubblico internazionale nell’ambito dello streetwear. Il successo arriva nel 2017 con la Nike Air Force 1 dipinta in maniera che otticamente ricorda un fumetto in bianco e nero, nel 2018 decide di ampliare il suo lavoro, creando uno spazio chiamato Reality to Idea che porta la sua idea grafica verso la costruzione di universi paralleli. E dopo le collaborazioni con il Museo di Arte Contemporanea di Chicago e Google è il turno di Colmar. «È stato un grande salto dalla California a Monza, e quando sono arrivato ho visitato gli headquarter, il luogo in cui è nato tutto. Loro avevano un'idea generale di quello che volevano fare per il centesimo anniversario e mi hanno introdotto all’azienda: ho scoperto le strutture del design, gli uffici commerciali e naturalmente l’archivio» racconta Joshua Vides, «Sono rimasto affascinato da tutta la legacy vintage del marchio e dalle fotografie degli atleti che indossavano il marchio durante le Olimpiadi. In genere comincio le collaborazioni senza un'idea precisa in mente. Non mi piace pensarci troppo. Mi concedo la libertà di reagire agli stimoli del momento e creare il concept sul luogo. In questo caso ho pensato a quello che un artista ha in comune con un atleta: l'idea di costante creatività nel trovare delle soluzioni, le migliori possibili, per reagire a un fallimento. La soddisfazione di vincere dopo aver sbagliato più volte, di stare su un podio e rialzarsi dopo una sconfitta».
Ma qual è stato il punto di incontro tra Colmar e Vides? «Come uno dei numerosi campioni e atleti che hanno abitato la storia di Colmar, mi sento anch'io una persona competitiva e credo che si veda attraverso la mia pratica artistica. Quando ho visto riflessa in Colmar questa idea così profonda di ricerca del risultato, mi sono sentito fortemente ispirato. E da lì è cominciato tutto. Perciò ho volutamente lasciato a loro la possibilità di esprimere la loro storia proprio perché non si stava parlando di me, ma dei 100 anni di Colmar. Ho proposto di mettere in evidenza alcuni prodotti iconici, come l’abbigliamento da sci olimpionico, e abbiamo deciso di rifarli in una maniera completamente nuova. Poi mi hanno dato il piumino bianco, io ho disegnato sulla giacca degli anni Settanta e ho voluto ricreare questi sketch sulla puffer jackets, e mano a mano che disegnavano capivano anche loro la direzione che stavo percorrendo. E da lì siamo arrivati ad un totale di 10 capi che ripercorrono la legacy del brand».
La collezione si compone con due giacche e un gilet imbottiti e reversibili, stampati in bianco e nero da una parte - dove Vides ha ridisegnato una giacca sopra l'iconico piumino 1249 - e total black dall'altra dove, invece, sulla schiena è riprodotto come una gigantografia e in una forma graficamente rivista, il primissimo logo del 1923 con una colomba che plana sull'acqua. La giacca realizzata degli anni Settanta per la Valanga Azzurra e ribattezzata Ceffa dal campione Erwin Stricker, riprende vita in una maglia jacquard di cachemire e lana che celebra gli anni e il luogo di nascita dell'azienda. E ad arricchire il guardaroba, due cappellini con un disegno in trompe l'oeil di occhiali da sci, una sciarpa total logo, una felpa e un paio di pantaloni in cotone garzati internamente e una t-shirt piena di medaglie d'oro al collo che riproduce una storica foto del campione di sci croato Ivica Kostelic.
Racconta che la sua ispirazione proviene da ogni dove senza il bisogno di sfidare sé stesso né ritrovare a tutti costi l’ispirazione perfetta per andare avanti: «Se dovessi pensare ai distintivi del mio lavoro ti direi che l’utilizzo del bianco e del nero è diventata una mia firma riconoscibile dei miei lavori» anche se il logo di Colmar è stato appositamente ridisegnato in stile IV in nero e in rosso, concedendosi delle variazioni sul tema colori per integrare il bianco, rosso e blu del marchio. E nel caso di Vides, con Colmar condivide anche il focus per la propria famiglia: «Alla fine della giornata torno ad essere un padre con tre figli ed una moglie, sento di mettere la stessa attenzione della mia pratica creativa anche per la mia famiglia. Molti dei miei clienti non conoscono Colmar, e molti clienti di Colmar non sanno nemmeno chi sono. E per questo credo che questa sia stata una collaborazione vincente».
GLI OSPITI AL PARTY DI COLMAR 100
Nella boutique di Antonia e nel cortile interno del Portrat Milano, Colmar ha festeggiato i 100 anni del marchio. Tantissimi gli ospiti che hanno partecipato all'evento tra cui Ed Westwick, Amy Jackson, Elisabetta Canalis, Stefano De Martino, Martina Colombari. Per l'occasione il marchio ha vestito i display delle vetrine di Antonia con allestimenti di capi d’archivio, la speciale capsule collection disegnata dall’artista californiano Joshua Vides, le immagini dell'archivio e installazioni immersive.