L'uomo Dior di Kim Jones non delude mai
Lo stilista ha presentato la sua collezione Dior primavera estate 2025.
Che perfezionismo! Dal 2018, quando è passato dalla direzione artistica di Louis Vuitton a quella di Dior Homme, l'inglese Kim Jones ha continuato a perfezionare la sua interpretazione dei codici della maison, con grande soddisfazione della sua vasta cerchia di fedelissimi e dei clienti del marchio, una combinazione sempre più rara. Per reinventare costantemente l'uomo Dior, il designer sa estrarre il meglio dagli archivi di 30 Avenue Montaigne e collaborare con artisti contemporanei come Daniel Arsham, l'icona dello streetwear Shawn Stussy, il designer Chitose Abe per Sacai, o recentemente il brand outdoor Stone Island. Il tutto con una discrezione strategicamente controllata, senza clamore e con poco rumore. Alta classe. Ci ha stupito la scorsa stagione con una collezione dedicata al balletto classico, e ora lo fa di nuovo, questa volta con una collezione ispirata al lavoro del ceramista sudafricano Hylton Nel, noto per le sue ceramiche molto figurative, inclusi i suoi famosi gatti, protagonisti della giornata in repliche oversize al centro della passerella. Kim Jones esplora così il tema della passione creativa, dell’“effervescenza inventiva”, una disciplina che conosce bene e che lui stesso definisce come “lasciare il segno nel tempo pur essendo in perpetuo rinnovamento”. Collezionista appassionato, non esita a fondere i confini tra vita professionale e personale quando si tratta di cedere alla creatività. La sfilata di oggi ne è la perfetta dimostrazione, con una versione sublime e unica del mitico “Cloudbusting” di Kate Bush. Infinitamente morbida, romantica, ma senza eccessi, forse più portabile delle stagioni precedenti. Basso profilo. Intuito e umiltà ripagano sempre.