Il collezionista di abiti made in Zegna e la sfilata autunno inverno 2024-25
Capi da indossare a lungo nel tempo, all’insegna della spontaneità e di silhouette facili da abbinare anche ai pezzi più classici. Ecco i fashion collectibles secondo Zegna presentati con la sfilata autunno inverno 2024-25 durante la Milano Fashion Week.
LA SFILATA DI ZEGNA AUTUNNO INVERNO 2024-25 ALLA MILANO FASHION WEEK
Un collezionista di abiti. È questo il cliente ideale per Alessandro Sartori, direttore creativo di Zegna. Con il suo entusiasmo composto racconta la collezione per l’autunno inverno 2024-25 e spiega: «Spero che questi capi vengano acquistati da persone che li collezionano e che li indosseranno per tantissimo tempo. Il mio lavoro sulle silhouette e sulle giustapposizioni permette non solo di abbinare i capi di stagione: questi modelli funzionano benissimo anche con la proposta più classica dell’universo Zegna». Parola d’ordine per il prossimo inverno è spontaneità, a cominciare dai volumi accoglienti, dov’è facile sentirsi a proprio agio in ogni momento della giornata («Io disegno sempre pensando che un look accompagnerà chi lo indossa dalla colazione alla cena»), passando per dettagli solo all’apparenza secondari, come il taglio ribassato delle tasche: «Per permettere di infilarci dentro le mani con facilità», alla stregua di alcuni modelli che Sartori ha lasciato liberi di interpretare la camminata. «Prima chiedevo di muoversi in un certo modo, ora preferisco vedere l’andatura di ciascuno, far emergere la loro unicità, proprio come accade nella vita di tutti giorni».
Scorri e scopri tutti i look della sfilata autunno inverno 2024-25 di Zegna
Lo show parte con dei toni chiari, il giallo tenue e l’arancio del foliage dell’Oasi Zegna, l’area naturale in cima alla montagna su cui poggia lo storico lanificio biellese, alternati all’ocra, al burro, a tocchi di rosa e azzurro come i cieli invernali visti dalle cime innevate le cui immagini accolgono gli ospiti in sala, con tanto di vento d’alta quota intento a soffiare dagli altoparlanti. Giacche proposte con il rever staccabile dello stesso tessuto e nella variante in pelle, perfette anche se portate senza bavero sotto a un cappotto; camicie dal collo montante che spuntano da vesti con lo scollo a V pronunciato; rivisitazioni avantgarde del classico loden verde; coat imbottiti in pelle seducente e leggerissima come il giacchino da portare su di un pile di cashmere. Già il cashmere. È il principe assoluto della collezione come dell’allestimento, una montagna che richiama quelle dell’Oasi e il procedimento con cui la fibra Oasi Cashmere, da quest’anno interamente tracciata, inizia il proprio percorso in stabilimento prima di declinarsi in stoffe dal tocco, dal peso e dalla mano molto diversi tra loro. «Tele, tessuti da pantalone, doppi, tripli, imbottiti, pile, tessuti garzati, maglie tutto parte da un’unica fibra per arrivare a fare il monocolore con un bagno di colore vero», conclude Sartori. E l’eleganza più contemporanea ringrazia.