Arte: le mostre di aprile da non perdere
L'inizio di aprile vede concludere alcune mostre tra le più gettonate di questi mesi, tra cui Juergen Teller in Triennale Milano e Philip Colbert al MANN di Napoli, ma anche l'inaugurazione di nuove come quella di Pino Pascali in Fondazione Prada.
La fine di marzo porta con la Pasqua il termine di alcune mostre di particolare rilievo degli ultimi mesi, che si concluderanno il primo aprile con la Pasquetta. La prima è sicuramente Juergen Teller i need to live in Triennale Milano, un racconto fotografico del suo legame con la moda dagli ultimi anni 80 fino ad oggi, provocatorio e sfrontato. Sfrontato, irriverente e ironico anche l'approccio dell'artista scozzese Philip Colbert - ribattezzato il figlioccio di Andy Warhol - che sarà al MANN di Napoli sempre fino il primo di aprile. La sua mostra HOUSE OF THE LOBSTER, (organizzata da Bam eventi e studio Colbert in collaborazione con il museo stesso) è il continuum di un racconto iniziato nel 2016-17 con i primi doodle aragosta. L'artista è conosciuto anche con l'epiteto di The Lobsterman per i suoi soggetti artistici. Un alter ego che rappresenta la sua persona creativa in tutte le sue sfaccettature. La mostra al MANN omaggia l'arte antica di Pompei e i suoi mosaici con una reinterpretazione unica, che vede ovviamente l'aragosta cartoon di Colbert protagonista. House of the Lobster inscena un dialogo artistico e architettonico con il museo stesso, dai materiali scelti come il marmo, «Mi piace esplorare il mio lavoro attraverso generi e medium diversi per creare un dialogo tra le opere, lo spazio e il materiale. Presentare sculture in marmo è stata la giusta chiave di lettura e continuità» - spiega l'artista -, fino alle scene rappresentate: "I dipinti delle battaglie rievocano il mosaico pompeiano la Battaglia di Isso con Carlo Magno, uno dei più grandi capolavori del genere, che per me è stata una grande opportunità di approfondimento e conoscenza. Queste nuove scene sono forse le più sperimentali tra tutte di battaglia".
Altro gioiellino la mostra inaugurata il 28 marzo in Fondazione Prada di Pino Pascali a cura di Mark Godfrey. Prevista il 14 aprile al Cinema Godard anche una conversazione con l'artista Peter Fischli e il curatore, dedicata all'opera di Pascali. Scultura, oggetti d'uso e anatomia dello spazio danno vita a un racconto artistico senza precedenti che rende omaggio a uno dei nomi più rilevanti del panorama del secondo dopoguerra. Divisa in quattro sezioni, include sia le opere del Pascali che alcune sue fotografie scattate da: Claudio Abate, Andrea Taverna e Ugo Mulas.
Arriviamo a due mostre di artiste donne molto diverse tra loro che ben rappresnetano lo spirito artistico femminile degli ultimi anni. La prima al MAMBO di Bologna, Ludovica Carbotta. Very Well, on My Ownm, fino al 5 maggio 2024. La mostra è un'ode alla ricerca sull'individualità e sul rapporto con lo spazio pubblico, sulla privacy e l'interazione del corpo con l'esterno e noi stessi al contempo. “La cosa che mi affascina rispetto alla misurazione – spiega – è quella di fissare un piccolo momento, o di misurare un frammento, una cosa insignificante o ancora trovare un modo mio, cercando il più possibile di non fare affidamento sulle mie conoscenze previe, di misurare qualcosa (un fenomeno fisico, un paesaggio, il tempo)”.
A Torino invece nella galleria di recente inaugurazione EDGE ART SPACE l'artista londinese Ariane Heloise Hughes, dal 12 aprile, racconta attraverso le sue opere, la sua visione del mondo con “H0rnyCatholicG1rl”. Scene sensuali e dissacranti sono intepretate in chiave ironica, sopratutto in relazione alla contemporaneità. Un'analisi della sessualità anche legata alla dimensione digitale e online, e al benedetto patriarcato che ha ifluenzato - e continua a farlo - i rapporti umani. Una libertà espressiva quella di Ariane comune a quella di molte donne: che la desiderano, la cercano e in alcuni casi riescono ad ottenerla.