Cosa vedere al Frieze di Londra
È tempo di Frieze, da oggi fino al 6 ottobre, a Londra. Ben 40.000 mq di Regent’s Park sono occupati da stand, mostre, installazioni, performance e talk. L’edizione 2019 della fiera d’arte contemporanea più famosa del Regno Unito è la più internazionale fino ad oggi con 160 gallerie partecipanti provenienti da 36 paesi. La fiera si divide in due sezioni "temporali": Frieze London, che presenta i lavori eseguiti dopo il 2000 e Frieze Masters, che presenta quelli creati prima, dai lavori più antichi ai dipinti dei grandi maestri - questa parte della fiera è, paradossalmente, la più giovane, inaugurata nel 2012, mentre la storia di Frieze inizia quasi trent’anni fa. Visitarla è un’impresa faticosa, servono sneakers, resistenza e tanta voglia di curiosare. Girare senza meta è bello ma per evitare di perdersi dei cult ecco una selezione di cose da vedere assolutamente.
Woven
La direttrice di Frieze, Victoria Siddall, ha invitato Cosmin Costinas, direttore esecutivo e curatore di Para Site no profit ad Hong Kong, per organizzare una nuova area espositiva: Woven. Otto gallerie, principalmente del sud-est asiatico, hanno allestito mostre di artisti che lavorano con tessuti e tessitura. Dall'artista indiana Monika Correa, al filippino Cian Dayrit, la cui tessitura osserva l'impatto del colonialismo, dell'etnografia e della mitologia. La personale dell'artista indiano-americano Chitra Ganesh per la Galleria Wendi Norris mette in scena, invece, materiali inusuali: un sovraccarico visivo di tessuti, glitter, vetri a specchio e pelliccia sintetica.
Shezad Dawood
L'architettura modernista è ancora al centro dell'attenzione, in questo caso, però, la sua storia eurocentrica viene riscritta. Frieze Live è una delle principali sezioni della fiera e quest'anno presenta l’opera performativa dell'artista britannico Shezad Dawood. Il lavoro di Dawood si basa sul lavoro dell'architetto modernista del Bangladesh Muzharul Islam, che ha combinato le lezioni del modernismo occidentale con un linguaggio architettonico bengalese. Ci saranno anche ballerini (che indossano costumi della designer Priya Ahluwalia) su uno sfondo di tendaggi, la colonna sonora elettronica è ispirata al poeta indiano, musicista e vincitore del premio Nobel, Rabindranath Tagore.
Sophie Jung e Cecilia Bengolea
Accanto agli artisti esposti dalle gallerie c’è un interessante programma di progetti e performance curato da Diana Campbell Betancourt. Sempre Live. Fra le più interessanti ci sono le performance di Sophie Jung e Cecilia Bengolea.
Hauser & Wirth
I precedenti stand di Hauser & Wirth sono stati curati in modo istrionico, quest'anno, invece, saranno più convenzionali e rappresentativi delle tendenze attuali. La fotografa nera americana Lorna Simpson e l'artista giapponese del gruppo Gutai, Takesada Matsutani, sono affiancate dall'artista concettuale Jenny Holzer e da Phyllida Barlow, scoperta di recente. Contemporaneamente inaugura Cerbero, la personale di Mark Bradford nella galleria londinese vera e propria.
Sophia Al-Maria
Sophia Al-Maria presenta una selezione di opere realizzate negli ultimi cinque anni che riguardano la sottomissione, l'industria cinematografica di Hollywood e la violenza delle immagini e del linguaggio. L’artista espone nuove fotografie e stampe relative alla sua simultanea presentazione solista Beast Type Song alla Tate Britain.
Nicholas Pope
L'artista britannico-australiano Nicholas Pope era una stella nascente nel mondo dell'arte degli anni '70 (ha rappresentato la Gran Bretagna alla Biennale di Venezia nel 1982). Lo stesso anno, durante un viaggio di ricerca in Africa, contrasse una rara forma di encefalite che gli causò danni permanenti al cervello e una lunga pausa dalla carriera. Ora la galleria Sunday Painter di Londra mostra la sua scultorea installazione in ceramica smaltata del 1995, Yahweh and the Seraphim: sacro e profano insieme, verso una contemplazione inedita, senza dottrina.
Frieze Masters
L’ultimo dipinto di Sandro Botticelli, il Ritratto di Michele Marullo, è la star di questa edizione di Frieze Masters - che potrà essere appeso in casa vostra alla modica cifra di 30 milioni di euro. Ma anche una testa di Henry Moore prima sconosciuta, ceramiche di Picasso, dipinti di Lee Krasner e una copia del manuale per artisti di Albrecht Dürer del sedicesimo secolo. Lo stand di Hazlitt Holland-Hibbert è un'altra gemma: si concentra su artisti pop britannici, tra cui Peter Blake, David Hockney, Allen Jones e Eduardo Paolozzi.
Density
Un’opera in realtà aumentata nata a Seoul, da un’idea di Koo Jeong-a. Una caccia al tesoro alla ricerca di tre enormi lastre di ghiaccio galleggianti nascoste nel verde. Se fai una foto e la invii ai tuoi amici non saranno in grado di dire se è reale o virtuale. Per vedere Density serve un’app: Acute Art.
In cover Allen Jones
You Dare,1967
Galleria Hazlitt