Interviste

The Now Icon: Kat Graham

"Ci sono label che amo ma se le donne di colore non sono rappresentate, smetto di indossare il brand". Votata al women empowerment, volontaria per la UNHCR e dedita alla meditazione, l'attrice parla di moda, bellezza e (soprattutto) di inclusione

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Attrice, ballerina, cantante, Kat Graham è in prima linea per la difesa delle donne, volontaria per le missioni dell’agenzia internazionale peri rifugiati e dedita della meditazione. E una passione per la moda che abbraccia le Maison più blasonate e quelle emergenti. Con un occhio particolare alla sostenibilità, Kat è infatti executive producer di un documentario sulla moda che opera per salvaguardare il pianeta. In questo a tu per tu, si capisce che ne è passato di tempo dal set di “The Vampire Diaries”. Kat ci tiene a dire che ha scelto progetti cinematografici di differenti livelli, dai più impegnati ai più leggeri. “Cut Throat City” di RZA, con Ethan Hawke e Wesley Snipes, racconta la storia di una rapina a New Orleans dopo l’uragano Katrina. E recita anche nel dramma d’epoca di Mark Amin “Emperor”, che segue la vera storia di Shields Green, uno schiavo in fuga sullo sfondo della guerra civile. Oltre all’imminente “Operation: Christmas Drop” di Netflix previsto per novembre 2020, dove Kat è un funzionario del Congresso, ha partecipato come voce di April O’Neil ne “Il destino delle Tartarughe Ninja” e sfoggerà la sua vena comica anche nel film di accompagnamento inuscita per il 2021 su Netflix.

L’Officiel Italia: Cosa ne pensi della bellezza in questi tempi? Cosa vuol dire essere considerate belle?

Kat Graham: Ho un pubblico molto vasto e giovane e dico sempre loro: seguite il vostroviaggio e il vostro percorso con graziae date importanza a ciò che conta per voi, ecco cosa è bello. Credo che il vero bello provenga da dentro e si rifletta nel nostro aspetto, essere attraenti è invece la manifestazione esterna della tua anima, e penso che sia importante che noi, nella moda, lo esprimiamo. Ad esempio, come donna di colore, mi è stato detto spesso che i miei capelli erano un problema: dovevano apparire in un certo modo, perché altrimenti non andavano bene, non erano piacevoli da guardare; ma guardali adesso! In questo servizio fotografico sono liberi e al naturale, come dovrebbero essere. È importante capire che si tratta di celebrare le nostre peculiarità e tutti i tuoi piccoli dettagli, che spesso sono considerati difetti. Non compromettere chi sei veramente solo per conformarti a vecchi standard ormai in disuso.

LOI: Quali progressi sono stati fatti nel corso degli anni per la definizione di un nuovo concetto di bellezza?

KG: Penso che sia difficile dire cosa sia cambiato di più nel settore della moda, sicuramente in termini d’inclusione e diversità ci sono stati dei grossi passi avanti. Parlando specificamente dell’essere afro-americani, in questi anni soprattutto con il movimento Black Lives Matter e quello che sta succedendo qui negli USA proprio ora e a livello internazionale, ha iniziato a cambiare il modo in cui le persone vedono le discriminazioni e la tolleranza. Si tratta di un processo educativo che deve andare avanti su tutta la linea. Dobbiamo chiederci perché ci sono solo pochi profili LGBTQ rappresentati, così come quelli di persone con disabilità. Non bisogna celebrare diversi tipi di bellezza ma i diversi tipi di persone. Se iniziamo a cambiare questa concezione, una ragazza che ha difficoltà fisiche, o una ragazza che non ha lo stesso colore della pelle della maggior parte delle modelle immortalate sui magazine, imparerà ad apprezzarsi di più.

LOI: Quanto è difficile essere donna, di colore e attrice a Hollywood? Si parla spesso di discriminazione e ineguaglianza di compensi.

KG: Sfortunatamente, è qualcosa che ho dovuto affrontare nella mia carriera. Ci sono stati momenti in cui ero l’unica persona di colore in un cast e sono stata trattata in modo diverso sia a telecamere accese che spente. È una sfida a Hollywood, stiamo ancora lottando per la parità di retribuzione e l’unica soluzione è continuare a denunciarlo e incoraggiare la diversità anche nei team degli sceneggiatori, dei registi e dei dirigenti delle majors. Fondamentale anche che ogni qualvolta ci sia una storia che ha un punto di vista femminile sia una donna a raccontare quella storia.

LOI: Durante la quarantena hai usato i tuoi social per parlare di mental health con l’aiuto della meditazione. Raccontaci perché.

 KG: Ho sempre fatto meditazione, ma sono rimasta stupita di come, durante la quarantena, sia stata utile non solo per me, ma anche per il mio pubblico. Dopo aver ricevuto una serie di messaggi soprattutto di ragazze giovani, che stavano affrontando un momento difficile della loro vita, hodeciso di creare un gruppo di benessere incentrato su questi argomenti: Modern Nirvana. La salute mentale è stigmatizzata e anche il modo in cui se ne parla è spesso sbagliato. La meditazione aiuta rendendoti consapevole del tuo valore. In quarantena mi sono messa a disposizione, come coach certificato, e una volta alla settimana ho fissato una Zoom call internazionale con 10 persone in tutto il mondo, provenienti da diversi Paesi scelti tra i miei follower. Una telefonata molto privata per parlare dei nostri sentimenti e della salute mentale.

LOI: Che ruolo ha la moda oggi? Quale il tuo rapporto?

 KG: Ci sono label che amo, ma se mi rendo conto che le donne di colore non sono rappresentate smetto di indossare quel brand. Sono un grande fan di Maria Grazia Chiuri ma c’è una ragione dietro il mio amore per Dior, non si limita a rappresentare un solo tipo di donna, non cerca di rendere le donne di colore tutto ciò che non siamo.

LOI: Parli spesso di quanto ami l’Italia, cosa rende così speciale il tuo rapporto con il nostro Paese?

 KG: Sono nata in Svizzera e, anche se sono cresciuta in America, ho un legame forte con l’Europa e l’Italia. Cultura, arte, moda,voglio assorbire tutto. Il mio Fashion Director, e gran parte del team, è italiano: il suo spirito e la sua energia sono fondamentali. Collaborando con l’UNHCR in Svizzera, vorrei poter venire più spesso e stabilirmi per qualche mese nel vostro Paese.

LOI: Appoggi anche marchi sostenibili ed emergenti?

 KG: Sto lavorando a un documentario chiamato “Fashionhood” diretto da Luke O’ Sullivan di cui sono Executive Producer nel quale si parla proprio di sostenibilità, raccontando storie di persone che in questo settore s’impegnano a fare la differenza per il bene del pianeta. L’anno scorso ho collaborato con il designer Christopher John Rogers per realizzare un abito fatto di tessuti riciclati. Se le persone inquinassero meno con i loro comportamenti e le aziende usassero tessuti sostenibili, con meno chimica, sarebbe una svolta. C’è molto spazio per educare noi stessi e supportare i piccoli marchi che hanno a cuore questi argomenti e il nostro mondo.

LOI: I tuoi progetti per il futuro?

 KG: Sono una donna votata al women empowerment e parlo apertamente di temi importanti e profondi come in “Emperor” e “Cut Throat city“, ma ho anche un lato goliardico che traspare quando impersono April O’Neil (con tanto di parrucca viola!) nella serie sulle tartarughe Ninja. Mi sento fiera che gli sceneggiatori abbiano scelto una protagonista di colore come amica delle tartarughe. E ancor di più di partecipare per UNCHR ad altre missioni umanitarie dopo quelle in Siria, Guatemala, Somalia, Uganda, Etiopia.

LOI: La tua tartaruga Ninja preferita?

KG:  Michelangelo, ovviamente!

 

 

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FILA: maxi piumino
FILA: maxi piumino
FILA: maxi piumino
SALVATORE FERRAGAMO: Cappa lineare in cashmere e lana dal taglio a vestaglia, con cintura di pelle in vita.
SALVATORE FERRAGAMO: Cappa lineare in cashmere e lana dal taglio a vestaglia, con cintura di pelle in vita.
BLAZÉ: Blazer doppiopetto.
BLAZÉ: Blazer doppiopetto.
BOTTEGA VENETA: Abito in maglia con cintura in pelle intrecciata
BOTTEGA VENETA: Abito in maglia con cintura in pelle intrecciata
BOTTEGA VENETA: Abito in maglia con cintura in pelle intrecciata
DIOR: Giacca in pelle, camicia in popeline di cotone, gonna a pieghe con stampa astratta, cintura con fibbia monogram e stivaletti.
DIOR: Giacca in pelle, camicia in popeline di cotone, gonna a pieghe con stampa astratta, cintura con fibbia monogram e stivaletti.
DIOR: Giacca in pelle, camicia in popeline di cotone, gonna a pieghe con stampa astratta, cintura con fibbia monogram e stivaletti.
FILA: Maglione a collo alto e gonna in panno di lana. Fashion research by luisaviaroma.com.

Photographed by Filip Koludrovic
Fashion by Marco De Lucia @luisaviaroma
Hair and Make-up Elisa Rampi
Production @federicafragnoli @luisaviaroma
Fashion Coordinator @therealgiuliomartinelli
Special thanks #CristianaCanosa #AlbertaCarafa 
Location #comunediOrtona

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