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Pomellato per CADMI

Per la Giornata Mondiale per l’Eliminazione della Violenza sulle Donne Pomellato sostiene con un’asta charity la Casa di accoglienza delle donne maltrattate di Milano.

Kasia Smutniak
Kasia Smutniak

Continua fino al 27 novembre l’asta online promossa da Pomellato in collaborazione con CharityStars https://www.charitystars.com/chiediamociperche per raccogliere fondi a favore della Casa di accoglienza delle donne maltrattate di Milano, lanciata il 20 novembre da una serata al teatro Manzoni: Chiediamoci perché - Dialoghi e scambi sulle radici della violenza contro le donne. In un momento si spera questa volta davvero di svolta, quando l’assassinio di Giulia Cecchettin, la 105esima vittima di femminicidio  del 2023 (e nel frattempo il numero  è già aumentato), ha scatenato un'ondata di reazione che attacca con forza il paradigma patriarcale dominante, chiamando in causa anche gli uomini “normali”, quelli che non sono dei “mostri”.  Come sottolinea Sabina Belli, CEO del brand: «Ogni giorno sentiamo di casi di violenza inaccettabili e tutto ciò ci spinge a chiederci perché. Perché questo tema è universale? Accade in tutte le culture, in tutte le religioni, in tutti i ceti, in tutte le epoche, perché le donne sono più che gli uomini vittime di violenza psicologica, economica, sessuale? E’ un momento storico in cui percepiamo che c’è una consapevolezza diversa sapendo che a questa domanda del perché, bisogna poter rispondere. Dobbiamo educare gli uomini, educare i bambini perché lo stato delle cose possa cominciare a mutare.  Insieme dobbiamo costruire una nuova consapevolezza, che coinvolga gli uomini, non come spettatori passivi ma come attori e motori del cambiamento».

Tra gli interventi,  quello di Fabio Roia, Presidente del Tribunale di Milano e consulente della Commissione parlamentare d’inchiesta su femminicidio e violenza di genere, che invita a trasformarsi tutti in "sentinelle sociali d’isolamento del maltrattante”. Secondo lui: «Le leggi finalmente ci sono e ci consentono di intervenire con competenza ed efficacia. D’altra parte, abbiamo studiato come commissione parlamentare d’inchiesta 211 casi di femminicidio e soltanto il 15% delle donne aveva denunciato. Purtroppo, c’è ancora il problema di aiutare chi subisce violenza a comprendere che quella sia violenza. Da un’indagine ISTAT, 7 donne su 10 non sanno riconoscere la violenza, soprattutto quella di natura psicologica che è confusiva e manipolatrice. La denuncia è l’unico strumento per uscirne, manca la consapevolezza per un fatto antropologico, scientifico e culturale che esercitare violenza su una donna sia un crimine».

Mentre per Michele Poli, presidente oltre che coordinatore del Centro di Ascolto uomini Maltrattanti di Ferrara e co-fondatore del CAM di Firenze, intervistato da Francesca Fagnani, occorre che gli uomini facciano un percorso di riflessione su tutti quei meccanismi che, pur non sfociando nella stramaggioranza dei casi nella violenza fisica, li portano comunque a comportamenti con cui si cerca di esercitare un controllo sulle donne, fenomeno accentuato nelle giovani generazioni da un lato dal bullismo, che porta ad abbracciare atteggiamenti machisti, e dall’altro dalla diffusione della pornografia online, che porta a pensare che il rapporto sessuale si risolva tramite il controllo della donna. Kasia Smutniak, in un monologo dove ha raccontato quanto il suo essere sottovalutata in quanto donna le abbia di fatto reso possibile girare il docufilm MUR, che denuncia il muro anti-migranti recentemente costruito tra Polonia e Bielorussia, ha richiamato l'attenzione su varie affermazioni sull’inferiorità femminile di tanti padri fondatori della cultura occidentale. Per Manuela Ulivi, Presidente CADMI, avvocata civilista, consigliera nazionale della rete D.i.Re, «Il genere maschile non ha ancora accettato l’indipendenza delle donne che ormai sono presenti in tutti i campi. C’è ancora in senso di riserva verso queste donne, ritenute pericolose, e quindi da tenere sotto controllo. E questa volontà spesso si traduce in violenza. È necessario che a questo “perché” comincino a pensare anche gli uomini».

Un podcast della serata è disponibile sulle principali piattaforme

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