Interviste

Nameless' Takeover: l'outsider Apashe e la scoperta della cantante Epoque

Nel backstage del NAMELESS FESTIVAL, conosciamo il dj e produttore belga Apashe e la cantante afro rapper Epoque. Il primo è l'outsider della musica electro e trap, la seconda la cantante scoperta dell'ultimo anno in equilibrio tra il rapper e il R’n’B, tra Torino, Parigi e Bruxelles.

Una foto del Lake Tent al Nameless Music Festival 2022.
Una foto del Lake Tent al Nameless Music Festival 2022.

APASHE

Apashe, pseudonimo di John de Buck de Buck, è un produttore discografico e dj belga che spazia tra i più vari generi musicali, come il dubstep, neurofunk, electro e trap, districandosi come un moderno cavaliere tra sonorità hard e più morbide. Quello che non si può non notare è la sua estetica così dark reinassance (e non è un caso che il suo ultimo album si chiami proprio Reinassance) e l'acume nelle risposte: "Non ho dubbi che un buon festival dipenda totalmente da un'organizzazione impeccabile, un ottimo sound system e vicini che non si lamentino per il rumore (ahahah). Ecco perchè adoro questa location così grande e isolata e non capisco perchè non sia venuto qua prima!" E poi aggiunge che come artista è fondamentale la giusta dose di riposo i giorni prima dell'esibizione: "Sulla pedana noi performer diamo tutto noi stessi. Quando ti esibisci dal vivo, il pubblico si aspetta che tu sappia giocara con i tuoi brani, che ti senta a proprio agio con la tua musica. Io cerco sempre di suonare tutte le mie ultime canzoni e tutti i remix." Apashe ha mosso i primi passi nella musica a giovane età grazie alla sorella. Inizia a produrre ufficialmente musica nel 2008 facendo breakcore, ovvero quel genere musicale che nasce dalla combinazione di batteria e bassi, hardcore techno e noise music. Il risultato? Melodie caotiche, rumorose, complesse e contaminate. Con Reinassance 2.0, l'ultimo album, le sonorità sono più morbide, in continua conversazione con l'orchestra sinfonica. E i progetti per il futuro? "Immagina tutto quello che ho fatto negli ultimi due anni ma "much bigger and better". Le cose stanno andando come ho sempre desiderato e sono pronto a volare come un razzo: video musicali, altre registrazioni con orchestre sinfoniche, live e partner incredibili, album e festival!" Il suo festival ideale? "Si chiamerebbe Revenge Of The Orchestra Festival o Apashe's Festival. Mi piacerebbe performare con tre grandi artisti: Woodkid, Worakls e Camo, Krooked. Creeremmo qualcosa di davvero incredibile."

- Giulia Gilebbi

Se dovessi immaginare un Apashe's Festival vorrei si chiamasse Revenge Of The Orchestra Festival e performare con 3 artisti incredibili che lavorano con orchestre sinfoniche: Woodkid, Worakls e Camo, Krooked. Creeremmo qualcosa di incredibile.

 
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EPOQUE

Non è bastata la pioggia e il vento a fermare il pubblico del Nameless Music Festival durante l’esibizione di Epoque. Lei è energia allo stato puro e le persone lo hanno intuito subito “Questo è stato il mio primo festival, definirlo magico è riduttivo. Mi piace il mood, mi piace vedere le persone divertirsi insieme e godersi diversi tipi di musica. È molto emozionante” afferma “Ero terrorizzata all’inizio ma appena sono salita sul palco la paura è passata. Mi piacerebbe poter creare un festival tutto mio… lo vorrei fare in Congo, per celebrare le mie origini. Sul palco insieme a me? Daft Punk - non sarebbe cool se si riunissero per una sola serata?- Doja Cat e Niska - rapper francese che segue da sempre-”. Nata e cresciuta a Torino (anche se non sono mancate piccole tappe a Parigi e Bruxelles) Epoque, nome d’arte di Janine Tshela Nzua, è la nuova rivelazione del rap italiano, anche se lei non si rivede in questa definizione “Sono lusingata da questa affermazione… ma non pensi mi rispecchi al 100%. Sono cresciuta nutrendomi e ammirando i grandi artisti rap internazionali, ho studiato i loro testi e i loro sound fino allo sfinimento e sono grata che questo mio lavoro si noti. Ma non definirei la mia musica rap, penso sia un genere diverso, un genere tutto mio” Come si definirebbe allora Janine? “Camaleontica sicuramente. Mi adatto ad ogni circostanza e cerco di trarne il meglio possibile. Il mio motto? Carpe Diem!”. Questa sua filosofia si adatta perfettamente anche alla necessità di ogni artista di vivere in continuo stato di ‘evoluzione’ “Janine è una persona molto timida e che adora le canzone melanconiche, Epoque al contrario si rende conto che è fondamentale creare un vero e proprio spettacolo per il pubblico, e che la musica da sola non può bastare. Ecco perchè è imperativo reinventarsi sempre” fondamentale afferma, è anche  sperimentare generi nuovi apparentemente lontani dalla sua poetica “Il lavoro dell’artista è quello di regalare al suo pubblico intrattenimento. È fondamentale che si cambi, che si sperimentano cose nuove, che ci si trasformi ogni volta che si può. Non mi metto limiti, sono pronta a esplorare diversi aspetti di me e della mia musica, chi ha detto che non potrei scrivere un pezzo con influenze country?”.  Lei sicuramente non deve preoccuparsi di risultare banale: le sue canzoni sono un mix effervescente di musica afro, rap, R’n’B e un pizzico di italianità. A partire dalla sua scelta controcorrente di scrivere in italiano, francese e lingala “ Essendo congolese sono le lingue che parlo, ho sempre voluto scrivere una musica che rappresentasse le mie origini. Così ho iniziato a lavorare sull’unione del francese e lingala, e da lì ho inserito l’italiano. Non è stato semplice all’inizio, ora mi viene più naturale” Tanto naturale che Epoque ha già nuova musica da far ascoltare al suo pubblico “Cosa succederà dopo il Nameless? Lavorerò a nuova musica… anzi, qualcosa è già pronto ma non voglio dire di più. Mi piace stupire con annunci inaspettati, chi è pronto ad ascoltare i nuovi progetti?

- Margherita Meda

Sono una persona camaleontica, ma questo è anche il lavoro dell'artista. Un continuo rinnovo del proprio io e della propria musica per cercare di intrattenere e coinvolgere il pubblico il più possibile

 
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